SALUTO AI COMPAGNI PARTECIPANTI AL XVI FESTIVAL MONDIALE DELLA GIOVENTU' E DEGLI STUDENTI
(Caracas)
Montagne della Colombia, 9 agosto 2005
Dalla terra di Bolívar il Libertador, come
figli della spada che ci affratella nell'idea del pane per i poveri, ci rallegriamo
in questo momento per la presenza della speranza nel domani, moltiplicata nei
sorrisi ottimisti che ognuno di voi profonde con lo slogan "per la pace
e la sovranità, lottiamo contro l'imperialismo e la guerra!"
Bello è il modo in cui celebrate un nuovo anniversario del trionfo antifascista,
esprimendo dal giardino in cui germina la rivoluzione bolivariana la condanna
al crimine atomico di Hiroshima e Nagasaki.
In questo appuntamento d'internazionalismo e solidarietà, che adesso si alimenta anche delle ragioni e passioni emanate dal Bolívar onnicomprensivo che sognò l'equilibrio dell'universo, il parto dei nostri sogni non può che essere quello dell'avanzamento dell'unità e della decisione di lottare per la felicità degli oppressi. Siamo sicuri, giovani di ogni angolo della Terra, che non c'è cammino diverso da quello che conduce verso la gloria della giustizia sociale e della libertà.
Quanto urgente e necessario è lo spirito ribelle che palpita dentro di voi! Bolívar ha sempre associato la gioventù alle speranze dell'avvenire; è un istante della storia, diceva, che significa promessa e verità in bocciolo e che non è un'attenuante dell'inerzia bensì un dovere, un obbligo ed impulso per il futuro divenire. E' dunque l'ora di sconfiggere definitivamente il silenzio, l'apatia, le paure e la morte moltiplicandoci in solidarietà e determinazione combattiva contro la bestia del dollaro. Coraggioso dev'essere il pensiero, così come la lotta nella resistenza per un nuovo ordine sociale per i popoli.
Salute, Chisciottes della speranza. Marciate veloci,
accrescendo l'umiltà, con le vostre ragioni e passioni e con la forza
delle antiche e nuove saggezze emancipatrici, facendo tremare le fondamenta
dell'oppressione e degli imperi. Sommiamo le nostre volontà e cause alla
potenza creatrice che voi incarnate, pronti a continuare la semina da cui sboccerà
il giubilo della presenza umana inaugurando nuovamente la vita in comunione
del socialismo.
Dal verde speranza delle montagne insorgenti, perseverando nella guerra a morte
contro i tiranni, facciamo scoppiare -in questo incontro d'ardore che rianima
le coscienze- l'ottimismo con il verbo detonatore del giuramento del Monte Sacro,
con gli stessi aneliti anfictionici del Libertador, per cantare con voi che
questa è l'era di Bolívar e dello schianto dell'imperialismo.
Fraternamente
Commissione Internazionale delle FARC-Esercito
del Popolo