Saluti bolivariani
 

E’ risaputa da voi la grande campagna di disinformazione improntata dall’impero e dai suoi rappresentanti nazionali per preparare l’opinione pubblica e giustificare un intervento militare diretto nel nostro Paese. E’ necessario chiarire che gli Stati Uniti stanno già intervenendo direttamente con il pretesto della lotta contro il narcotraffico: mantengono centinaia di consiglieri militari e sviluppano collaborazioni nella lotta controrivoluzionaria, che è il loro principale obiettivo.
L’episodio del super aereo dei servizi precipitato nei giorni scorsi, e che ha provocato la morte di 5 statunitensi e due colombiani, è un chiaro esempio di ciò che sta accadendo.
 
I pretesti utilizzati dall’imperialismo per giustificare la sua ingerenza sono: l’intervento umanitario, la lotta contro il narcotraffico, la difesa della sicurezza nazionale, la difesa della democrazia. Nel caso colombiano stanno usando una esplosiva miscela di tutto questo.
 
Non possiamo non menzionare il loro interesse di non rispettare i trattati Torrijos-Carter relativi alla restituzione del canale di Panama ai loro veri padroni, i panamensi. Nemmeno si possono tralasciare i loro interessi crescenti nell’impedire il processo di democratizzazione e di sovranità nazionale, che il presidente Hugo Chavez ed il popolo venezuelano stanno sviluppando, e nello sviare l’attenzione dei popoli ecuadoriano e peruviano dai loro gravi problemi economici e sociali.
 
Altro fattore determinante che non possiamo tralasciare sono gli interessi geostrategici della conca amazzonica, quale “polmone dell’umanità”, già circondata dalle basi militari statunitensi.

Il terrorismo di stato come politica ufficiale continua ad essere vigente ed intatto, così come la guerra sporca, sviluppata dai paramilitari ed estesa dalle Forze Armate ufficiali; ne sono un esempio palpabile anche la sue ultime vittime, il giornalista satirico nonché persona impegnata nella ricerca della pace, Jaime Garzon, e uno studente dell’università di Antioquia accusato di appartenere al ELN. Chiediamo: è reale l’impegno del governo di Andres Pastrana nello sradicare il paramilitarismo, quale passaggio imprescindibile nella costruzione della pace?

La dura realtà ci risponde di NO!
 
Questo tetro panorama ci porta a richiedere la solidarietà dei popoli del mondo e delle loro organizzazioni tanto politiche quanto sindacali, sociali e popolari, anche di quelle ONGs che portano avanti un vero sentimento umanitario nella denuncia,  nei modi che considerino convenienti e che  possano essere sviluppati con un vero impatto popolare, di un eventuale intervento militare massiccio degli Stati Uniti in Colombia –“lease invasion” – attraverso una qualsiasi delle forme che è abituato ad usare l’Impero: con una forza multinazionale, con forze dell’ONU, con un distaccamento di azioni rapide “in difesa della democrazia” ed altre ancora.

I popoli del mondo in generale e quelli dell’America Latina e dei Caraibi in particolare, potranno sconfiggere questa minaccia che colpisce il diritto di autodeterminazione e che va contro la sovranità dei popoli, e spiegare perché nella lotta colombiana si gioca una battaglia definitiva nel processo di liberazione dei nostri popoli.

Salutiamo e valorizziamo le gesta e le campagne iniziate in questo senso dalle differenti organizzazioni fraterne, alle quali noi ci uniamo nella speranza che il continente americano ed il mondo diventino un'ebollizione di iniziative in rigetto all’intervento armato in Colombia ed in qualsiasi altro paese del mondo.

Approfittiamo dell’occasione per ratificare la nostra insormontabile volontà di pace e l’impegno di tutti i nostri uomini e donne nella lotta per la costruzione di una Nuova Colombia, senza sfruttatori né sfruttati, in pace, con dignità e sovranità nazionale.
 

Contro l’imperialismo…per la patria
Contro l’oligarchia…per il popolo
Fino alla vittoria finale…Siamo FARC-EP

Bolivariamente,
 
Commissione Internazionale delle FARC-EP
20 Agosto del 1999