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CLAMORI DALLA COLOMBIA | |
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BOLLETTINO D’INFORMAZIONE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA tel.:
335 8059837 | |
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Le FARC-EP e le elezioni presidenziali |
Si svolgono in modo sempre piú aggressivo e provocatorio le campagne presidenziali del bipartitismo di Sanin, Serpa ed Uribe, i quali hanno legato le loro strategie propagandistiche prima alla rottura dei dialoghi di pace, ed ora allo scontro totale con le FARC.
Il veleno dei loro messaggi televisivi e la belligeranza verbale di questi tre candidati, abbondanti in appellativi ed aggettivi propri dell’irresponsabile discorso elettoralista che li caratterizza, nonchè la coda di paglia che esibiscono in qualità di integranti dei precedenti governi, gli ha impedito di dare respiro ad alternative serie ai gravi problemi sofferti dai colombiani. Al contrario, i loro interventi hanno stimolato l’escalation della violenza politica e sociale che ci avvolge.
Queste tre campagne presidenziali distillano odio e invitano alla vendetta; esse non augurano niente di buono alla Colombia.
La durezza della situazione che colpisce il Paese si é vista aggravvata dalla rottura dei dialoghi, dal malgoverno, dalle miserabili condizioni di vita in cui continuano a sprofondare le maggioranze, dalle ingannevoli elezioni del 10 marzo e dalle menzogne ufficiali.
Ormai nemmeno piú il Congresso nordamericano crede alle “verità provate” del Governo Pastrana, dei suoi alti comandi militari e del suo Giudice Generale.
E’ evidente che è fallita la strategia del “bastone e della carota” del bipartitismo liberal-conservatore, cosí come quella della “guerra totale” per mezzo secolo, semplicemente perché la “febbre non sta nelle lenzuola”.
Bisogna dialogare, ma convinti gli uni e gli altri della necessità di profondi cambiamenti democratici in materia economica e sociale, cosí come nella composizione politica del potere, perchè in caso contrario puó presentarsi un’altra frustrazione.
Le FARC-EP reiterano al nuovo presidente, chiunque sia, che solo una profonda convinzione nella soluzione politica del conflitto sociale e armato, che soffre il popolo colombiano, potrà approssimarci solidamente alla Nuova Colombia, democratica e con giustizia sociale.
Segretariato
dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
Montagne
della Colombia, 7 maggio del 2002
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“ C’è l'Esercito che prova ad assassinarmi" |
Il Deputato alla Camera e Presidente
del sindacato Fenaltrase, Wilson Borja, ha denunciato pubblicamente, questa
mattina, durante una conferenza stampa a Bogotà, che la recente scarcerazione
del Maggiore Cesar Alonso Maldonado, l’ufficiale militare col più alto
grado accusato di aver progettato e tentato l’assassino di Borja nel
dicembre 2000, pone la vita di Borja ancora più in pericolo e dimostra, una
volta di più, che l’attentato contro di lui è destinato a restare impunito
perché è nient’altro che politica di Stato.
Secondo Borja: “ questo Maggiore è
stato incaricato di assassinarmi dato che, secondo le nostre informazioni, nel
luogo della sua prigionia, la 13 Brigata Militare, avrebbe ricevuto questo
comando.”
Il Presidente del Fenaltrase ha
affermato che è anche molto sospetta la destituzione del Fiscale Luis Augusto
Sepulveda, che seguiva il caso Borja e che è stata ordinata dal Fiscal
General, Luis Camilo Osorio. La destituzione di questo Fiscal, che aveva
iniziato un’indagine penale contro i Generali Jorge Enrique Mora Rangel y
Reynaldo Castellanos Trujillo per il loro presunto coinvolgimento
nell'attentato contro Borja, è seguita quasi immediatamente alla messa in
libertà del Maggiore Maldonado, da parte del nuovo Fiscal.
