Documento Presentato dalle FARC-EP al tavolo dei dialoghi
il 24 ottobre del 1999 presso La Uribe, nel Meta (Colombia)
 
 

Dottor Víctor G. Ricardo, Alto Delegato per la Pace,
signori Presidenti del Senato e della Camera dei Rappresentanti; signori Magistrato del fisco, Procuratore ed Ispettore generali della Nazione; signor Difensore del Popolo; signori firmatari dell'accordo politico di Caquetania, dottori Horcado Serpa, Omar Yépez Alzate, Nohemí Sanín e Jaime Caycedo; dottore Gustavo Carvajal, Presidente onorario della Conferenza Permanente dei Partiti Politici dell'America Latina (COPPPAL); signori integranti della precedente Commissione dei Dialoghi, dottori Fabio Valencia Cossio, María  Emma Mejía, Nicanor Restrepo e Rodolfo Espinosa Meola; signori vescovi rappresentanti della Conferenza Episcopale; signor Francisco Javier Múnera, vescovo di San Vicente del Caguán; signori governatori e deputati delle assemblee dei dipartimenti del Meta e del Caquetá; signori sindaci e consiglieri municipali dei cinque municipi smilitarizzati; signori integranti il consiglio di Pace di San Vicente; amati abitanti dei municipi di San Vicente del Caguán, la Macarena, Vista Hermosa, Mesetas, Uribe e compatrioti in generale:
a tutti il saluto rivoluzionario e bolivariano delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia- Esercito del Popolo, FARC-EP.
Oggi, con la nostra presenza, ratifichiamo il desiderio di pace con giustizia sociale, indipendenza e sovranità per tutta la Colombia, fondamento inalterabile della nostra lotta per il popolo dai tempi di Marquetalia, fino ad oggi e per sempre.

Con molte difficoltà siamo arrivati all'insediamento del tavolo dei negoziati, momento in cui il popolo colombiano trova spazio per esporre i propri problemi alla Commissione Tematica, divenendo, in questo modo, parte del processo che persegue la pace duratura e definitiva per la nazione.

In questa tappa si metterà alla prova la decisione politica, se veramente c'è, del governo nazionale, dello Stato, della classe governante e dei loro partiti di permettere le trasformazioni strutturali dello Stato, oltre all'impegno serio di realizzare programmi di significativo investimento sociale, economico e politico che diano soluzione a breve termine alla crescente disoccupazione, alla valanga di imposte indirette, alla perdita accelerata del valore d'acquisto della moneta colombiana di fronte al dollaro, alle carenze del settore della salute e di quello dell'educazione, alla mancanza di abitazioni ed allo smantellamento definitivo del sistema UPAC, oltre che a un suo mascheramento o cambiamento di nome. Devono essere contemplati la riliquidazione ed il reintegro di tutti gli interessi illegalmente pagati, e la restituzione delle abitazioni espropriate sulla base di questa politica usuraia istituzionalizzata; deve essere promossa una politica governativa di vero sviluppo dell'edilizia popolare, il cui vero obiettivo sia il beneficio sociale e non i guadagni degli imprenditori edili e del capitale finanziario; c'è inoltre un'urgente necessità di dare soluzione alla grave crisi che soffoca il settore agrario, come risultato della nefasta politica non protezionista di un Modello Neoliberista all'interno del quale abbiamo smesso di essere un paese esportatore di prodotti agricoli per diventare un paese importatore di riso, mais, patate, banane... e perfino di carne. Tale situazione potrà risolversi unicamente con la revisione ed il cambiamento del modello definitivo.

I costi della pace con giustizia sociale, senza esclusioni, né intimidazioni, né omicidi, dovranno essere pagati da coloro che hanno portato la Colombia alla peggiore crisi della sua storia. Né i lavoratori, né il popolo, né le organizzazioni sociali sono responsabili della sottrazione continua delle immense risorse del nostro paese, realizzata dai politicanti corrotti che hanno amministrato solamente a beneficio dei loro portafogli personali negli ultimi cinquant'anni, e che adesso si rifiutano di restituire ai poveri parte di ciò che hanno tolto loro durante tanti anni di sfruttamento, emarginazione, uccisioni, mutilazioni, morti di bambini ed anziani a causa della denutrizione, espulsioni forzate di milioni di persone dalle loro terre e barbarie istituzionale indiscriminata contro coloro che protestano giustamente per i loro diritti.

Le FARC-EP, come parte del popolo in armi, solidarizzano incondizionatamente con la lotta di ogni colombiano per ottenere migliori condizioni di vita, che diano dignità a lui ed alla propria famiglia.

