1. I meccanismi di consultazione
diretta del popolo affinchè esprima la sua decisiva opinione, sono
necessari ed opportuni in qualunque regime. E' il caso dei referendum che,
così come le assemblee costituenti, giocano un ruolo trascendentale
in quanto forme per superare le contraddizioni ed
adeguare la convivenza cittadina alle nuove realtà sociali e
politiche della nazione.
2. Senza dubbio, affinchè i loro giusti obiettivi siano raggiunti, essi necessitano di essere parte culminante di processi che garantiscano una soluzione definitiva della crisi che si pretende superare. In caso contrario, saranno soltanto risorse manipolate dai politicanti di turno, che rinvieranno le mete che il paese spera di raggiungere.
3. Tale è il caso del
referendum convocato dal governo del Dottor Pastrana, e dell'assemblea
costituente di cui parlano i suoi oppositori liberali, entrambi piovuti
più come conseguenza di un litigio tra comari che come soluzione
di fondo allo spaventoso problema della corruzione generalizzata
della classe politica; e cioè dei conservatori e dei liberali,
che come amministratori della nazione e responsabili del regime la hanno
consumata congiuntamente fin dalla conformazione della Colombia come repubblica.
4. Nelle condizioni attuali né l'uno né l'altro costituiranno una soluzione alle pratiche politiche imperanti nel nostro paese. Ciò che deve realmente cambiare sono il regime e lo Stato, profondamente permeati da costumi corrotti e antidemocratici che mantengono la Colombia sottomessa alla crisi
5. Sono manovre della classe politica che pretende di polarizzare l'opinione pubblica intorno ai vecchi partiti tradizionali, avallate da chi, che come Ponzio Pilato cerca di lavarsi le mani circa le proprie responsabilità nella attuale crisi nazionale, ha fatto parte di questa o delle precedenti amministrazioni.
6. Siamo convinti che solo un processo responsabile, serio e vincolato alle proposte e decisioni delle maggioranze nazionali, come quello che si sta portando avanti a San Vicente del Caguan attraverso il Tavolo dei Dialoghi, potrà costruire collettivamente quei percorsi democratici che l'attuale congiuntura esige, nella prospettiva strategica di forgiare una Nuova Nazione.
7. Vanno ascoltate direttamente dal popolo analisi e soluzioni, come sta avvenendo nelle Udienze Pubbliche, che sono un meccanismo democratico incomparabile che incarna il precetto "la voce del popolo è la voce di Dio", culminando poi in un'Assemblea Nazionale Costituente come parte conclusiva di un processo.
8. Ribadiamo la nostra volontà e la nostra decisione di portare avanti il Tavolo dei Dialoghi, nonostante il guerrafondaio Plan Colombia, l'inesistente iniziativa governativa per affrontare e liquidare il paramilitarismo, la negativa da parte dello Stato rispetto all'articolazione di una legge di Scambio (di prigionieri, N.d.R) e la sua smisurata politica neoliberista, che tanta miseria sta portando nelle case di coloro i quali non sono ricchi.
Continuiamo a lottare per consolidare soluzioni politiche alla crisi, reiterando che non ci alzeremo dal Tavolo fino a quando non inizieranno a piovere le prime bombe.
Segretariato dello Stato Maggiore Centrale della FARC-EP
Montagne della Colombia,
15 aprile del 2000