Wilson Borja ha affermato: “
Maldonado è colui che ha organizzato il mio attentato; è il punto di
contatto tra i paramilitari e l’Esercito colombiano”
Per Borja, è evidente che ci sia
l’esercito dietro il tentativo di assassinarlo. Come prova ha esposto le
dichiarazioni rilasciate, per iscritto e di fronte all’avvocato di Borja, il
tenente di Controspionaggio dell’Esercito Julio Cesar Bustamante. Nelle sue
dichiarazioni, Bustamante ha riportato in maniera particolareggiata i dettagli
della preparazione ed esecuzione dell’attentato contro Wildson Borja e ha
rivelato come vari alti ufficiali dell’Esercito, alcuni attualmente in
servizio, sono direttamente coinvolti in questo tentativo di assassinio,
riferendosi ai generali Jorge Enrique Mora Rangel e Reynaldo Castellanos
Trujillo.
Wison Borja ha aggiunto che questa
testimonianza conferma le informazioni che egli stesso aveva ricevuto poco
prima del suo attentato, a riguardo del fatto che il Comando dell’Esercito
stava preparando un attentato contro la sua vita.
Dice Borja: “ …se mi succederà
qualcosa i responsabili sono il Fiscale Generale della Nazione che ha rimosso
dal suo posto il Fiscal Luis Augusto Sepulveda e rimesso in libertà Maldonado,
e lo Stato Colombiano.”
Sia per Wilson Borja che per il
Collettivo di Avvocati Josè Alvear Restrepo, che si è dichairata parte
civile in questo caso, è molto strano che si ottenga la libertà
provvisoria del Maggiore Maldonado per scadenza dei termini, senza che la sua
difesa ne abbia fatto richiesta.
In ogni caso, questo modo
d’agire non rappresenta quello abituale della Giustizia colombiana e, di
fatto, ci troviamo sempre di fronte a libertà ufficiose nei casi di
violazione dei Diritti Umani dato che, generalmente, la concessione della
libertà provvisoria è decisa successivamente alla richiesta della parte
destinataria del provvedimento.
Inoltre occorre ricordare che
nell’altro processo in corso della Fiscalia contro il Maggiore Maldonado e
altri per aver torturato due cittadini di Cucutà e averne assassinato un
terzo, la Fiscalia non ha tenuto nella giusta considerazione il fatto che sono
quasi cinque mesi che l’indagine è stata chiusa. (????????????)
Bogotà 3 maggio ‘02
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Perquisizione storica nella sede dell'Union Patriotica |
Comunicato
stampa del Collettivo di Avvocati Jose’ Alvear Restrepo
Cercavano
armi ed esplosivo per ordine dello spionaggio militare
Unità della polizia hanno
realizzato, durante l’alba di oggi, una perquisizione alla storica sede
nazionale del Union Patriotica situata nel quartiere Santafè della città di
Bogotà. Citando il provvedimento di perquisizione, realizzata su
sollecitazione del servizio d’intelligence del Battaglione Guardia
Presidenziale, “in tal luogo sono stati nascosti armamenti ed esplosivi per
realizzare attentati di sabotaggio durante le prossime elezioni
presidenziali.”
Come era logico aspettarsi, durante la
perquisizione alla storica sede non si è trovata traccia di questi pericolosi
materiali, come segnalato dal servizio segreto militare. Solo libri di
letteratura marxista e di contenuto sociale.
Questa perquisizione, come molte altre
che sono state realizzate nei domicili di militanti del Partito
Comunista Colombiano e del Union Patriotica, sono espressione del clima
di mccartizzazione anticomunista, illegalizzazione della militanza politica
d’opposizione e di un costante clima di provocazioni da parte dei così
detti servizi d’intelligence dell’Esercito Nazionale contro la sinistra
colombiana.
L’Union Patriotica ha presentato,
contro lo Stato colombiano, una denuncia alla Commissione Interamericana per i
Diritti Civili per GENOCIDIO POLITICO; mentre è dal 1993 che questa
commissione sollecita lo Stato colombiano affinchè prenda le misure
necessarie per proteggere i dirigenti e i membri dell’Union Patriotica e del
Partito Comunista Colombiano, fatti che non hanno impedito che continuassero
gli assassinii, le minacce e le persecuzioni.
Considerato tutto ciò, questa Commissione denuncia la perquisizione come un atto politico di provocazione ed intimidazione.