Nonostante i colpevoli della bancarotta in cui si trova il paese siano ben individuabili, crediamo che tutti dobbiamo contribuire ed impegnarci nella soluzione della crisi sociale e politica che colpisce la Colombia. Solo così alla fine potremo dire: non più terrorismo di stato nella sua espressione paramilitare, non più impunità per i generali e gli altri militari implicati nella violazione dei Diritti Umani e del Diritto Internazionale Umanitario, non più aumenti del finanziamento della guerra, non più aiuti militari nordamericani, non più minacce per le Organizzazioni Non Governative e per le altre organizzazioni che difendono la vita, non più persone sfollate a forza dalle loro terre, non più esiliati, non più imposizioni del Fondo Monetario Internazionale, non più indebitamento estero, non più ingerenza dello Stato nordamericano nelle questioni interne della Colombia, non più privatizzazioni, non più vergogna e  svendita della nostra sovranità, non più censura e manipolazione della stampa, non più analfabetismo, non più corruzione né politicheria, non più colombiani senza abitazione, non più criminalizzazione della protesta sociale, non più licenziamenti in massa dei lavoratori, non più giustizia "senza volto", non più ammucchiamenti nelle carceri né trattamenti disumani per i prigionieri, non più discriminazione per la donna e le minoranze etniche, non più contadini senza terra né crediti, non più latifondi, non più tagli alla spesa sociale, non più svendita delle nostre ricchezze energetiche e strategiche alle multinazionali, non più contaminazioni e distruzione dell'ecosistema con le disinfestazioni.

Rispetto al fenomeno della produzione, della commercializzazione e del consumo di narcotici ed allucinogeni, inteso in primo luogo come  grave problema sociale che non può trattarsi attraverso la via militare e che richiede accordi con i contadini produttori delle coltivazioni illecite, che vedano la partecipazione della comunità nazionale ed internazionale e l'impegno delle grandi potenze quali principali fonti della domanda mondiale di stupefacenti, è necessario fare una marcata differenziazione tra i contadini che seminano la coca come unico mezzo di sussistenza e coloro che trafficano con i derivati delle coltivazioni illecite. Perciò le FARC-EP mantengono inalterata la proposta presentata al governo nazionale di smilitarizzazione del municipio di Cartagena del Chaira (dove la produzione di coca è alta), per intraprendere con la collaborazione della comunità un programma di sostituzione delle coltivazioni illecite con quelle lecite, al fine di dimostrare al governo nazionale ed alla comunità internazionale che questo problema richiede non un trattamento di polizia, ma un inquadramento economico-sociale nel quale si ha bisogno di un considerevole investimento economico; a tale investimento dovrebbero contribuire lo stato colombiano e la comunità internazionale, che avrà poi il compito di garantire il mercato per le nuove coltivazioni. Da parte nostra resteremo vigili per impedire che persone senza scrupoli sviino queste risorse a beneficio personale.

Rispetto all'estradizione dei colombiani le FARC-EP, per principio e per convinzione politica, rivoluzionaria e bolivariana, si sono opposte, si oppongono e si opporranno all'estradizione di compatrioti per essere giudicati in altri paesi, sotto qualsiasi pretesto, considerando ciò una grave violazione della nostra sovranità e della nostra indipendenza.

Crediamo che sia necessario ristrutturare le relazioni con gli Stati Uniti del Nordamerica, sulla base del reciproco rispetto e della libera autodeterminazione dei popoli.

Per concludere, lanciamo un appello a tutti i poveri ed agli amici della pace con giustizia sociale affinchè moltiplichino gli sforzi nella lotta quotidiana per salvare la Colombia dal cancro della corruzione, dal clientelismo, dalla politicheria e dalla guerra istituzionale, spietata ed ingiusta, contro il popolo valoroso e dignitoso che protesta per le esclusioni, per il saccheggio e per l'ingiusta distribuzione delle ricchezze. Noi colombiani abbiamo l'obbligo di lottare per ciò che ci appartiene, per ottenere una vita migliore per i nostri figli, e siamo certi che se la lotta popolare si smobilita non ci sarà vittoria nella lotta per la pace con giustizia sociale.

 
Viva le FARC-EP !
Viva la Colombia e la sua gente!
 
 

Commissione per i dialoghi delle FARC-EP:
Raúl Reyes, Joaquín Gómez e Fabián Ramírez

Molte grazie a tutti e tutte.

La Uribe, Meta
24 ottobre 1999