COMUNICATO DELLE FARC-EP

Il Referendum


Da sempre nel nostro Paese il sistema elettorale è stato viziato da inganni, violenze e corruzione, rendendo le votazioni una grande farsa.
Oggi, in occasione del referendum e sotto la falsa copertura della lotta alla corruzione ed alla "politicheria", il governo di turno fa apertamente opera di proselitismo a suo favore, con le risorse e le finanze ufficiali messe a disposizione della sua causa, e potendo avantaggiarsi con evidente sproporzione sull'alternativa dell'astensione sostenuta da importanti settori dell'opposizione legale.


Se il governo fosse sincero nelle sue manifestazioni contro la corruzione, avrebbe già destituito il Generale Teodoro Campo o la Ministra Ramírez per la gestione del caso in cui la Polizia riconsegnò ai paramilitari 5 tonnellate di cocaina sequestrata, o il Ministro Fernando Londoño per aver sfruttato i fondi pubblici a proprio beneficio.
Se fosse certa la sua intenzione contro la "politiqueria", non avrebbe incluso nel referendum la difesa degli aiuti parlamentari, ne si sarebbe dimenticato della promessa elettorale di revocare il mandato del Congresso nel caso in cui questo rifiutasse un referendum con cambiamenti politici di fondo.


Il referendum è solo un'altra manipolazione per soddisfare le condizioni neoliberali del Fondo Monetario Internazionale che scaricano sui settori poveri e medi della Colombia, il costo della crisi e della guerra interna.
E' il complemento alle politiche di più tasse indirette e di ampliamento della base tributaria, di congelamento dei salari ufficiali, dell'aumento delle tariffe dei servizi pubblici e dell'ingresso nell'ALCA, vera battaglia tra la produzione gringa e quella nazionale.


E' nel quadro di questa politica governativa, che settimanalmente i suoi più alti funzionari, si fanno in quattro per genuflettersi di fronte alla supervisione coloniale dei funzionari del Pentagono, del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca, in una indegna attitudine mendicante di cui gli Yankee approfittano per imporre le condizioni imperiali del loro Plan Colombia per controllare militarmente il Paese, avanzare nella loro strategia di appropriazione delle nostre abbondanti risorse naturali e di convertirci in piazza di mercato dei prodotti nordamericani mentre ci soffocano con il pagamento dei servizi e del mostruoso debito pubblico.


Álvaro Uribe percorre questa strada con il referendum e simultaneamente stimola la paramilitarizzazione del paese garantendo l'impunità per i sicari, le organizzazioni politiche ed i loro capi, l'arricchimento senza limiti della casta civico-militare che governa all'ombra dello sfruttamento e dell'usufrutto della "lotta contro il narcotraffico. "
Il referendum uribista è solo un altro anello nella catena di odio che ci hanno imposto i ricchi dentro e fuori del Paese, con la copertura della lotta contro il terrorismo.


Las FARC-EP continueranno a lottare per la formazione di un Nuovo Governo, che conduca alla riconciliazione della famiglia colombiana. Chiamiamo il popolo a resistere con dignità e belligeranza all'ondata fascista del regime, a rafforzare i meccanismi popolari che si sono andati creando per l'esercizio della democrazia diretta, a non partecipare alle elezioni ed a mantenere in alto e con dignità la bandiera della sovranità nazionale.

Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
Montagne della Colombia, 9 Ottobre 2003