CLAMORI DALLA COLOMBIA

BOLLETTINO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA 
((((((((NUMERO 4)))))))

tel.: 335 8059837
e-mail: nuovacolombia@yahoo.it

 

Il popolo bolivariano del Venezuela sconfigge il golpe fascista

 

  Nella giornata di ieri, Sabato 13 Aprile, il popolo bolivariano del Venezuela si è sollevato contro il colpo di Stato fascista che negli ultimi giorni aveva forzatamente destituito il legittimo governo del Presidente Hugo Chavez.

Fin dalle prime ore del mattino centinaia di migliaia di venezuelani, scendendo dalle montagne e confluendo a Caracas da tutto il paese, hanno letteralmente occupato la capitale della Repubblica bolivariana del Venezuela, così come tutte le sue regioni e città.

Lavoratori, giovani, contadini e militari patriottici hanno preso il Palazzo presidenziale di Miraflores, obbligando i golpisti, capeggiati dall’autoproclamato ed illegittimo presidente de facto Carmona, capo della mafiosa Confindustria venezuelana, a fuggire disordinatamente.

I golpisti, un’infima minoranza di oligarchi, militari corrotti e terroristi dell’estrema destra sponsorizzati dai media e diretti dalla Cia, avevano usurpato il potere sequestrando il Presidente Chavez e conducendolo in stato d’arresto fuori da Caracas, e scatenando una caccia alle streghe contro gli attivisti democratici, bolivariani e della sinistra.

Con il pretesto di “ristabilire la democrazia” attraverso una “transizione necessaria” , “stabilizzare la situazione” e “processare Chavez” quale presunto responsabile della morte di diverse persone ( i cui autori materiali sono agenti golpisti ) avvenute nel corso degli scontri di piazza di giovedì scorso tra i provocatori al soldo degli Usa e le forze popolari bolivariane; i settori reazionari hanno tentato artatamente di distruggere il processo di trasformazione che tre anni fa aveva iniziato a spazzare via un regime corrotto, di miseria e asservito agli Stati Uniti.

Nelle ultime ore la quasi totalità delle forze armate, degli Ufficiali e Generali venezuelani hanno preso posizione in favore della rivoluzione bolivariana, dichiarandosi fedeli alla costituzione della stessa e al loro Presidente.

Continuano in tutto il Paese le manifestazioni del popolo venezuelano che esige l’immediato ritorno al Palazzo di Miraflores del Presidente Chavez e si moltiplicano in tutto il mondo le dichiarazioni di condanna del golpe e le iniziative di solidarietà con il processo bolivariano.

La resistenza popolare, che si era manifestata e moltiplicata sin dai primissimi  momenti del golpe militare con mobilitazioni  di massa, presidi e barricate, ha sconfitto senza indugi nè tentennamenti l’ennesima manovra sporca dell’imperialismo, finalizzata, come nel caso del famigerato Plan Colombia – Iniciativa Andina a ricolonizzare l’America Latina.

Il Popolo venezuelano ha dimostrato quanto viene dicendo da oltre tre anni: che la rivoluzione bolivariana è un processo democratico irreversibile!

 

 

Continua ad essere grave la situazione in Arauca

 

Come avevamo previsto, negli ultimi giorni, la grave situazione di minaccia contro la vita della popolazione araucana si è aggravata, come dimostrano le azioni militari più o meno palesi:

I FATTI

PRECEDENTI DICHIARAZIONI MILITARI:

 
1.  Il 9 Marzo 2002, il Comandante della Seconda Divisione Generale Martin Orlando Carreño Sandoval, in un’intervista al giornale Vanguardia Liberal, ha affermato che il dipartimento d’Arauca è “una sorgente di guerra dove il progetto politico della sovversione funziona alla luce del governo”, e che “i sindaci, i consiglieri e gli altri governanti della regione hanno legami diretti con le guerriglie.” Queste accuse sono di una gravità assoluta, poiché l’esperienza ci ha insegnato che è da questo tipo di dichiarazioni che si ricava la logica che sta alla base degli attacchi contro la popolazione, dei massacri e degli assassinii selettivi eseguiti accusandola di avere vincoli con le guerriglie.

2.  Il 18 Marzo lo stesso Generale, in dichiarazioni alla stampa, alla domanda sulla presenza dei paramilitari in Arauca ha risposto che “stanno cercando di entrare da Casanare, attraversando Puerto Rondón in direzione di Tame”; questa precisa conoscenza delle vie percorse dai criminali, ci porta fermamente a reclamare un’azione decisa delle Forze Armate contro di loro. Eppure fino ad oggi ciò non è avvenuto, e al contrario si registrano azioni di favoreggiamento, per non dire altro.

