CLAMORI DALLA COLOMBIA

BOLLETTINO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA 
((((((((FEBBRAIO/MARZO 2005))))))))

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AUMENTA LA FORBICE TRA RICCHI E POVERI IN COLOMBIA

Secondo dati ufficiali, inviati di recente da oltre un centinaio di grandi imprese colombiane all'organismo di controllo "Superintendencia de Valores", 98 delle più potenti compagnie del settore industriale del paese hanno ottenuto nel 2004 profitti per 3,33 trilioni di pesos. Tale esorbitante cifra corrisponde, niente più e niente meno, ad un incremento netto dei profitti del 44% rispetto al 2003, ed è soprattutto conseguenza della svendita, da parte del governo paramilitare di Uribe Vélez e di quelli precedenti, dei settori strategici dell'economia al capitale straniero (trasporti, energia, telecomunicazioni, servizi, ecc.). Con questa svendita si è accelerato il processo di creazione di holdings, che dietro il paravento del "libero mercato" e della "libera concorrenza" consolidano una struttura di mercato fortemente oligopolica, se non monopolica, di cui si beneficiano l'oligarchia nazionale e le multinazionali, soprattutto statunitensi.
E mentre la crisi economico-sociale si aggrava per oltre 35 dei 43 milioni di colombiani, ed il debito estero totale ha sfondato la soglia del 41% del Prodotto Interno Lordo, i grandi finanziatori del paramilitarismo di Stato si arricchiscono sulle spalle del popolo.


 

MOBILITAZIONI DI MASSA CONTRO IL TRATTATO DI LIBERO COMMERCIO!

Dal 8 al 11 febbraio 2005, decine di migliaia di colombiani si sono mobilitati in tutta la Colombia contro il tentativo del governo Uribe di svendere definitivamente le ricchezze e le risorse del paese alle transnazionali USA mediante la sottoscrizione del TLC, il Trattato di Libero Commercio voluto da Washington. A Cartagena de Indias, nel Caribe colombiano, si è svolto in quei giorni l'ennesimo round di negoziati tra alcuni paesi andini, che hanno fatto nuove e scandalose concessioni, e gli Stati Uniti che hanno ratificato la propria posizione totalmente intransigente sui punti chiave all'ordine del giorno (proprietà intellettuale, questione agroalimentare, investimenti, dazi e tassazione sull'import/export, ecc.).
Manifestazioni, sit-in, assemblee alternative, incontri e blocchi stradali si sono dati anche nei giorni successivi, a dimostrazione della crescente opposizione e mobilitazione dei popoli andini contro questo tentativo di imporre in modo segmentato i medesimi contenuti dell'ALCA.

 

 

MASSACRO DELL'ESERCITO CONTRO LA COMUNITA' DI PACE DI SAN JOSE' DE APARTADO'

Il 22 febbraio, truppe della Brigata 11 dell'Esercito colombiano hanno massacrato otto membri di questa comunità della regione dell'Urabá. Le vittime, tra cui si contano minorenni ed un bambino di 14 mesi, sono state prima bastonate e poi squartate con un'efferatezza spaventosa dai militari, che hanno agito liberamente grazie ad un cordone di sicurezza dispiegato da soldati della Brigata 17 dell'Esercito stesso.
Di fronte al clamore ed alle denunce del movimento popolare colombiano e della comunità internazionale, il pinocchio Ministro della Difesa ha sbraitato negando come sempre qualunque responsabilità delle Forze Armate, dichiarazioni smentite dalle molteplici e dettagliate testimonianze di vari abitanti della comunità.
Anche se la in-Giustizia colombiana si prepara a sancire ancora una volta l'impunità per gli assassini di Stato, Uribe Vélez deve rispondere -quale capo supremo delle Forze Armate- per questo massacro di lesa umanità davanti alla comunità internazionale.

 

DENUNCIATO IN DANIMARCA IL VICEPRESIDENTE COLOMBIANO SANTOS PER L'ASSASSINIO DI DIRIGENTI SINDACALI!

Durante il recente viaggio in Europa del vicepresidente Francisco Santos, diverse sono state le espressioni di protesta contro la sua figura ed il regime narco-paramilitare che rappresenta. In Danimarca, il 14 marzo è stato accolto con una denuncia per il ruolo avuto nel sequestro, tortura ed omicidio del dirigente contadino di Arauca Pedro Jaime Mosquera e di altri 93 dirigenti sindacali colombiani, assassinati nel 2004. La denuncia è stata fatta presso la stazione di polizia n. 1 di Copenaghen da parte di un nutrito gruppo di cittadini danesi, ed é in sintonia con le ripetute proteste che in questo paese scandinavo si sono sviluppate contro il terrorismo di Stato colombiano. Il governo Uribe, la cui illegittimità è stata oggetto di discussione negli ultimi mesi anche nel Parlamento danese, è stato qualificato dalla dirigente della sinistra Line Barfod come 'terrorista' e di fatto 'dittatoriale'.


DURAMENTE CONTESTATO SANTOS IN INGHILTERRA!

Nel disperato tentativo di seminare per l'Europa menzogne e dati manipolati sulla situazione colombiana, il 15 marzo il vicepresidente Santos ha tenuto una conferenza all'Università di Bristol, una delle più importanti della Gran Bretagna. Più volte interrotto e fischiato dagli studenti, che lo hanno incalzato con domande sferzanti e che hanno ribattuto colpo su colpo alla sua prepotente difesa del regime fascista di Bogotá, Santos ha dichiarato che il governo colombiano sta organizzando in Europa -con il sostegno delle ambasciate- reti di 'studenti e persone per bene' allo scopo di 'impedire che i nemici della Colombia infanghino la reputazione del Paese'. Detto con parole chiare, ha riconosciuto ciò che tutti sanno e registrano ormai da tempo, e cioé il tentativo del regime uribista di intimidire chi, colombiani esiliati in primis, porta avanti nelle più variegate forme la campagna internazionale di solidarietà con la giusta lotta del popolo colombiano.
Lungi dal riuscire ad intimorire e a vendere l'immagine di una Colombia virtuale (quella dei media come El Tiempo di cui é proprietario), in cui tutto funziona ed il popolo sostiene il governo, Santos ha ricevuto la risposta che si meritava quando è stato colpito da un palloncino pieno di vernice, rossa come il sangue di migliaia di colombiani massacrati giorno dopo giorno dal terrorismo di Stato.