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CLAMORI DALLA COLOMBIA | |
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BOLLETTINO D’INFORMAZIONE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA tel.:
335 8059837 | |
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La speranza di pace non è sconfitta |
Comunicato
del Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle
1.
La rottura del processo di pace non ha colto di sorpresa le Farc-Ep. Fin
da Ottobre è stato evidente che il Governo Pastrana aveva già preso questa
sfortunata quanto costosa decisione.
Le cause fondamentali vanno ricondotte all’oligarchia colombiana,
incoraggiata dal crescente sostegno di Washington, che per adesso non è
disposta a concordare con il popolo in armi i cambiamenti strutturali, sul piano
economico politico e sociale che rendano viabile
la pace per tutti.
Essa
vuole esclusivamente la pace che garantisca i suoi profitti e privilegi. Ha tal
fine ha sovrapposto il cessate il fuoco e le ostilità alla discussione sulla
disoccupazione e allo sviluppo dell’Agenda Comune per il Cambiamento verso la
Nuova Colombia. Per questo il discorso presidenziale del 7 ottobre scorso ha
rappresentato l’inizio di una catena di ostruzionismo e ricerca di pretesti
per la rottura definitiva dei dialoghi e per l’eliminazione della zona
smilitarizzata, decisione che alla fine è stata presa con la benedizione degli
stati Uniti. La detenzione del Senatore Gechen Turbay è stata solo il pretesto
finale per porre fine al processo, che per volontà del Governo stesso si stava
sviluppando in una situazione di guerra.
2. Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare la guerra attraverso il negoziato politico, ma lo stato stava solamente cercando di guadagnare tempo
mentre incrementava e qualificava il proprio apparato bellico. Esso non ha avuto una strategia di pace ma ne ha avuta una di guerra, ragion per cui il
suo proposito non è mai stato quello delle trasformazioni istituzionali e del miglioramento delle condizioni di vita dei colombiani, bensì quello della
sottomissione della guerriglia ad ogni costo. Fedele all’almanacco dei tradimenti dell’oligarchia, Pastrana non ha mantenuto l’impegno preso di
garantire 48 ore per il ritiro guerrigliero dallo scenario dei dialoghi.
3.
L’incendio della guerra, unitamente alla crisi generale delle istituzioni, è
una minaccia di disastro per la Colombia, portata a questa situazione dai capi
dei partiti tradizionali responsabili delle dilatate e molteplici violenze
esercitate dalle alte sfere dello Stato. La strategia elettorale della guerra,
reclamata de Uribe Velez, candidato
dei nuovi pajaros o paramilitari, da Horacio serpa e da Noemi Sanin, non ha
tenuto conto della stagnazione economica, del deficit fiscale, il debito estero
simile a quello dell’Argentina, la precarietà del benessere pubblico, la
disoccupazione superiore al 30% - così come il lavoro informale – e la povertà che colpisce più di 30
milioni di colombiani; ne’ ha preso in considerazione la prostrazione della
Colombia per via delle politiche neoliberiste.
Quando
il loro discorso si è esaurito perché il governo Pastrana ha dichiarato la
guerra, quando hanno visto che l’attacco all’infrastruttura dello Stato
danneggiava le loro fonti di finanziamento, quando hanno visto che la roboante
presa del Caguan si è dissolta nel nulla, allora hanno modificato la loro
proposta come camaleonti politici.
Ma
i responsabili di questa nuova fase della guerra, che è appena iniziata, non
sono solo i camaleonti politici. Lo è anche il governo Bush, che ha
incrementato l’intervento nelle questioni interne del nostro paese con il
beneplacito del governo burattino del governo Pastrana.
E
lo sono il vertice imprenditoriale del nostro paese e i loro potenti mezzi
d’informazione, diffusori di notizie false, così come la destra
guerrafondaia, con ogni tipo di pellame civile e giarrettiera, e perfino alcuni
gerarchi della chiesa cattolica che dai loro pulpiti invocavano la sospensione
del processo.
Dopo
i fatti dell’11 Settembre, e per soddisfare le esigenze della Casa Bianca,
Pastrana ha rotto i dialoghi di pace, e dal giorno alla notte ci ha trasformato
in terroristi, quando fino a quel momento eravamo stati considerati
un’organizzazione politica belligerante; qualificando le Farc-ep come
terroriste, il governo non si è reso conto che stava sputando contro vento.
Il
fatto è che l’oligarchia colombiana sogna che la crociata antiterrorrista
dell’impero, nuovo pretesto per sottomettere con la forza i popoli del mondo,
sia il suo salvagente di fronte alla pressione di milioni e milioni di
compatrioti che esigono immediatamente giustizia sociale e cambiamenti
strutturali.