 

Tenendo conto di queste dichiarazioni militari, sono avvenuti i seguenti fatti:

 

3.      Tra l’11 e il 15 di marzo nel Municipio di Tame sono stati assassinate da presunti paramilitari 7 persone: LUIS ALBERTO MENDOZA, MEDARDO BOHORQUEZ, EMPERATRIZ CARABALLI DE TOBAR, EDGAR CASTRO MAFLA, HERNAN CASTRO MAFLA, NELSON FABIO CASTRO MAFLA e JOSE’ CASTRO MAFLA, che sono stati portati via dalle loro case e assassinati nelle vicinanze del municipio più militarizzato del dipartimento.

4.      Il 26 Marzo, alle 20.00, a Saravena sono stati bloccati dalla Polizia nazionale sotto il comando del Tenente Sastoque Murillo, Comandante della Stazione di Polizia, i giovani WILSON DUARTE RAMON e LEONARDO BUENAHORA FUENTES. I giovani sono stati sottomessi a torture tali che le loro grida giungevano fino ai familiari che erano rimasti fuori della Stazione di Polizia fino all’1.00 di notte, ora in cui sono stati costretti a ritirarsi; quindi i due giovani sono stati legati, imbavagliati e portati via dalla Stazione in un veicolo Mazda di color grigio verso il quartiere COOVISA, con l’intenzione di assassinarli. LEONARDO BUENAHORA FUENTES ha cercato di scappare ed è stato colpito da una pallottola alla gamba, nonostante il quale è riuscito a fuggire; ma non ha avuto la stessa sorte WILSON DUARTE RAMON che è stato brutalmente assassinato.

Temiamo per la vita del giovane Leonardo Buenahora Fuentes e della sua famiglia.

5.      Il 27 marzo alle 7.30 del mattino nel Municipio di Arauquita, nel sentiero de “los Angelitos”, sono stati attaccati senza ragione con spari di fucile e granate, da truppe del battaglione “ Eroi del Saraguro”, i giovani HUGO HORACIO HURTADO CASTRO, ALCIDES MONTANES SALAMANCA, JOLMAN SANCHEZ RODRIGUEZ e JULIO POLICARPO HURTADO CASTRO che stavano cacciando i capibara, come è tradizione in questo dipartimento durante la Settimana Santa. In questo attacco è morto HUGO HORACIO HURTADO CASTRO, di 17 anni, studente al settimo anno del collegio Liceo del Llano di Arauquita. Gli altri bambini di età compresa tra i 9 e i 13 anni, sono stati presi e condotti al posto di controllo militare FP1 del complesso petrolifero Caño Limón, dove sono stati maltrattati, insultati ed accusati di essere guerriglieri, per essere poi liberati con la minaccia di morte qualora avessero denunciato i fatti.

6.      Il 27 marzo, nel municipio di Tame, alle 6.00 del mattino presunti paramilitari hanno fatto un posto di blocco, all’altezza della zona nota come “ La Y “, fermando numerose automobili contro cui, successivamente, hanno sparato. Quindi hanno imboccato la strada per Puerto Rondón, passando per Rincón Hondo dove hanno assassinato ALCIDES PARALES DURAN.

 

L’immobilismo, che si converte in omissione e complicità, da parte delle Forze Militari e dell’autorità civili del dipartimento sono evidenti: infatti, a partire da metà dell’anno 2000 abbiamo fatto denuncie preventive in merito a tutti i piani contro la popolazione civile ed i suoi dirigenti, ma nonostante fino ad oggi si contino più di 160 morti tra i contadini, lavoratori, dirigenti civici e popolari del dipartimento, non è stata intrapresa nessuna azione effettiva che garantisca la vita e i diritti fondamentali degli Araucani.

L’esempio più evidente dell’immobilismo di tutte le autorità c’è stato sabato 30 marzo: nonostante le organizzazioni popolari e contadine e il Difensore del popolo in Arauca avessero allertato tutti gli organismi a livello dipartimentale e nazionale, in merito all’entrata nella frazione di Betoye-Tame di un numeroso gruppo di uomini vestiti con divise militari e che si sono presentati come paramilitari, questi hanno intimidito gli abitanti della zona, sequestrato 5 contadini e sostenuto forti combattimenti con l’insorgenza. Secondo le testimonianze dei contadini, elicotteri dell’esercito nazionale dotati di artiglieria sono atterrati nelle immediate vicinanze del villaggio per soccorrere i feriti e portare via i cadaveri dei presunti paramilitari, che si sono ritirati nel pomeriggio dello stesso sabato. Il lunedì sono tornati nuovamente a minacciare la popolazione per le denuncie fatte e ciò ha provocato il panico e la fuga delle poche persone ancora rimaste nella frazione.

 

Arauca, con 300.000 abitanti divisi in 7 municipi, è il dipartimento più militarizzato del paese, con la presenza di 8000 effettivi della forza pubblica.

