Riceva il nostro saluto.
Dopo un’attenta analisi, fatta dal Segretariato Nazionale delle FARC-EP, della proposta sulle cosiddette “regole del gioco” finalizzate alla gestione ed al controllo della zona smilitarizzata per i dialoghi e i negoziati tra il suo Governo e la nostra organizzazione guerrigliera, vi abbiamo individuato serie incoerenze che contraddicono accordi precedenti, ai quali ci riferiremo a continuazione:
1- il quarto punto del documento sottoscritto dal Signor Presidente della Repubblica e dal Comandante in Capo delle FARC-EP il 2 maggio del 1999 a Caquetania, e reso noto lo stesso giorno alla comunità nazionale ed internazionale, stabilisce che: “Dopo aver valutato il serio e responsabile lavoro realizzato dai portavoce, concludiamo che manca ormai poco per arrivare ad un accordo totale per quanto concerne un’agenda comune. Poiché il prossimo 5 maggio avrà termine il periodo stabilito per i dialoghi dal Governo nazionale, ed in virtù dell’ennesima riaffermazione dell’indeclinabile volontà politica delle parti di trovare una soluzione politica al conflitto, concordiamo nel fissare a partire dal prossimo 6 maggio l’inizio del periodo di negoziati e dialoghi circa i punti dell’agenda comune già accordati; questi verranno messi a conoscenza attraverso i portavoce, unitamente ai passi in avanti fatti dagli stessi prima di tale data.”
2- le FARC-EP così come il popolo colombiano non hanno ancora capito perché, dopo l’accordo di Caquetania, Lei Signor Presidente non ha firmato il decreto di proroga della smilitarizzazione, a partire dal 6 maggio e per un periodo ritenuto opportuno dal Governo nazionale, quale requisito per continuare i dialoghi ed i negoziati.
3- essendo attualmente passato quasi un mese dalla firma di quell’accordo trascendentale, subentrano per quanto ci riguarda logiche preoccupazioni circa quelle considerazioni che possano spingere il Signor Presidente a non firmare il suddetto decreto, ignorando il patto firmato dalle cariche più alte.
4- dunque, nessuna persona che analizzi con realismo l’attuale situazione può accettare scuse ingiustificabili che mettano gravemente a repentaglio la credibilità della più grande delle speranze della maggior parte del popolo colombiano e della comunità internazionale stessa, qual è la speranza di avanzare con serietà per i cammini dei dialoghi che portino ad un negoziato.
5- è opportuno ricordare che abbiamo ultimato la parte mancante relativa al tema di “un’agenda comune per il cambiamento verso la nuova Colombia”, e a quello delle forme di partecipazione cittadina “per il cambiamento: incontro con la nazione”, così come viene riportato nel comunicato pubblico firmato dai portavoce delle parti e reso noto il 6 maggio ai colombiani ed al mondo.
6- Signor Presidente, non devono prevalere gli interessi meschini di coloro che con diverse trappole, quali per esempio le dichiarazioni pubbliche dell’ex-ministro della Difesa in qualità di portavoce delle forze militari, cercano di frustrare, soprattutto all’interno del suo Governo, il normale sviluppo del processo iniziato il 7 gennaio scorso.
Da parte nostra continuiamo ad avere la disposizione
di rispettare l’impegno, assunto nei confronti della Colombia, nei termini
messi a fuoco nel documento firmato dal capo di Stato e dal Comandante
in Capo delle FARC-EP.
Segretariato Nazionale dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP:
Manuel Marulanda Velez, Alfonso Cano, Raul Reyes,
Timo Leon Jimenez, Ivan Marquez, Jorge Briceño, Efrain Guzman
Montagne della Colombia,
30 maggio del 1999