4)
Nonostante questa situazione di guerra e di catastrofe generata
dall’insensatezza di chi governa, poiché le ambizioni di pace dei colombiani
continuano ad essere vigenti, esprimiamo la nostra disponibilità a convenire
con lo Stato uno scambio di prigionieri di guerra affinche’ sia i guerriglieri
incarcerati nelle prigioni, sia gli ufficiali e sottoufficiali delle Forze
Armate in potere della guerriglia, unitamente a diversi parlamentari, una
candidata alla presidenza e un ex Ministro delo Stato, possano tornare in libertà,
pregiudicata dal conflitto.
L
anostra proposta è quella di un Assemblea Nazionale Costituente con una vera
rappresentanza popolare. Una Costituente il cui scenario sia una zona
smilitarizzata, che garantisca la partecipazione nelle deliberazioni della
guerriglia quale forza belligerante e di opposizione armata al regime; una
Costituente che ponga le basi della futura pace attraverso un Accordo Nazionale.
5)
Chiamiamo i colombiani a non spalleggiare con il loro voto i candidati
presidenziali della destra e del continuismo neoliberista e a non lasciarsi
condurre alle urne come un gregge.
Il
Congresso nato il 10 Marzo è illegittimo, tanto per l’elevata astensione
vicina al 60% quanto per la sua composizione per un 30% di paramilitari e per
un’altra grande percentuale di politici corrotti e clientelisti, con le poche
eccezioni di coloro i quali hanno conquistato il loro seggio con un onesto
lavoro ed una dura battaglia contro l’apparato bipartitico
liberal-conservatore.
In
tali circostanze il paese deve prepararsi a non riconoscere tutti gli atti e le
leggi che emergano dall’iniziativa dei gruppi tanto dei paramilitari quanto
dei signorotti politicanti che attualmente fanno parte del nuovo Congresso.
6) Ci complimentiamo con i colombiani che si sono astenuti dal votare e con
l’oltre mezzo milione di compatrioti che si sono opposti alla guerra ed alla
politicheria attraverso il voto nullo, in bianco e le schede non segnate.
A nome del Movimento bolivariano per la Nuova
Colombia che dirigiamo, invitiamo tutti a serrare le fila contro
l’autoritarismo di destra che pretende di imporsi, e a impugnare con forza e
decisione la bandiera della lotta per la libertà, la sovranità, la dignità e
la giustizia sociale. Continuiamo a proporre come nella nostra piattaforma un
nuovo governo democratico quale governo di Ricostruzione e Riconciliazione
Nazionale.
Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle
Farc-ep
Montagne della Colombia, Aprile 2002
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Terrorismo
di Stato nel Tolima: “
Ci ammazzano Papito, ci ammazzano!” |
I
contadini accusano l’esercito dell’assassinio dei lavoratori di una impresa agricola. Il capitano che comandava i soldati
del Battaglione Jaime Rook de Ibaguè
indossava BRACKETS
Il
lunedì del primo Aprile, la comunità tolimense si è svegliata ascoltando
dalla radio il comunicato della Sesta Brigata, firmato dal Generale Hernan
Cavadid Barco, in cui si dava notizia dei combattimenti con la guerriglia delle
Farc-Ep, durante i quali erano stati uccisi due guerriglieri, sequestrato un
fucile e del materiale di intelligence.
Gli
abitanti della zona dove avvennero i fatti hanno testimoniato a VOZ che gli
assassinati non erano guerriglieri ma lavoratori di un’impresa agricola,
fucilati dopo essere stati legati mani e piedi e condotti in una zona deserta.
Quindi hanno provveduto a vestirli con abiti di foggia militare in uso esclusivo
alle Forze Armate; di tutto ciò gli abitanti della zona hanno fornito prove
materiali e testimonianze.
I
fatti sono avvenuti la domenica 31 di Marzo, alle 5:30 della mattina, nel corregimiento
del Toche, nelle aziende La Estrella e la Florida, che distano due ora e
mezza di auto da Ibaguè.
Norbey
Cristancho Celis e Cairo Alberto Celemin, i lavoratori assassinati, di 25 e 27
anni erano arrivati dal Municipio
di Azoategui e lavoravano da una settimana nell’impresa.
Toche,
è una regione dal clima freddo, dove si coltiva papa, veccia e mora.
L’azienda La Florida occupa tra i 20 e i 30 lavoratori in forma permanente.
