Lettera aperta al dottor Andrés Pastrana Arango, Presidente della Repubblica.
 

Signor Presidente:

1-  L’ 8 di gennaio, esattamente il giorno dopo che Lei ha inaugurato il tavolo dei dialoghi tra FARC e Governo a San Vicente del Caguán, i colombiani si sono risvegliati nel sangue di fronte ai massacri perpetrati in tutto il paese mediante un’azione coordinata da paramilitari e militari, contro la popolazione civile disarmata, che ha provocato la morte in 4 giorni di oltre 200 vittime innocenti.

2-  Il comportamento compiacente di alcuni politici, imprenditori e giornalisti  richiama l’attenzione: alcuni hanno preteso apertamente che i paramilitari venissero posti sullo stesso piano, politico e giuridico, della guerriglia; altri, non pronunciando parola alcuna, hanno mostrato un silenzio complice.

3-  Le persone  sensate della  comunità nazionale  ed internazionale non capiscono come le  FARC  mantengano  dei dialoghi  volti a cercare la convivenza con uno Stato che, argomentando incapacità   della   Forza   Pubblica,   non    da  prove   evidenti   di smantellare   e   castigare    in   modo  esemplare  i   gestori  e   gli   attori  di   quelle organizzazioni che assassinano indiscriminatamente a nome dello Stato stesso.

4-  Esigiamo dal Governo che Lei presiede azioni efficienti contro questi assassini del popolo indifeso.

5-  Per permettere che si diano i risultati attesi dal Governo nazionale, consideriamo necessario congelare i dialoghi iniziati, lasciando le proposte sul tavolo, fino a quando non vedremo risultati soddisfacenti contro il paramilitarismo.

Attentamente
 

Segretariato dello Stato Maggiore Centrale:
Manuel Marulanda Velez, Alfonso Cano, Raul Reyes, Timo Leon Jimenez, Ivan Marquez, Jorge Briceño, Efrain Guzman.
 

Montagne della Colombia, 18 gennaio 1999.