"Le comunità ed i popoli non possono e non devono dimenticare la memoria dei loro avi; anzi, spesso è necessario seguire le loro orme."
Fin dai tempi in cui José Gonzalo Sánchez, Cornelio Velasco, José Domingo Cometa, Avelino Ul, Juan de la Cruz Perafán, Trino Morales ed altri leggendari leader indigeni diressero grandi mobilitazioni contro i terratenenti del Cauca, migliaia di contadini e in generale leader sociali sono andati per le montagne accompagnando e portando avanti le lotte per difendere i diritti e le tradizioni, e per contribuire alla costruzione di un'espressione organizzata che interpretasse il volere della comunità.
Per questa ragione le FARC-Esercito del Popolo, nate come risposta rivoluzionaria
alla repressione dello Stato contro i poveri della Colombia, sono state
da sempre al fianco della causa della comunità
indigena, in un processo che non è stato esente da difficoltà
né da errori, ma in cui fondamentale è stata la nostra posizione
rivoluzionaria esposta nel PROGRAMMA AGRARIO DEI GUERRIGLIERI.
Perché la lotta per non pagare il terriccio, per il recupero delle terre usurpate e per la difesa delle migliori tradizioni culturali delle comunità indigene è stata ed è parte dell'essenza delle lotte di tutto il popolo colombiano, contro l'oppressione dei ricchi e del loro apparato statale.
In questi momenti difficili per tutto il paese, vogliamo lanciare un appello alla comunità indigena del sud-occidente colombiano, chiamandola a fraternizzare nei rapporti con l'insorgenza rivoluzionaria. Il nostro passato è profondamente intrecciato, ed il progetto di una NUOVA COLOMBIA identifica i nostri ideali.
Si sentono voci, che pretendono di contrapporre alcuni capi indigeni
al movimento guerrigliero, che sicuramente provengono da quelli che vorrebbero
negare la storia delle lotte comuneras unitarie, o da chi sta canalizzando
gli enormi aiuti in dollari, che affluiscono per diversi progetti, manipolandoli
a proprio beneficio senza che le comunità abbiano accesso alla loro
pianificazione, esecuzione e men
che meno fiscalizzazione. Oppure tali voci arrivano da coloro che difendono
gli interessi dei latifondisti, e cioè dello Stato e dei suoi paramilitari,
cercando di sottrarre le terre alle comunità
indigene della regione, cosa che sta succedendo anche in altre zone
del paese.
Le comunità indigene del sud-occidente della Colombia possono sicuramente essere certe che le FARC-Esercito del Popolo, essendo un'alternativa politica popolare, sono e saranno al loro fianco nella difesa delle loro terre e delle loro tradizioni millenarie.
Si sbagliano quelli che pretendono di aizzare gli indigeni contro l'insorgenza
rivoluzionaria in nome della NEUTRALITA', visto che in altre zone del paese
l'unico risultato ottenuto, con questo sofisma,
è stato quello di aumentare gli esodi e di propiziare che i
militaristi massacrino e perseguitino le comunità, impossessandosi
delle loro terre. Terreni che rientrano nei piani di multimiliardari
megaprogetti, e che in quanto tali sono oggetto dell'ingordigia dei
terratenenti e dei politicanti.
La comunità indigena sa che le FARC non hanno mai preteso, non
pretendono né pretenderanno un solo pezzo delle terre del loro patrimonio.
Per questo si sbagliano quelli che, dall'alto di alcuni centri di potere
europei, di alcune città del paese e di certe sacrestie aizzano
le comunità contro l'insorgenza, mentre camminano gomito a gomito
con il paramilitarismo e le altre forze dello Stato per co-governare e
diluire i finanziamenti dei diversi progetti senza portare benefici alla
comunità.
I governatori e le altre autorità dei capi indigeni e di tutta la comunità indigena coi quali abbiamo lottato spalla a spalla, nel corso di tutti questi anni, per il recupero e la difesa delle loro terre, per lo sviluppo e per la convivenza pacifica nella regione, sanno che le FARC lavorano con decisione e disinteressatamente per la causa di tutti gli esclusi, per la giustizia sociale e per la costruzione della Nuova Colombia.
Aldilà delle minacce di armare indigeni contro di noi, o di disconoscere
quegli indigeni che entrano nelle nostre fila come guerriglieri o quelli
che simpatizzano con l'insorgenza rivoluzionaria, le FARC-Esercito del
Popolo continueranno a lottare per la causa di tutti gli oppressi, dei
lavoratori, degli indigeni, delle comunità nere, nella costruzione
della grande patria per tutti, con dignità, giustizia e sovranità
nazionale.
Montagne del Sud-occidente colombiano
21 agosto del 2001