Riceviate un caloroso saluto da parte della nostra organizzazione, dello Stato Maggiore Centrale e del suo Segretariato Nazionale, in particolare da parte del nostro Comandante Manuel Marulanda Vélez.
Sulla base del fatto che il problema dei Prigionieri di Guerra va crescendo ed aumenta col passare del tempo l'angoscia dei familiari degli uni e degli altri, in una situazione di disinteresse da parte del governo e degli alti comandi militari e di polizia abbiamo deciso di invitarvi per riunirci ed interscambiare opinioni con voi su questo tema così urgente.
Vogliamo consegnare a varie di voi i messaggi dei vostri familiari e spiegarvi come stanno, così come vogliamo ricevere i vostri messaggi indirizzati a loro.
Sfortunatamente, a causa del fatto che gli alti comandi militari non hanno accettato il numero reale dei loro morti in combattimento, ci sono molte aspettative e richieste di alcune madri che noi non possiamo soddisfare. E’ il caso, per esempio, dei combattimenti di Pavarandò, nell’Urabà, in cui sono morti 56 militari mentre l’esercito ne ha denunciati solo 38; o quello di El Billar, in cui essi nascondono 18 morti in più che hanno avuto.
Voi avete il diritto che qualcuno vi spieghi le difficoltà e ascolti le vostre opinioni. Abbiamo visto, e voi stesse lo avete raccontato, che da parte degli alti comandi delle forze armate è stato fatto tutto l'opposto di quello che voi avevate richiesto: indifferenza e maltrattamenti, arrivati fino agli estremi dell’aggressione fisica come quando voi avete protestato presso la Sede del Ministero del Governo.
Per l'opinione pubblica è chiaro che lo
Stato e gli alti comandi militari si oppongono radicalmente allo Scambio
dei Prigionieri di Guerra. Alcuni rappresentanti dell'establishment ci
hanno detto quello che non dicono all'opinione pubblica e ancor meno
a voi, e cioè che non gli conviene lo scambio poichè lor
signori hanno come politica quella di non reintegrare chi è stato
prigioniero della guerriglia.
Semplicemente non gli interessano più
questi servitori dello Stato, oltretutto perchè non sono della loro
classe, visto che sono gente del popolo.
Argomentano poi che con una legge di Scambio
darebbero alle FARC-EP un riconoscimento di status
di belligeranza, che di fatto già abbiamo.
Per questo vogliamo spiegarvi qual'è la proposta concreta dello Scambio, tenendo conto delle opinioni di esperti nazionali e stranieri che affermano che ciò è possibile.
Vogliamo anche parlare con voi dello scontro armato e di come noi colombiani possiamo approdare ad una soluzione in merito alle difficoltà dell'attuale processo di pace, in generale sulla grave crisi nazionale impostaci dallo Stato, dall governo e da strutture sociali ed economiche ingiuste.
In Colombia i problemi non sono unicamente quelli che tutti i giorni evidenziano i grandi mezzi di comunicazione: nel nostro Paese ci sono 1.500.000 profughi, persone sradicate dalle loro terre a causa della violenza statale e latifondista, decine di migliaia di desaparecidos per mano degli organismi statali e paramilitari ugualmente legati allo Stato, un 25 % di disoccupati senza contare i lavoratori informali, 1.500.000 famiglie contadine senza un pezzo di terra; c’è fame e miseria, carenza di assistenza sanitaria e di abitazioni.
Benvenuti, quindi. Speriamo che sia fruttifera la riunione e che voi possiate andarvene motivati nell'organizzarvi meglio per continuare a lottare per quella desiderata soluzione per gli uni e per gli altri, e per l'avanzamento di un processo di riconciliazione tra tutti i colombiani che ci conduca ad una Colombia nuova, partecipativa, dignitosa e con giustizia sociale.
Fraternamente,
Commissione delle Udienze Pubbliche delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo, FARC-EP
Montagne della Colombia
18 Agosto del 1999