FARC: IL VOLTAFACCIA DELL'ELN
E' molto deplorevole il ruolo giocato dall'ELN nel suo
triste tramonto come movimento guerrigliero. Pur non essendo mai stato toccato
dal Plan Patriota, si appresta -demotivato nella propria lotta armata- a integrarsi
al sistema politico vigente, alla lotta istituzionale ed elettorale, e come
se non bastasse si lascia usare dai servizi segreti dell'esercito contro le
FARC.
Negli ultimi tempi l'ELN ha cominciato a sparare contro la nostra organizzazione,
e adesso si presenta sfacciatamente di fronte al mondo come vittima di una situazione
da esso stesso provocata.
Nell'oriente di Antioquia lo Stato Maggiore del Blocco José María
Córdova ha cercato di dialogare con l'ELN per trovare un'intesa fraterna.
Avevamo la speranza che mettessero fine alla collocazione di mine nei corridoi
e nei sentieri guerriglieri, già causa della morte e della mutilazione
di vari combattenti delle FARC. Allo stesso modo volevamo parlare delle pretese
territoriali dell'ELN. A tal fine abbiamo mandato otto compagni a prendere contatto,
che c'è stato, ma mentre i nostri aspettavano la risposta dell'ELN sono
stati assaltati di primissima mattina da commandos di questa organizzazione,
che hanno ucciso cinque guerriglieri e rubato i loro fucili.
Ad Arauca, durante un incontro per trovare una soluzione diplomatica ai dissapori nati nei Llanos, è stato assassinato dall'ELN in piena riunione il Compagno Che, vecchio combattente e membro dello Stato Maggiore del Decimo Fronte delle FARC. Adesso si sono alleati con l'esercito ed i paramilitari contro le FARC.
Recentemente nel dipartimento del Cauca, dopo una riunione bilaterale l'ELN ha teso un'imboscata, di concerto con l'esercito, al Comandante dell'Ottavo Fronte delle FARC ed alla sua scorta. Sono morti Ramírez, Comandante del Fronte, e quattro guerriglieri, mentre altri tre sono stati fatti prigionieri.
Tutti questi fatti fanno pensare che l'ELN sia profondamente
infiltrato dai servizi segreti militari, e per questo motivo non possiamo considerarli
come alleati strategici. Coloro che si comportano così non possono che
essere agenti dell'esercito ufficiale.
La campagna dell'ELN contro le FARC è delirante: si presentano come vittime
ed eludono l'origine e le cause del deterioramento delle relazioni.
Lì non vi è controllo dall'alto. La buona volontà del loro
Comando Centrale, ostacolata dalla disinformazione dei provocatori, è
come parole al vento, dato che alcuni dei suoi comandanti di medio livello fanno
ciò che gli pare. Fanno accordi con le FARC e non li rispettano, e sulla
frontiera sequestrano ed estorcono denaro spacciandosi per le FARC. Molti di
loro compiono gesti smodati nel reperire denaro in vista di una loro eventuale
smobilitazione.
La tergiversazione e la piega della loro campagna contro le FARC ci hanno obbligato
a riferire questi fatti, affinché l'opinione pubblica non si lasci confondere.
Abbiamo il sospetto che dietro tutto ciò ci sia lo sforzo dei gringos
di dividere, come fanno in Medio Oriente, le forze della resistenza patriottica
in Colombia.
Facciamo un appello ai combattenti ed ai comandanti rivoluzionari dell'ELN affinché prendano le distanze dagli agenti provocatori. Non abbiamo nessun problema a lavorare con chi vuole costruire una nuova patria democratica, bolivariana e socialista.
Stato Maggiore del Blocco Caribe delle FARC-EP
Montagne della Colombia, febbraio 2007