Signor Miguel Pinedo Vidal,
Senatori della Repubblica,
Riceviate un cordiale saluto,
Il 13 Settembre l999 ho ricevuto risposta alla mia lettera e nuovamente rispondo alla sua, sottolineando quattro punti fondamentali di interesse nazionale:
1. Noto il suo interesse nel proseguire
il dibattito pubblico sulla Legge di Scambio (ndr: scambio dei prigionieri
di guerra tra governo colombiano e FARC-EP) tuttavia senza che vi sia la
possibilita' di arrivare ad un'intesa in tempi brevi, a causa dell'inserimento
dei civili in detta legge e per il
riferimento ad altri temi importanti che possono essere fonte di un
grande dibattito pubblico, per chiarire all'opinione pubblica cio' che
questa non conosce.
2. Lei suggerisce la ripresa dei dialoghi senza nessun condizionamento, attribueno ogni responsabilita` alle FARC. E' mia opinione che lei e gli altri senatori siate male informati, dal momento che non siamo noi quelli che condizionano i dialoghi, ma il governo, con le cosiddette "Regole del Gioco", su pressione degli Stati Uniti, di alcuni parlamentari, dei sindacati padronali e degli alti comandi militari, interessati ad ostacolare quel poco che abbiamo raggiunto nell'Agenda Comune.
Se le interessa, le posso far pervenire una copia di tale documento, in modo che lo possa inserire all'interno della sua analisi politica, per un giudizio oggettivo, e possa concludere in questa sede parlamentare, che non siamo noi a non essere interessati al dialogo, ma l'estrema destra, nemica della pace.
3. Lei si lamenta del fatto che
i giudizi di responsabilita` non contribuiscono a creare il clima di intesa
che richiede la nazione: sbaglieremmo noi se affermassimo una cosa diversa,
per esempio che non fu
lo Stato che dichiaro' guerra a 48 uomini in Marquetalia (Tolima).
Dopo 35 anni di scontri tra Stato e Guerriglia, sarebbe come voler tappare
il sole con le mani. Sbaglieremmo noi affermando una cosa diversa a quella
di dire che non fu il potere che ha commesso lo sterminio nel Palazzo di
Giustizia,
in nome della Costituzione e delle Leggi, ragione per la quale si e'
utilizzata la forza pubblica; non e' credibile e sbaglieremmo se dicessimo
che non furono le forze armate le responsabili della morte degli studenti
di Bogota', l'8 ed il 9 giugno 1954.
Nel momento attuale, se noi affermassimo che per 35 anni si sono prodotti dei cambiamenti importanti in materia legislativa, propiziati dal Parlamento, nella direzione di una autentica democrazia senza leggi repressive, equivarrebbe a dire che il paramilitarismo non e' un'appendice della politica di Stato.
Nascondere questa realta', perche' tutto prosegua allo stesso modo, significherebbe esonerare lo Stato e i suoi poteri forti da ogni responsabilita'
4. Vedendo le cose da questo punto
di vista lei potra` apprezzare che non e' un'invenzione mia in opposizione
allo Stato, ma fatti che appartengono alla storia della Colombia. Analizzato
il tema con serenita`, alla luce dei fatti, hanno fondamento i giudizi
di responsabilita` dello Stato, di uno Stato
responsabile della crisi che colpisce in un modo o nell'altro tutti
noi per diverse ragioni, senza
che ci siano stati fino ad ora indicazioni che possano far presupporre
cambiamenti nella sua vecchia
struttura.
Non essendoci altro motivo per la presente,
Attentamente,
Manuel Marulanda Velez
Montagne della Colombia
16 Settembre 1999