1. La situazione
caotica vissuta nel Dipartimento di Nariño, vi è stata trapiantata
dagli alti comandi militari. Nel mese di gennaio, nel corso della riunione
dei comandanti della III Brigata realizzata a Cali, era stata approvata
la creazione del Blocco Libertadores del Sur. Nei giorni successivi iniziarono
i massacri in pieno centro delle città di San Juan de Pasto e di
San Andrés de Tumaco, a Llorente e nella regione del Naya, così
come a Barbacoas e a San José Roberto Payán. La tecnica
che cercarono di impiegare per confondere l'opinione pubblica, è
quella di far operare le truppe a volte con distintivi ufficiali, ed altre
con quelli dei paramilitari.
2. In tutte le operazioni militari che abbiamo lanciato contro i paramilitari, abbiamo riscontrato che i morti avevano documenti d'identità che li identificavano come militari in servizio attivo.
3. Nel corso
di combattimenti che abbiamo sostenuto contro un contingente di 250 paramilitari
che si trovavano a San José Roberto Payán, sono stati uccisi
2 paramilitari; uno era fante di marina, dal nome Henry Eber Madrid Algeciras,
mentre l'altro non aveva documenti. Nei pressi di Santiga sono morti in
combattimento altri 2 paramilitari che si stavano allontanando da San José
lungo il fiume Patía, i cui nomi erano Luis Alfonso Martinez Lampertinez,
matricola militare N. 19.776.474, di
Monteria, ed Abelardo Antonio Rodriguez Gonzalez, carta d'identità
N. 10.933.597, entrambi facenti parte del medesimo contingente del Battaglione
Juní, sito a Montería.
4. Lungo la via Junín-Barbacoas sono stati detenuti e fucilati 2 riconosciuti paramilitari. Il controllo dei loro documenti ha permesso di verificare che si trattava di Victor Hugo Gallego e di Jairo García Augustin, i quali si accreditavano come membri della polizia.
5. Nel corso
dei combattimenti realizzati il 12 ottobre a Junín, distretto di
Barbacoas, in cui sono morti 30 soldati e vari sono stati feriti, sono
stati uccisi i paramilitari Jesús Antonio Montalegre, carta d'identità
N. 83.237.372, di Yaguara (nel Huila), i cui documenti lo accreditano come
appartenente al Battaglione "Macheteros del Cauca", e Tito López
Moreno, matricola militare N. 93.391.808,
fuciliere di un'unità mobile speciale.
6. L'Esercito,
la Polizia ed i paramilitari agiscono in unità miste. Ciò
rende difficile spiegare gli avvenimenti che accadono nelle aree di combattimento.
Ma questo è l'obiettivo degli alti comandi militari: confondere
la popolazione. Abbiamo dimostrato, con la documentazione catturata in
combattimento, la veridicità delle nostre informazioni. L'atteggiamento
ipocrita assunto dal Comandante delle Forze militari, Fernando Tapias,
e dal Comandante dell'Esercito, Jorge Mora Rangel, coincide con la strutturazione
ambigua delle loro truppe, che cambiano colore in
base alla situazione.
7. I 2 poliziotti
che reclamano i Generali, sono vili criminali accanitisi contro la popolazione
indifesa.
Continueremo a combattere il paramilitarismo, in tutte le sue manifestazioni.