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Nuova aggressione paramilitare e sfollamento forzato a Florida nella Valle del Cauca |
“…in maniera violenta e con crudeltà
i paramilitari hanno, nuovamente, assassinato indigeni e contadini della
zona rurale del Municipio di Florida…”come ci ha testimoniato Fabio
Cardoso Gestor de Paz de la Gobernacion del Valle del Cauca, facendo
riferimento a questa nuova aggressione subita dagli indigeni e dai contadini
di questa regione che, già nei mesi passati, hanno subito un’ondata di
violenze paramilitari quando furono massacrati otto abitanti della regione e
il collegio indigeno interno fu bersaglio delle mitragliatrici.
Anibal Bubù, lider indigeno, ha
testimoniato al nostro corrispondente che “…i paramilitari continuano le
loro azioni contro il diritto di noi indigeni a vivere con dignità…con la
loro pratica criminale che ha provocato lo sfollamento di circa 500
persone verso il centro urbano di Florida…”
Durante la conversazione con Wilson
Ludico Ramon, Consigliere di Florida, in rappresentanza delle comunità
indigene: “…i cadaveri assassinati, quelli ritrovati fino adesso, di
Javier Nuscue de la Vereda las Guacas, Harnulfo Hincapie contadino della Diana
e del Denis N. avvenuti nel settore del Pueblo Nuevo, sono stati decapitati e
scannati dai paramilitari che li hanno sventrati ed estratto violentemente le
viscere…numerosi sono gli scomparsi di cui non si sa più nulla…e gli
sfollati che per i sentieti di Las Guacas ,La Rivera, El Granate, Pueblo Nuevo,
Altamira, Paz de los Canitos, Loma Gorda, Mateguada, La Diana, Las Brisas, El
Llanito e Alta Vista si dirigono verso il centro urbano di Florida…”
INTERROGATIVI
Il Consigliere Municipale Ludico Ramos
ci ha manifestato i suoi numerosi interrogativi: “com’ è possibile che
oltre 400 paramilitari giungano nella nostra regione senza che le autorità
militari e della polizia se ne accorgano?…ugualmente a come accadde la
scorsa volta…””…che stanno facendo per proteggere le nostre vite? Sarà
che non gli interessa il destino della nostra comunità? Sarà che siamo
destinati a essere cacciati e sterminati?”
Allo stesso modo Efrain Ipia,
Segretario del Resguardo in Florida, replica ai paramilitari: “…sarà che
lor signori paramilitari, continueranno a maltrattarci ed accusarci di vincoli
con la guerriglia? Chiediamo solo di vivere in pace…siamo colombiani e
inoltre un patrimonio per la nazione…rispettino la nostra vita per
favore!!!!…” ha affermato questo indigeno estremamente angosciato per la
mancata protezione da parte dello Stato e delle autorità
COMMISSIONE UMANITARIA
“ …la situazione è tanto difficile
che non abbiamo ancora potuto raccogliere i cadaveri…” ha affermato il
Consigliere indigeno Ludico Ramos; per tale ragione l’Ufficio per la Pace e
Convivenza del Governo, il Comitato Internazionale della Croce Rossa CICR, la
Personeria e altri organizzazioni correlate sono giunte nella regione per
raccogliere i cadaveri.
Organizzazioni che difendono i diritti
umani come Andas, Derecho Preventivo y Derechos Humanos, la Chiesa, personalità
democratiche, organizzazioni indigene, la Orivac, intellettuali, giuristi,
professori, politici della regione di differente fede politica, familiari
delle vittime della violenza hanno manifestato la loro preoccupazione per
tutti questi episodi e quelli che hanno a che fare con la violazione dei
diritti umani nella regione.
Paramilitarismo:
Strategia Militare Occulta, teorizzata e sviluppata dagli Stati Uniti per la
sua applicazione in qualsiasi parte del mondo. E’ una componente
inseparabile dall’attività controinsorgente delle Forze Militari attuata
dagli Stati che seguono le indicazioni di Washington.
Oltre a permettere di lasciare
nell’impunità migliaia di crimini, le Forze Militari colombiane, grazie
all’utilizzo dello strumento paramilitare, comandate dal generale Tapias
cercano così di ripulire la propria immagine insanguinata agli occhi della
comunità nazionale ed internazionale.