Lettera aperta ai Governi ed ai Popoli confinanti con la Colombia
 

Stimati signori e signore

Vogliamo salutarvi e proporvi alcune osservazioni che, in virtù degli storici legami commerciali, politici, culturali e territoriali che caratterizzano la nostra ricca e prospera regione, saranno sicuramente di interesse per i venezuelani, i panamensi, gli equatoriani, i peruviani ed i brasiliani.

Noi colombiani viviamo uno scontro politico, economico e militare da oltre cinquant’anni, senza che ad oggi siano state ricomposte quelle differenze che ci mantengono contrapposti. Nel corso dei 35 anni di lotta guerrigliera delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia- Esercito del Popolo, FARC-EP, abbiamo lanciato diversi appelli, mediante proposte rivolte ai governi, con lo scopo di coinvolgerli in dialoghi finalizzati al conseguimento di una pace stabile, duratura e con
giustizia sociale.

Nella fase attuale, in cui stiamo portando avanti con il Governo nazionale dei dialoghi che possono condurre alla pace tanto sperata, sono maggiormente visibili e dannose, per milioni di colombiani amici della pace, le permanenti minacce del Pentagono, della CIA, della DEA e dei “falchi” guerrafondai degli Stati Uniti. Pur tuttavia sappiamo che, negli Stati Uniti stessi, esistono importanti settori di pensiero progressista che si oppongono alle politiche statali di ingerenza aperta od occulta nelle questioni interne di altri paesi.

L’imperialismo nordamericano si sta preparando per intervenire militarmente in Colombia, non rispettare i trattati Torrijos-Carter nei confronti dei panamensi e destabilizzare il processo democratico iniziato in Venezuela.

Il Generale Charles Wilhem, Capo del Comando Sud dell’Esercito degli Stati Uniti, è stato in Colombia nel marzo del 1998 con il fine di verificare, nel teatro delle operazioni, i risultati degli scontri militari in cui le FARC-EP hanno annientato una forza speciale di contro-guerriglia composta da 228 uomini.
Dopo questo viaggio, il Dipartimento di Stato USA ha diffuso un documento secondo il quale le FARC-EP prenderebbero il potere nel giro di 5 anni. Tale documento aveva l’obiettivo di generare la preoccupazione per una imminente rivoluzione in Colombia, e di dimostrare la necessità per gli altri paesi di adottare misure contro di essa. In questa direzione gli Stati Uniti hanno sostenuto conversazioni con i paesi confinanti con la Colombia, affinchè questi si impegnassero a una forza multinazionale capace di frenare la rivoluzione colombiana.

Un eventuale intervento produrrebbe un conflitto militare di grandi proporzioni e dalle conseguenze emisferiche imprevedibili, con alti costi per i popoli dell’America Latina.
Sicuramente l’ONU verrebbe con i Caschi Blu come forza “neutrale di pace”, e il risultato non potrebbe che essere quello di una destabilizzazione della regione, funzionale ad una maggior vendita di armi e ai grandi affari per quelli che vivono delle guerre; ciò lascerebbe al popolo colombiano e a quelli dei paesi confinanti solo desolazione e morte.

Bisogna dire che questa proposta non è stata accettata dalla maggior parte dei governi, eccezion fatta per Fujimori il quale ha immediatamente militarizzato la frontiera, adducendo un problema di sicurezza per il Perù. Ma l’Impero non limita a questo la sua inoccultabile smania di coinvolgere i governi ed i popoli della regione in un conflitto che non gli appartiene; in Ecuador continua a sviluppare la ben orchestrata e calcolata campagna secondo cui le FARC-EP rappresenterebbero un pericolo per gli equatoriani. Nella zona di frontiera di Panama con la Colombia si verificano, dal 1993, episodi di violenza con sequestri, assalti, furti ed attacchi alle stazioni di polizia, tutti rivendicati a nome delle FARC-EP. Ma le FARC-EP non hanno niente a che vedere con questi fatti, che condannano energicamente.
Per completare il quadro, il giornalista del Canale Tredici Angel Sierra è stato usato per un montaggio, nel quale appaiono guerriglieri delle FARC-EP che entrano in territorio panamense violando la sovranità di questa nazione, con conseguente scandalo giornalistico sull’incapacità della polizia panamense di controllare la frontiera con la Colombia.

Le FARC-EP vogliono chiarire che queste persone armate non appartengono alla nostra organizzazione e che questo è un montaggio dei servizi segreti statunitensi e dell’Esercito colombiano.

Il 22 giugno del 1999 sono state date a conoscere le dichiarazioni de Generale Charles Wilhem di fronte  alla Commissione delle Relazioni Esterne del Senato USA: “la forza pubblica di Panama non è organizzata né equipaggiata per poter contrastare le incursioni degli insorti colombiani nelle province del Darién e di San Blas.” Secondo questo Generale il problema relativo alla frontiera tra la Colombia e Panama mette in pericolo la sicurezza del canale interoceanico.
Le intenzioni di ingerenza dei guerrafondai degli Stati Uniti sono chiare: intervenire in Colombia, non rispettare i trattati Torrijos-Carter sulla restituzione totale a Panama del canale interoceanico prevista per il 31 dicembre del 1999, e destabilizzare il processo democratico del Venezuela con a capo il Presidente Chavez.

Di fronte a questa situazione lanciamo un appello ai popoli ed ai governi fratelli e confinanti con la Colombia, affinchè non cadano nelle grinfie di coloro che vogliono impedire con la forza il legittimo diritto dei popoli di costruire il loro destino, senza l’intervento di forze straniere. Riaffermiamo inoltre la nostra invariabile politica di non realizzare operazioni militari fuori dal territorio colombiano, e reclamiamo un comportamento uguale ai governi e ai popoli dei paesi confinanti con la Colombia.

Commissione internazionale delle FARC-EP

Montagne della Colombia
27 giugno del 1999