CLAMORI DALLA COLOMBIA

BOLLETTINO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA 
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Le FARC-EP e le elezioni presidenziali

 

Si svolgono in modo sempre piú aggressivo e provocatorio le campagne presidenziali del bipartitismo di Sanin, Serpa ed Uribe, i quali hanno legato le loro strategie propagandistiche prima alla rottura dei dialoghi di pace, ed ora allo scontro totale con le FARC.

Il veleno dei loro messaggi televisivi e la belligeranza verbale di questi tre candidati, abbondanti in appellativi ed aggettivi propri dell’irresponsabile discorso elettoralista che li caratterizza, nonchè la coda di paglia che esibiscono in qualità di integranti dei precedenti governi, gli ha impedito di dare respiro ad alternative serie ai gravi problemi sofferti dai colombiani. Al contrario, i loro interventi hanno stimolato l’escalation della violenza politica e sociale che ci avvolge.

Queste tre campagne presidenziali distillano odio e invitano alla vendetta; esse non augurano niente di buono alla Colombia.

La durezza della situazione che colpisce il Paese si é vista aggravvata dalla rottura dei dialoghi, dal malgoverno, dalle miserabili condizioni di vita in cui continuano a sprofondare le maggioranze, dalle ingannevoli elezioni del 10 marzo e dalle menzogne ufficiali.

Ormai nemmeno piú il Congresso nordamericano crede alle “verità provate” del Governo Pastrana, dei suoi alti comandi militari e del suo Giudice Generale.

E’ evidente che è fallita la strategia del “bastone e della carota” del bipartitismo liberal-conservatore, cosí come quella della “guerra totale” per mezzo secolo, semplicemente perché la “febbre non sta nelle lenzuola”.

Bisogna dialogare, ma convinti gli uni e gli altri della necessità di profondi cambiamenti democratici in materia economica e sociale, cosí come nella composizione politica del potere, perchè in caso contrario puó presentarsi un’altra frustrazione.

Le FARC-EP reiterano al nuovo presidente, chiunque sia, che solo una profonda convinzione nella soluzione politica del conflitto sociale e armato, che soffre il popolo colombiano, potrà approssimarci solidamente alla Nuova Colombia, democratica e con giustizia sociale.

 

Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP

 Montagne della Colombia, 7 maggio del 2002

    

 

“ C’è l'Esercito che prova ad assassinarmi"

 

Il Deputato alla Camera e Presidente del sindacato Fenaltrase, Wilson Borja, ha denunciato pubblicamente, questa mattina, durante una conferenza stampa a Bogotà, che la recente scarcerazione del Maggiore Cesar Alonso Maldonado, l’ufficiale militare col più alto grado accusato di aver progettato e tentato l’assassino di Borja nel dicembre 2000, pone la vita di Borja ancora più in pericolo e dimostra, una volta di più, che l’attentato contro di lui è destinato a restare impunito perché è nient’altro che politica di Stato.

Secondo Borja: “ questo Maggiore è stato incaricato di assassinarmi dato che, secondo le nostre informazioni, nel luogo della sua prigionia, la 13 Brigata Militare, avrebbe ricevuto questo comando.”

Il Presidente del Fenaltrase ha affermato che è anche molto sospetta la destituzione del Fiscale Luis Augusto  Sepulveda, che seguiva il caso Borja e che è stata ordinata dal Fiscal General, Luis Camilo Osorio. La destituzione di questo Fiscal, che aveva iniziato un’indagine penale contro i Generali Jorge Enrique Mora Rangel y Reynaldo Castellanos Trujillo per il loro presunto coinvolgimento nell'attentato contro Borja, è seguita quasi immediatamente alla messa in libertà del Maggiore Maldonado, da parte del nuovo Fiscal.

