Dottor Victor Guillermo Ricardo, Alto Delegato per la pace, compagni delle commissioni dei dialoghi e negoziati, udienze pubbliche, signore e signori invitati della Colombia e dall’estero, stimati abitanti dei cinque municipi smilitarizzati per i dialoghi, popolo colombiano:
La pace è patrimonio di tutti!
L’incontro di oggi, che vede la presenza di distinte personalità colombiane ed internazionali, riafferma la politica di ricerca di riconciliazione nazionale del popolo colombiano praticata fin dal momento stesso della loro comparsa sullo scenario politico, il 27 maggio del 1964, dalle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia- Esercito del Popolo, FARC-EP; da allora esse sono diventate, lottando per gli interessi del popolo e per la conquista di soluzioni definitive e fondamentali, forza politica armata di opposizione allo Stato colombiano.
Noi, in quanto parte dei nullatenenti, siamo convinti di poter conquistare una pace con giustizia sociale, tolleranza politica, completa indipendenza e dignitoso esercizio della sovranità nazionale, attraverso l’impegno e il contributo delle maggioranze del paese. E partendo dal presupposto che la pace è patrimonio di tutti e a tutti spetta di conquistarla e difenderla pensando sempre nel futuro dei più poveri, così come degli anziani, delle donne, dei giovani e dei bambini della nostra patria.
I dialoghi iniziati dalle FARC-EP con il governo del Presidente Pastrana, lo scorso 7 gennaio del 1999, dimostrano ancora una volta il vantaggio di investire risorse nella pace e diminuire gli immensi costi della guerra contro il popolo e le sue organizzazioni. Nonostante le difficoltà proprie di uno scontro politico, economico, militare e sociale che dura da oltre 35 anni, riflesso nel Tavolo dei Negoziati e Dialoghi, possiamo condividere con voi i passi in avanti fatti nella costruzione di simboli di fiducia, espressi in esperienze che la Colombia non aveva vissuto prima degli attuali dialoghi, quali la zona dei cinque municipi smilitarizzata per poter effettuare i dialoghi tra il governo e la guerriglia delle FARC-EP, mentre nel resto del paese continua il conflitto armato proposto per i dialoghi stessi dal governo di Gaviria, quello di Samper e da quello attuale, che è stato da noi accettato.
La creazione di una polizia civile, incaricata del controllo interno della popolazione civile in sostegno della gestione dei sindaci municipali, è un altro formidabile contributo che può essere sviluppato nel resto del paese in modo che i poliziotti svolgano quelle funzioni proprie di una nazione civilizzata e compromessa con l’obiettivo della pace.
Il fatto di poter contare sull’ “Agenda Comune verso la Nuova Colombia”
per l’incontro con la nazione, nata dalla fusione della piattaforma di
dieci punti delle FARC-EP con i dieci punti proposti dal governo e risultato
di molteplici riunioni tra le due parti, rappresenta un importante passo
in avanti relativo al riconoscimento, da parte del governo, dell’esistenza
di ingiustizie economiche, politiche e sociali a cui andranno date soluzioni
indirizzate alla costruzione della tanto attesa pace, mediante la formazione
di un nuovo Stato basato sulla giustizia sociale.
Sono state anche create in quest’ottica le “Udienze Pubbliche”, organismi
incaricati di vincolare i diversi settori della popolazione nella discussione
e nell’analisi delle problematiche sociali, con la raccolta delle più
diverse proposte accompagnate da formule di soluzioni che vengono poi inviate
al Tavolo dei Negoziati e Dialoghi per la stesura finale del documento,
la cui pratica andrà trasmessa ai poteri dello Stato.
Un altro risultato importante è l’esistenza di “Villa Nueva
Colombia” con i locali che oggi stiamo inaugurando ufficialmente, con la
creazione delle condizioni essenziali che consentano la realizzazione delle
Udienze Pubbliche in luoghi dotati di illuminazione e sistemi di comunicazione
consoni al compito di intraprendere, con maggiori ottimismo e realismo,
la missione di pensare alla costruzione della Nuova Colombia.
Le FARC-EP, nel corso di un anno di dialoghi, hanno costruito a beneficio
della popolazione dei cinque municipi smilitarizzati oltre 250 km di nuove
strade, e ne hanno aggiustati altri 250; hanno costruito 20 ponti
su fiumi e torrenti ed asfaltato 64 vie; hanno inoltre promosso una massiccia
campagna di vaccinazione che ha beneficiato, tra adulti e bambini, oltre
20.000 persone, la pulizia pubblica, la cultura e lo sport.
L’alto indice di morti violente, 366 all’anno, con la smilitarizzazione
è sceso a 8, e gli assalti e i furti a San Vicente del Caguán
sono praticamente scomparsi.