Era una mattinata nebbiosa e fredda. Rosa Julia (*) si alza per preparare la
colazione, quindi avrebbe dovuto confezionare alcuni prodotti da inviare al
mercato di Cajamarca e Ibague.
Rosa
Julia ci racconta: “ pensavo che in casa ci fossero solo mio marito, i miei
quattro figli e i due lavoratori; la sera prima ero andata a letto presto, molto
stanca e non mi accorsi che verso le 22 si erano accampati, accanto alla casa,
una dozzina di guerriglieri del Fronte Tulio Baron della Farc-Ep.” E’ una
donna dal volto pallido e scossa dai singhiozzi quella che continua a
raccontarci dicendoci: “ non bolliva ancora l’acqua del caffè, quando sentì
diverse voci di uomini che parlavano con tono basso per non farsi udire, “
pilas, pilas, che arriva l’esercito”; socchiusi la finestra ma riuscì a
vedere i soldati a 200 metri dalla casa che arrivavano dall’azienda accanto (
La Estrella ).
La Truppa
“Da
subito si sentì il vociare di molte voci e in 10 minuti cominciarono a
fischiare nell’aria i primi colpi, sebbene ci fosse solo l’esercito, dato
che i guerriglieri si erano già ritirati nella selva.
I
militari, entrarono nel patio sparando contro la nostra casa con fucili e
mitragliatrici e lanciandovi contro anche delle granate; gridai a mio figlio che stava urinando nel corredor
: “ Ci ammazzano papito, ci ammazzano!! “ e lo abbracciai.
L’esercito entrò rompendo porte
e finestre e portando fuori a spintoni e a calci i miei figli, mio marito che si
trovava in bagno, e i due lavoratori che costrinsero a sdraiarsi con la faccia
rivolta al suolo. A quell’ora non erano ancora le sei di mattina.”
Rosa
continua dicendo: “ Perquisirono la casa e i dintorni trovando tre fucili, due
pistole, diversi cellulari, uno zaino grande e uno più piccolo di colore
azzurro. Il comandante della pattuglia, quando i soldati gli dicevano: “
capitano, ha brakets nei denti “ iniziava a maledire e dare ordini, quindi
concluse: “ ci sono scappati”.
Aprendo
lo zaino grande trovarono abiti e libri, ma all’interno di quello piccolo
trovarono molto denaro in biglietti da 50.000 e 20.000 pesos, erano diversi
fasci di biglietti e potevano essere 50 o 60 milioni in mazzette chiuse con le fasciette del Banco Popolare, di cui ci accorgemmo perché alcune
caddero a terra.
Il
capitano e altri ufficiali
entrarono in bagno a contare il denaro che si trovava nello zaino azzurro morralitos;
ne uscirono diverso tempo dopo felici e contenti e più tardi trovammo le
fasciette del Banco Popular che prima chiudevano le banconote.”
“
Il Capitano dei Brakets, si lanciò contro Norbey e Jayro, i due
lavoratori dell’azienda, dicendogli:” Voi due siete guerriglieri !!”.
Subito ordinò che li legassero mani e piedi mentre li colpivano, quindi tirò
fuori il suo coltello e fece a brandelli i loro abiti, la camicia i pantaloni,
lasciandoli nudi; in queste condizioni li condusse a circa 100 metri dalla casa,
nascondendoli alla nostra vista.
Non
li abbiamo più visti, solo abbiamo trovato una pozza di sangue e parte dei loro
abiti bruciati .
Il
giorno dopo ascoltammo alla radio che l’Esercito aveva sostenuto combattimenti
contro i guerriglieri della Farc-Ep e che avevano ucciso in combattimento due
guerriglieri.
Nell’azienda
rimasero dopo il loro passaggio, due galline morte, un maiale ferito mentre
nell’azienda vicina hanno ucciso sparandogli una giumenta e ferito due
vitelli. Durante la perquisizione hanno rubato quattro radio transistor dei
lavoratori, lozioni, sapone da bagno e per pulire metalli, un orologio da
polso.”
I
contadini non capiscono perché i militari abbiano ucciso i due lavoratori. Erano inermi. Non erano guerriglieri
e anche se lo fossero stato avevano diritto alla vita.
Rosa
Julia è ancora terrorizzata, mai aveva visto qualcosa di simile. Aveva sempre
creduto che l’Esercito avesse la funzione di proteggere la vita, l’onore e i
beni dei cittadini e non di assassinarli.
Adesso
spera solo che si possa far giustizia di questo crimine. Il dubbio che rimane a
Rosa Julia è “perché li hanno uccisi?” “ è il modo per coprire il furto del denaro che hanno trovato?”
(
* nome di fantasia per motivi di sicurezza)