Lettera Pubblica
 

Signor Victor G. Ricardo, Alto Delegato per la pace

La presente ha la finalità di porgerle cordialmente i miei saluti, nella speranza che Lei goda di buona salute, e di rispondere alla sua lettera datata 7 di maggio 1999.

La proposta del Signor Presidente alle FARC-EP, fatta pervenire da Lei, circa “un accordo sulle regole del gioco nella zona di distensione” atto a dare garanzie ai dialoghi ed alla negoziazione relativi alla politica di pace ed alle problematiche nazionali, è una proposta che condiziona, a ragion veduta o meno, la buona volontà espressa nel documento firmato il 2 maggio a Caquetania (nel Caquetá) dal Presidente stesso e da Manuel Marulanda Velez con il fine di trovare una soluzione politica al conflitto sociale ed armato tra lo Stato ed il movimento insorto, che lotta per dei cambiamenti.

A quanto detto viene allegato il comunicato ufficiale del Segretariato, per una Sua rispettiva analisi circa la convenienza e gli inconvenienti relativi al mantenimento della smilitarizzazione dei cinque municipi per la gestione della politica di pace con il movimento insorto delle FARC-EP.

Dopo aver studiato ed analizzato quanto da voi proposto nel documento, rileviamo in quasi tutti i punti quelle difficoltà ed esigenze che credevamo di aver superato. Queste sono attualmente  motivo di condizionamento, da parte del Governo, per poter mantenere suddetta smilitarizzazione. Per esempio: “il rispetto nei confronti della cittadinanza conformemente alla costituzione ed alle leggi”, come se la cittadinanza stessa venisse da noi conculcata; “il riconoscimento del sindaco quale unica autorità municipale”, è un punto articolato come se noi lo stessimo disconoscendo; nemmeno la polizia civile, che attualmente viene definita con un’altra denominazione imposta unilateralmente, viene disconosciuta, in quanto parte dell’accordo; lo stesso dicasi per i consiglieri comunali; “i giudici ed i pubblici ministeri avrebbero installato i loro uffici in altri municipi per poter compiere le loro funzioni”; pur non essendo di nostra competenza il controllo delle coltivazioni illecite ed i movimenti del narcotraffico, ribadiamo ai tre poteri la proposta di smilitarizzazione del municipio di Cartagena del Chaira per dare inizio al piano-pilota di sradicamento delle coltivazioni illecite.

E’ invece di nostra competenza il mantenimento di unità armate, in tutti i municipi, per garantire la sicurezza dei delegati del Governo e di quelli delle FARC-EP. Cosa diversa è che i nemici della pace, come per esempio alcune unità dell’Esercito camuffate da paramilitari e da civili reazionari, sviluppino spionaggio e provocazioni nei nostri confronti,  pianifichino attacchi e realizzino blocchi economici ai danni dei municipi di La Uribe e Mesetas, e noi si debba restare con le braccia conserte come voi volete che accada a San Vicente.

Rispetto al punto 13, stiamo ad oggi terminando i dialoghi e siamo pronti ad iniziare i negoziati, nella chiarezza che vi sono scontri nel resto del territorio nazionale e che, fino a che non si arrivi ad un accordo di pace, non cesseranno i combattimenti tra le parti.

Le unità guerrigliere necessitano di esser rilevate da unità dei diversi fronti, e quindi non possono non verificarsi spostamenti dentro e fuori l’area smilitarizzata. Gli addestramenti militari nelle FARC-EP sono quotidiani, e l’entrata dei giovani nelle FARC-EP è volontaria e non forzata; tutto ciò sicuramente da fastidio ai nemici della pace che non sono riusciti a capire che questo processo è diverso da quelli precedenti, nei quali gli insorti facevano patti con il governo senza porre condizioni, si sottomettevano alle leggi vigenti e chiedevano, per mezzo di un’amnistia, perdono e oblio.
Ora si tratta di trasformare lo Stato in tutte le sue strutture attraverso negoziati ed accordi, cosa che richiede perseveranza, tempo e pazienza.

Non essendoci altro da aggiungere,
cordialmente

Manuel Marulanda Vélez