Signor Presidente:
1- L’ 8 di gennaio, esattamente il giorno dopo che Lei ha inaugurato il tavolo dei dialoghi tra FARC e Governo a San Vicente del Caguán, i colombiani si sono risvegliati nel sangue di fronte ai massacri perpetrati in tutto il paese mediante un’azione coordinata da paramilitari e militari, contro la popolazione civile disarmata, che ha provocato la morte in 4 giorni di oltre 200 vittime innocenti.
2- Il comportamento compiacente di alcuni politici, imprenditori e giornalisti richiama l’attenzione: alcuni hanno preteso apertamente che i paramilitari venissero posti sullo stesso piano, politico e giuridico, della guerriglia; altri, non pronunciando parola alcuna, hanno mostrato un silenzio complice.
3- Le persone sensate della comunità nazionale ed internazionale non capiscono come le FARC mantengano dei dialoghi volti a cercare la convivenza con uno Stato che, argomentando incapacità della Forza Pubblica, non da prove evidenti di smantellare e castigare in modo esemplare i gestori e gli attori di quelle organizzazioni che assassinano indiscriminatamente a nome dello Stato stesso.
4- Esigiamo dal Governo che Lei presiede azioni efficienti contro questi assassini del popolo indifeso.
5- Per permettere che si diano i risultati attesi dal Governo nazionale, consideriamo necessario congelare i dialoghi iniziati, lasciando le proposte sul tavolo, fino a quando non vedremo risultati soddisfacenti contro il paramilitarismo.
Attentamente
Segretariato dello Stato Maggiore Centrale:
Manuel Marulanda Velez, Alfonso Cano, Raul Reyes, Timo Leon Jimenez,
Ivan Marquez, Jorge Briceño, Efrain Guzman.
Montagne della Colombia, 18 gennaio 1999.