L’UNIONE EUROPEA SCEGLIE LA GUERRA
CONTRO
IL POPOLO COLOMBIANO!
Dopo mesi di ambiguità,
pomposi e fasulli “scacchi matti” diplomatici e pronunciamenti pieni di “buona
volontà” nel tanto complesso quanto parziale ruolo di facilitazione del processo
di pace, rotto unilateralmente dal presidente uscente Pastrana, l’Unione Europea
ha calato la maschera in merito al conflitto sociale e armato colombiano. Il 12
giugno scorso, infatti, il COREPER (Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell’Unione
Europea) ha inserito nella lista “nera” dell’UE le Forze Armate Rivoluzionarie
della Colombia-Esercito del Popolo, FARC-EP, decisione ratificata in fretta e
furia lunedì 18 giugno dai Ministri degli Esteri della stessa, riuniti in Lussemburgo.
Questa decisione, tanto meschina e grave quanto irresponsabile, dimostra in primo
luogo la subordinazione politica e strategica dell’UE di fronte ai padroncini
di Washington, e formalizza in seconda battuta (ma non in ordine d’importanza)
la luna di miele tra l’UE e l’establishment colombiano, capeggiato da un’oligarchia
sanguinaria e rappresentato da un neo-presidente fascista e psicopatico, Alvaro
Uribe Vélez, i cui legami e simbiosi con i paramilitari di Stato sono cosa ben
nota. I “campioni” dei diritti umani, delle missioni “umanitarie”, della neutralità
e della pace di Bruxelles (ma dovremmo dire di Madrid, Roma, Parigi, ecc.), hanno
deciso di dare il loro modesto -e vergognoso- contributo al Pentagono, impegnato
a minare le basi di un qualunque tentativo di giungere ad una soluzione politica
del conflitto sociale e armato in Colombia. Soluzione politica, indirizzata ad
evitare uno spargimento imprevedibile e doloroso del sangue del popolo colombiano,
che le FARC-EP perseguono instancabilmente da oltre 38 anni, e che è stata massacrata
per l’ennesima volta dal burattino Pastrana, come centinaia di migliaia di colombiani
sfollati, sindacalisti, studenti, militanti dell’opposizione, difensori dei diritti
umani, contadini ed indigeni. Va detto, ad onor del vero e del buon senso (virtù
inesistente nei governi europei), che il terrorismo in Colombia esiste, certo,
e va combattuto, cosa che il popolo colombiano e le sue organizzazioni stanno
generosamente ed eroicamente facendo: si tratta solo ed esclusivamente del terrorismo
di Stato, sia esso praticato dai militari in uniforme ufficiale o dai “servitori
dello Stato” in versione paramilitare. E va anche detto pure che l’appiattimento
miope e dell’Unione Europea sui contenuti strategici del Plan Colombia, non può
mettere in discussione, né filosoficamente né praticamente, il diritto alla resistenza
ed alla ribellione di un popolo i cui diritti fondamentali, umani, sociali, politici
ed economici sono violati e calpestati quotidianamente.
E siccome chi semina
vento raccoglie tempesta, è bene che l’Unione Europea sappia, unitamente all’impero
statunitense, che con la guerra, i piani di aggressione e le brame di conquista
non solo non contribuirà in alcun modo alla costruzione di una pace con giustizia
sociale in Colombia, ma non riuscirà nemmeno a piegare la lotta di liberazione
del popolo colombiano, per una seconda e definitiva indipendenza!
Associazione
nazionale Nuova Colombia