Wilson Borja ha affermato: “ Maldonado è colui che ha organizzato il mio attentato; è il punto di contatto tra i paramilitari e l’Esercito colombiano”

Per Borja, è evidente che ci sia l’esercito dietro il tentativo di assassinarlo. Come prova ha esposto le dichiarazioni rilasciate, per iscritto e di fronte all’avvocato di Borja, il tenente di Controspionaggio dell’Esercito Julio Cesar Bustamante. Nelle sue dichiarazioni, Bustamante ha riportato in maniera particolareggiata i dettagli della preparazione ed esecuzione dell’attentato contro Wildson Borja e ha rivelato come vari alti ufficiali dell’Esercito, alcuni attualmente in servizio, sono direttamente coinvolti in questo tentativo di assassinio, riferendosi ai generali Jorge Enrique Mora Rangel e Reynaldo Castellanos Trujillo.

Wison Borja ha aggiunto che questa testimonianza conferma le informazioni che egli stesso aveva ricevuto poco prima del suo attentato, a riguardo del fatto che il Comando dell’Esercito stava  preparando un attentato contro la sua vita.

Dice Borja: “ …se mi succederà qualcosa i responsabili sono il Fiscale Generale della Nazione che ha rimosso dal suo posto il Fiscal Luis Augusto Sepulveda e rimesso in libertà Maldonado, e lo Stato Colombiano.”

Sia per Wilson Borja che per il Collettivo di Avvocati Josè Alvear Restrepo, che si è dichairata parte civile in questo caso,  è molto strano che si ottenga la libertà provvisoria del Maggiore Maldonado per scadenza dei termini, senza che la sua difesa ne abbia fatto richiesta.

In ogni caso,  questo modo d’agire non rappresenta quello abituale della Giustizia colombiana e, di fatto, ci troviamo sempre di fronte a libertà ufficiose nei casi di violazione dei Diritti Umani dato che, generalmente, la concessione della libertà provvisoria è decisa successivamente alla richiesta della parte destinataria del provvedimento.

Inoltre occorre ricordare che nell’altro processo in corso della Fiscalia contro il Maggiore Maldonado e altri per aver torturato due cittadini di Cucutà e averne assassinato un terzo, la Fiscalia non ha tenuto nella giusta considerazione il fatto che sono quasi cinque mesi che l’indagine è stata chiusa. (????????????)

Bogotà 3 maggio ‘02

 

 

Perquisizione storica nella sede dell'Union Patriotica

Comunicato stampa del Collettivo di Avvocati Jose’ Alvear Restrepo

 

Cercavano armi ed esplosivo per ordine dello spionaggio militare

 Unità della polizia hanno realizzato, durante l’alba di oggi, una perquisizione alla storica sede nazionale del Union Patriotica situata nel quartiere Santafè della città di Bogotà. Citando il provvedimento di perquisizione, realizzata su sollecitazione del servizio d’intelligence del Battaglione Guardia Presidenziale, “in tal luogo sono stati nascosti armamenti ed esplosivi per realizzare attentati di sabotaggio durante le prossime elezioni presidenziali.”

Come era logico aspettarsi, durante la perquisizione alla storica sede non si è trovata traccia di questi pericolosi materiali, come segnalato dal servizio segreto militare. Solo libri di letteratura marxista e di contenuto sociale.

Questa perquisizione, come molte altre che sono state realizzate  nei domicili di militanti del Partito Comunista Colombiano e del Union Patriotica,  sono espressione del clima di mccartizzazione anticomunista, illegalizzazione della militanza politica d’opposizione e di un costante clima di provocazioni da parte dei così detti servizi d’intelligence dell’Esercito Nazionale contro la sinistra colombiana.

L’Union Patriotica ha presentato, contro lo Stato colombiano, una denuncia alla Commissione Interamericana per i Diritti Civili per GENOCIDIO POLITICO; mentre è dal 1993 che questa commissione sollecita lo Stato colombiano affinchè prenda le misure necessarie per proteggere i dirigenti e i membri dell’Union Patriotica e del Partito Comunista Colombiano, fatti che non hanno impedito che continuassero gli assassinii, le minacce e le persecuzioni.

Considerato tutto ciò, questa Commissione denuncia la perquisizione come un atto politico di provocazione ed intimidazione.