Inoltre abbiamo incrementato i meccanismi di protezione della fauna,
della flora e della pesca con il fine di preservare l’ambiente, e
ci siamo occupati di portare a termine le pratiche, di fronte all’Alto
Delegato per la Pace, per l’elettrificazione di svariati villaggi e il
miglioramento di strutture sanitarie e scolastiche.
Gli abitanti di tutta la regione attestano soddisfatti la tranquillità
ed il progresso vissuti attualmente e che precedentemente non esistevano,
visto che prima della smilitarizzazione venivano uccisi quotidianamente
a mano armata due o tre cittadini.
Le FARC-EP sono parte dei colombiani che, avendo un buon sentimento patriottico, non condividono gli obiettivi del “Plan Colombia”, essendo identificato agli antipodi rispetto alla spesa sociale di cui ha bisogno la pace e finendo per tradursi nell’ennesima risorsa per la guerra tra i colombiani e di ingerenza del governo degli Stati Uniti nelle nostre questioni interne. Il “Plan Colombia”, o “piano di guerra” è destinato fondamentalmente a migliorare la capacità di combattimento delle forze militari nella repressione statale della protesta sociale ai danni dei lavoratori, con la facciata della lotta al narcotraffico.
Un altro segnale che non contribuisce a rafforzare la fiducia nell’impegno
di pace assunto dal governo con le FARC-EP è costituito dalle tendenziose
dichiarazioni fatte con molta frequenza da parte di alcuni ministri e generali
dell’Esercito contro il processo di riconciliazione e la politica dei dialoghi
per i negoziati portata avanti con tenacia e pazienza dall’Alto Delegato
per la Pace, in rappresentanza del Presidente della Repubblica. Le FARC-EP
hanno bisogno di sapere se il signor Presidente mantiene inalterata la
politica di pace che, durante la campagna elettorale, promise di dirigere
in prima persona.
Un altro elemento negativo e pericoloso per la speranza di convivenza,
che pone in grave pericolo il consolidamento della credibilità del
governo relativa alla pace, è rappresentato dagli innumerevoli crimini
eseguiti da agenti dello Stato contro la popolazione civile disarmata a
nome dei paramilitari o degli squadroni della morte.
Nonostante i suddetti segnali negativi, il nostro impegno nei confronti del popolo per la conquista di una pace senza fame, repressione e sfruttamento continua ad essere invariabile. E’ per questo che insistiamo nell’irrimandabile necessità che il governo, in rappresentanza dello Stato, inizi a soddisfare le esigenze di occupazione di 3 milioni di colombiani disoccupati che non possono permettersi una casa, comprare vestiti, pagare salute ed educazione e garantire sicurezza alle proprie famiglie. Oltre un milione e mezzo di famiglie contadine senza terra, pur essendo in condizione di lavorarla, attendono dal governo una soluzione immediata al loro problema. I lavoratori delle campagne continuano ad aspettare la riattivazione del settore agropastorizio attraverso le risorse dello Stato e del settore privato, con garanzie di vendita per i loro prodotti a prezzi corrispondenti agli alti costi di produzione, in modo da rendere effettivo il diritto al lavoro.
La soluzione alla grave crisi economica che colpisce la Colombia non può essere fondamentalmente ricercata nella vendita delle imprese statali, né in una maggiore ipoteca del patrimonio del paese al Fondo Monetario Internazionale o alla Banca Mondiale.
Per uscire dalla crisi bisogna iniettare risorse al sistema cooperativo di risparmio e credito, alle ventimila imprese fallite e alle diecimila che vanno nella stessa direzione sulla base che garantiscano la produzione generando occupazione con salari corrispondenti al costo del paniere familiare, e assicurino stabilità di lavoro e sicurezza sociale per i lavoratori.
I soldi per rafforzare le piccole e medie imprese, con il fine prioritario di alleviare in parte la situazione dei poveri, devono uscire dall’ottenimento di crediti blandi dalla Comunità Internazionale, dalla riduzione delle immense spese militari per la guerra, dai contributi dei grandi imprenditori e dello Stato, dalla lotta energica ai delinquenti in colletto bianco immersi nella corruzione e nella politica dei politicanti, e dalla creazione di efficaci meccanismi che impediscano la crescente evasione fiscale.
Al popolo, ai lavoratori, a coloro che hanno perso il loro patrimonio
e a coloro che sono sul punto di perderlo a causa dell’applicazione del
modello neoliberista, non resta che il cammino dell’unità degli
emarginati per lottare per conquistare migliori condizioni di vita.
Le FARC-EP continueranno ad avere incondizionatamente il proposito
di conquistare la pace con giustizia sociale.
APRENDO CAMMINI VERSO LA NUOVA COLOMBIA
VIVA LE FARC-EP!
VIVA LA COLOMBIA E LA SUA GENTE!
Molte grazie,
COMMISSIONE PER I DIALOGHI E NEGOZIATI DELLE FARC-EP:
Raul Reyes
Joaquin Gomez
Fabian Ramirez
29 gennaio 2000