LETTERA APERTA AL POPOLO FRATELLO DELLA BOLIVIA
A nome del nostro Comandante in Capo, Manuel Marulanda Vélez, di tutti i suoi Blocchi, Fronti, Colonne, Compagnie ed unità guerrigliere, del Partito Comunista Clandestino e del Movimento Bolivariano per la Nuova Colombia, vi giungano un saluto rivoluzionario di fine anno ed i nostri auguri per un 2006 di successi nei vostri propositi emancipatori.
Rispetto all'America che sognò Simón Bolívar più di 175 anni fa, con la sovranità e la giustizia come pilastri dei suoi governi, oggi possiamo affermare che continuano a soffiare nuovi venti che ci portano a scuoterci una volta per tutte dall'avarizia, dall'intromissione e dalle minacce dei governi statunitensi, avallate dai loro sciacalli creoli.
Lo scorso 18 dicembre, il popolo boliviano ha votato per un'alternativa diversa, costituita da un movimento amplio denominato "Fronte Antineoliberale", che per la prima volta nella storia di questo paese andino fratello rappresenta gli aymara, i quechua ed altri settori, pauperizzati dalle politiche neoliberiste ed esclusi da centinaia d'anni dalle principali decisioni concernenti le loro ricchezze, come gli idrocarburi.
Evo Morales, leader indigeno, arriva al potere con una percentuale superiore al 50%, evitando che il potere legislativo disconosca il vincitore come aveva fatto nel 2002, quando consegnò la poltrona presidenziale del Palazzo Quemado al secondo arrivato, il candidato della destra Jorge Quiroga.
Importanti sono le dichiarazioni del candidato eletto, rilasciate giorni prima delle elezioni, che hanno messo in discussione le politiche antidroga degli Stati Uniti: "non permetterò l'uso del nostro territorio per la loro lotta contro il narcotraffico, che è una scusa per impadronirsi delle nostre risorse".
Il momento, per il popolo boliviano e le sue organizzazioni indigene e sociali, non potrebbe essere migliore. Tuttavia Washington non resterà con le mani in mano, come ha sentenziato la Segretaria del Dipartimento di Stato nordamericana, Condolezza Rice: "le relazioni con noi dipenderanno dal suo comportamento quando sarà al potere", riferendosi tacitamente ad Evo Morales.
Pertanto, è imprescindibile che tutti i latinoamericani e caraibici appoggino con entusiasmo ed ottimismo questa possibilità storica di seguire il cammino indicato da Bolívar, basata sull'unità dei nostri popoli, affinché il nuovo governo -che s'insedierà nel prossimo mese di marzo- sia all'altezza del mandato popolare e dei suoi impegni con le maggioranze della Bolivia.
Con un profondo sentimento bolivariano.
COMMISSIONE INTERNAZIONALE delle FARC-EP
Montagne della Colombia, dicembre del 2005