CONTINUA IL MASSACRO DEI
SINDACALISTI
Dall'inizio del 2002, sono più di 40 i sindacalisti assassinati
in Colombia.
Questa cifra agghiacciante é lo specchio fedele di una situazione drammatica,
quella colombiana, in cui organizzare uno sciopero o parteciparvi vuol dire
diventare obiettivo militare del terrorismo di Stato, che agisce e si
materializza ricorrendo ai famigerati gruppi paramilitari.
Nel paese andino, il cui regime fa della guerra contro la popolazione la propria
politica primordiale, l'eliminazione "scientifica" ai danni dei
dirigenti e degli attivisti del movimento sindacale ha fatto oltre 50 vittime
nel 2001 e 140 l'anno precedente, che si sommano ai 4600 sindacalisti massacrati
negli ultimi dieci anni. E' bene ricordare che il 60% dei sindacalisti uccisi
ogni anno nel mondo, é composto da sindacalisti colombiani.
Nel quadro del conflitto sociale e armato che caratterizza il paese da più di
mezzo secolo, l'applicazione della Dottrina della Sicurezza Nazionale di matrice
USA a partire dalla seconda Guerra Mondiale, ha puntellato nei metodi e negli
scopi una guerra sporca contro l'opposizione politica e sociale aperta e legale,
di cui il movimento sindacale è un settore di grande rilevanza.
In questa strategia di annientamento articolata dall'oligarchia, dai
latifondisti e dal militarismo locale e del Pentagono, le multinazionali
operanti in Colombia (specialmente quelle statunitensi) hanno sempre giocato un
ruolo di prim'ordine; solo per citare alcuni esempi, basti pensare ai vincoli,
tutt'altro che episodici e casuali, della British Petroleum e dell'OXY nel campo
petrolifero, della Coca Cola, delle grandi compagnie e holding internazionali e
della Drummond Coal, con il paramilitarismo di Stato. In particolare contro
quest'ultima, che in Colombia sfrutta enormi giacimenti di carbone, il Sindacato
dei Lavoratori dell'Industria
Mineraria ed Energetica della Colombia (Sintramienergetica) ha lanciato una
campagna, formalizzando l'accusa presso la Corte Federale dell'Alabama (negli
USA), per denunciare la sua diretta responsabilità nell'assassinio di tre
leader sindacali; Valmore Locarno e Víctor Orcasita, all'epoca rispettivamente
presidente e vicepresidente del sindacato dei minatori, e Gustavo Soler, che era
succeduto a Locarno dopo la sua morte, sono stati fisicamente eliminati nel
dipartimento del Cesar nel marzo e nel settembre del 2001. Nonostante questo
clima si sia ulteriormente arroventato con l'applicazione del guerrafondaio Plan
Colombia e della sua estensione ai paesi andini, l'Iniziativa Regionale Andina,
e con la rottura unilaterale del processo di pace tra la guerriglia delle
FARC-EP e il governo Pastrana, da parte di quest'ultimo, le lotte sociali e
popolari non si sono fermate.
Del resto, la situazione economica e sociale é disastrosa: il tasso di
disoccupazione reale supera il 25%, senza contare quei milioni di colombiani che
lavorano nel cosiddetto settore informale; oltre 33 milioni di persone, dei 43
stimati, vivono oscillando tra la soglia della povertà e quella della miseria;
mentre nel 1990 il 10% dei ricchi guadagnava, in media, quaranta volte di più
del 10% dei poveri, nel 2001 la medesima percentuale dei ricchi ha guadagnato,
in media, sessanta volte di più dello stesso numero di poveri.
La situazione politica, parimenti, non é migliore: le recenti elezioni
politiche, contraddistinte indubbiamente da un tasso di astensione elevatissimo,
il 58%, più un 10% dei voti espressi con schede bianche o nulle, conferma
ancora una volta l'illegittimità di un regime antidemocratico, con un Congresso
eletto da una minoranza della popolazione e composto, per un 35%, da personaggi
le cui contiguità e connivenza con il paramilitarismo sono ben note.
Questo è il biglietto da visita per le elezioni presidenziali del prossimo 26
maggio, in cui, a detta di molti, potrebbe vincere il candidato fascista Alvaro
Uribe Vélez ; patrocinatore dei gruppi paramilitari e di una soluzione
totalmente militare al conflitto, da anni coltiva il sogno di sconfiggere il
movimento guerrigliero, che continua non solo a resistere ma anche ad avanzare.
In questo scenario di guerra civile il movimento sindacale e dei lavoratori
colombiani, unitamente a quello popolare, di cui l'insorgenza é parte
integrante, assicura che continuerà a lottare contro il modello economico
neoliberista dei licenziamenti e delle privatizzazioni, della violazione dei
diritti umani e sindacali, del terrorismo di Stato e della negazione di sovranità,
per contribuire alla conquista di una vera pace con giustizia sociale.
ASSOCIAZIONE nazionale NUOVA COLOMBIA
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