Eppure, il giorno 2 aprile il Governatore Dipartimentale Incaricato CARLOS EDUARDO BERNAL (Funzionario del Ministero degli Interni), ha affermato ai mezzi di comunicazione locali di non avere la capacità né la forza pubblica sufficienti per respingere gli attacchi dei presunti paramilitari, entrati a Betoye, municipio di Tame, il 30 marzo 2002.

 

Tutto quello che è stato riportato, è di ampia conoscenza delle autorità locali; ciò nonostante, ancora oggi aspettiamo un loro pronunciamento riguardo a:

·        quali azioni immediate vogliono mettere in campo per proteggere la popolazione

·        che tipo di aiuti umanitari d’emergenza si decideranno, e quando si concreteranno, a beneficio della popolazione sfollata che si trova nei villaggi di Flor Amarillo, Pueblo Nuevo e nelle zone vicine.

 

RICHIESTE ALLO STATO:

1.      Esigiamo una risposta immediata da parte del Ministro degli Interni circa le azioni intraprese per proteggere la vita e i diritti degli abitanti del dipartimento di Arauca, specialmente nelle zone di Tame, Puerto Rondón e Cravo Norte.

2.      Esigiamo l’istituzione immediata di una commissione d’investigazione sugli ultimi fatti avvenuti durante la presenza paramilitare a Betoye, da parte della Procura, della Difesa del Popolo e del Tribunale generale della Nazione.

3.      Sollecitiamo alle Nazioni Unite ed agli organismi di assistenza umanitaria l’invio di una commissione urgente che assista ed appoggi i contadini sfollati presenti nella zona.

4.      Esigiamo dal Comandante della XVIIIa Brigata una spiegazione del perché gli elicotteri dell’esercito appoggino le azioni dei presunti paramilitari quando il suo dovere costituzionale è combatterli, nella misura in cui, come lui stesso ha affermato, sono gruppi “al margine della legge”. Chiediamo anche che, attraverso le autorità civili, si dia notizia di eventuali operativi militari nella zona per proteggere la popolazione civile. Infatti, il 4 aprile abbiamo ricevuto informazioni, da parte dei contadini, inerenti allo sfollamento eseguito nei dintorni della frazione di Aguachica (Municipio di Araquita) e del sentiero “ El Campin” (Municipio de Fortul), da parte di uomini armati che sembravano effettivi delle forze armate ma che non indossavano né distintivi né uniformi convenzionali; situazione, questa, che ha prodotto un senso d’insicurezza e angoscia nella popolazione civile, di fronte al rischio che tali soggetti tornino in futuro presentandosi e comportandosi come paramilitari.

5.      Attribuiamo sia alle autorità civili che militari la responsabilità di ciò che può succedere alla popolazione civile nell’area di Tame, Puerto Rondón e Cravo Norte, sulle quali abbiamo fornito tutte le informazioni con largo anticipo a più riprese senza però ricevere ad oggi nessuna risposta.

6.      Chiediamo il ripristino della Commissione Inter-istituzionale per Arauca, al fine di vigilare su questi avvenimenti.

7.      Vogliamo conoscere quali azioni siano state avviate dagli organismi di controllo riguardo a questi fatti, specialmente dalla Defensoria e dalla Procura relativamente al preventivo allarme lanciato dal Difensore del Popolo di Arauca il 30 marzo 2002.

8.      Esigiamo dalla Magistratura e dalla Procura un’indagine penale e disciplinare circa le responsabilità, per i fatti denunciati, dei funzionari e dei membri della forza pubblica tanto per le loro azioni quanto per le loro omissioni.

 

SOLLECITIAMO ALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE CHE:

 

1.      Sia solidale ed appoggi la comunità araucana di fronte a questi fatti che annunciano l’imminenza di violazioni dei diritti umani, attraverso l’uso della strategia paramilitare nel dipartimento e del suo noto e terribile modo d’agire.

2.        Esiga e faccia pressioni in questo senso sullo Stato colombiano, in modo che vengano rapidamente prese misure effettive per neutralizzare la strategia paramilitare nel dipartimento di Arauca e per soddisfare le richieste di questo S.O.S.

 ASSOCIAZIONE CONTADINA DI ARAUCA, ACA

 

Aderiscono:

- CORPORACION REINICIAR

- CORPORACION REGIONAL PARA LA DEFENSA DE LOS DERECHOS HUMANOS, CREDHOS

- CORPORACION JURIDICA HUMANITA VIGENTE

- ASOCIACION NACIONAL DE DESPALZADOS COLOMBIANOS, ANDESCOL

- MESA DEPARTEMENTAL DE PAZ DE SANTANDER

- COORDINACION METROPOLITANA DE POBLACION DESPLAZADAS DE BUCARAMANGA

- ASOCIACION CAMPESIAN DEL VALLE DEL RIO CIMITARRA, ACVC

- FENSUAGRO

- SINTRAEMSERPA