L'intensa campagna scatenata negli ultimi giorni contro le FARC-EP dalla destra militarista, finalizzata a provocare la sospensione del processo di pace, continua a seguire il proprio corso. Mediante versioni non confermate e montature, è in atto il tentativo di deteriorare l'immagine delle FARC-EP come interlocutrici dello Stato al tavolo delle conversazioni, per danneggiare la credibilità del processo in modo tale che i colombiani e la comunità internazionale prendano confidenza con una possibile rottura dello stesso.
Nel portare avanti tale proposito, viene messa in discussione e screditata la zona smilitarizzata, e al contempo vengono esercitate pressioni affinchè si formi una commissione di verifica, non già degli accordi bensì del comportamento delle FARC-EP. Senza dubbio alcuno i guerrafondai, nel bel mezzo dell'euforia causatagli dalla recente approvazione del Plan Colombia, credono che sia giunta l'ora di attaccare il processo di dialoghi per la pace, portato avanti dal governo del Presidente Pastrana, dalle FARC-EP e da importanti settori delle comunità nazionale ed internazionale.
Però non dicono niente sul paramilitarismo di Stato che massacra,
tortura, sfolla e fa sparire la popolazione civile disarmata, con la complicità
di alcune Brigate militari e nell'ambito della più totale impunità.
Mai mettono in discussione il modello di sviluppo della politica neoliberista,
che, nonostante le conversazioni di pace, continua a far sprofondare nella
miseria milioni di colombiani.
La permanente violazione dei diritti umani, causata dalle politiche economiche e sociali dello Stato, non suscita in lorsignori nessun sentimento di protesta.
Di fronte a questa aperta campagna di provocazione, le FARC-EP reiterano
di fronte all'opinione nazionale ed internazionale che detenere minorenni
e disconoscere il diritto internazionale umanitario non costituisce una
politica dell'organizzazione, come invece pretenderebbero di dimostrare
gli
alti militari, alcuni noti patrocinatori del paramilitarismo, i portavoce
delle corporazioni, i gerarchi della Chiesa cattolica e il Gavirismo, che
ha iniziato ad incidere negativamente sul processo di pace.
Le FARC-EP accetteranno esclusivamente una Commissione di verifica di eventuali accordi che scaturissero dalla discussione dell'Agenda Comune.
Chiamiamo i colombiani a serrare le file in difesa del processo di pace
intrapreso dal governo di Pastrana e dalle FARC-EP. Una sospensione dei
dialoghi, suggerita dai nemici della pace, risulterebbe altamente costosa
per il paese. Non possiamo darci il lusso di perdere questa opportunità
per raggiungere la riconciliazione tra i colombiani.
Stato Maggiore Centrale delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-
Esercito del Popolo, FARC-EP
Montagne della Colombia
10 luglio del 2000