 

 

Nuova aggressione paramilitare e sfollamento forzato a Florida nella Valle del Cauca

 

“…in maniera violenta e con crudeltà i paramilitari  hanno, nuovamente, assassinato indigeni e contadini della zona rurale del Municipio di Florida…”come ci ha testimoniato Fabio Cardoso Gestor de Paz de la Gobernacion  del Valle del Cauca, facendo riferimento a questa nuova aggressione subita dagli indigeni e dai contadini di questa regione che, già nei mesi passati, hanno subito un’ondata di violenze paramilitari quando furono massacrati otto abitanti della regione e il collegio indigeno interno fu bersaglio delle mitragliatrici.

Anibal Bubù, lider indigeno, ha testimoniato al nostro corrispondente che “…i paramilitari continuano le loro azioni contro il diritto di noi indigeni a vivere con dignità…con la loro  pratica criminale che ha provocato lo sfollamento di circa 500 persone verso il centro urbano di Florida…”

Durante la conversazione con Wilson  Ludico Ramon, Consigliere di Florida, in rappresentanza delle comunità indigene: “…i cadaveri assassinati, quelli ritrovati fino adesso, di Javier Nuscue de la Vereda las Guacas, Harnulfo Hincapie contadino della Diana e del Denis N. avvenuti nel settore del Pueblo Nuevo, sono stati decapitati e scannati dai paramilitari che li hanno sventrati ed estratto violentemente le viscere…numerosi sono gli scomparsi di cui non si sa più nulla…e gli sfollati che per i sentieti di Las Guacas ,La Rivera, El Granate, Pueblo Nuevo, Altamira, Paz de los Canitos, Loma Gorda, Mateguada, La Diana, Las Brisas, El Llanito e Alta Vista si dirigono verso il centro urbano di Florida…”

 

INTERROGATIVI

Il Consigliere Municipale Ludico Ramos ci ha manifestato i suoi numerosi interrogativi: “com’ è possibile che oltre 400 paramilitari giungano nella nostra regione senza che le autorità militari e della polizia se ne accorgano?…ugualmente a come accadde la scorsa volta…””…che stanno facendo per proteggere le nostre vite? Sarà che non gli interessa il destino della nostra comunità? Sarà che siamo destinati a essere cacciati e  sterminati?”

 Allo stesso modo Efrain Ipia, Segretario del Resguardo in Florida, replica ai paramilitari: “…sarà che lor signori paramilitari, continueranno a maltrattarci ed accusarci di vincoli con la guerriglia? Chiediamo solo di vivere in pace…siamo colombiani e inoltre un patrimonio per la nazione…rispettino la nostra vita per favore!!!!…” ha affermato questo indigeno estremamente angosciato per la mancata protezione da parte dello Stato e delle autorità

 

COMMISSIONE UMANITARIA

“ …la situazione è tanto difficile che non abbiamo ancora potuto raccogliere i cadaveri…” ha affermato il Consigliere indigeno Ludico Ramos; per tale ragione l’Ufficio per la Pace e Convivenza del Governo, il Comitato Internazionale della Croce Rossa CICR, la Personeria e altri organizzazioni correlate sono giunte nella regione per raccogliere i cadaveri.

Organizzazioni che difendono i diritti umani come Andas, Derecho Preventivo y Derechos Humanos, la Chiesa, personalità democratiche, organizzazioni indigene, la Orivac, intellettuali, giuristi, professori, politici della regione di differente fede politica, familiari delle vittime della violenza hanno manifestato la loro preoccupazione per tutti questi episodi e quelli che hanno a che fare con la violazione dei diritti umani nella regione.

 Paramilitarismo: Strategia Militare Occulta, teorizzata e sviluppata dagli Stati Uniti per la sua applicazione in qualsiasi parte del mondo. E’ una componente inseparabile dall’attività controinsorgente delle Forze Militari attuata dagli Stati che seguono le indicazioni di Washington.

Oltre a permettere di lasciare nell’impunità migliaia di crimini, le Forze Militari colombiane, grazie all’utilizzo dello strumento paramilitare, comandate dal generale Tapias cercano così di ripulire la propria immagine insanguinata agli occhi della comunità nazionale ed internazionale.