CLAMORI DALLA COLOMBIA

BOLLETTINO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA 
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Cresce la povertà in Colombia

 

Diffondiamo alcuni dati esemplificativi sulle condizioni di vita, che peggiorano giorno dopo giorno, del popolo colombiano.

Lo facciamo consapevoli che solo una trasformazione strutturale dell’assetto politico, sociale ed economico della società potrà garantire al popolo colombiano una vita dignitosa, in un paese sovrano, in pace e con giustizia sociale.

E naturalmente consapevoli del fatto che la vera pace non è quella dei “sepolcri”, del silenzio e  della paralisi dei settori popolari in lotta, tanto cara al Pentagono e al Governo nazionale, bensì quella conseguente alla rimozione delle cause che storicamente hanno generato il conflitto sociale ed armato.

- Oltre 33 milioni di colombiani, dei 43 stimati, vivono tra la povertà e la miseria.

- Le cifre indicano che tra il 67 e il 68 % delle famiglie colombiane, vive al di sotto della soglia di povertà, il cui parametro è costituito da un reddito procapite non superiore ai 2.10 dollari.

- Il 20% dei colombiani vive in condizioni di miseria, in quanto ognuno di essi ha un reddito di 1 dollaro appena sufficiente a comprare una quantità di alimenti che gli permettono scarsamente di sopravvivere.

- Mentre nel 1990 il 10% dei ricchi guadagnava, in media quaranta volte di più del 10% dei poveri, nel 2001 la medesima percentuale dei ricchi, ha guadagnato, in media, sessanta volte di più dello stesso numero di poveri.
 

Fonti : ultimi rapporti del Dane ( Dipartimento Amministrativo Nazionale di Statistica ) e del Dipartimento Nazionale di Pianificazione (organismi governativi, N.d.T.)
 

 


Maccartizzazione dei contadini della valle del rio Cimitarra


A causa della drammatica situazione di violazione dei diritti umani, nella regione della Valle del Rio Cimitarra, per i continui operativi militari e le loro azioni attuate sotto il travestimento paramilitare, le fumigazioni, il blocco economico, i massacri, le sparizioni, gli assassini selettivi, i posti di blocco paramilitari a circa 5 minuti dalla base della flotta navale della Marina, la riscossione di imposte ad opera dei paramilitari nei centri abitati dei municipi di Remedios e Yondo in Antioquia e Cantagallo e San Pablo nel dipartimento di Bolivar, si è venuta a creare una situazione di sfollamento forzato.
Ma noi abbiamo deciso di resistere allo sfollamento forzato cui ci vuole costringere lo Stato colombiano, e ci siamo costituiti come Comunità in resistenza allo sfollamento e per questa ragione noi contadini della Valle del Rio Cimitarra ci siamo mobilitati ed abbiamo realizzato un concentramento nella via che conduce a Bagre, per protestare contro le politiche di guerra del presidente Pastrana contro i contadini.
A  questo concentramento di migliaia di contadini, che si è sviluppato per quindici giorni, sono intervenuti giornalisti, la Croce Rossa Nazionale, la Croce Rossa Internazionale, tra le altre organizzazioni che hanno transitato di qui, ma la cosa fondamentale è che abbiamo sollecitato la Croce Rossa nazionale affinchè si occupasse dei nostri problemi di salute. Inizialmente la Croce Rossa ha risposto positivamente dicendoci che sarebbero tornati il giorno dopo con gli strumenti e i medicinali necessari per assisterci.
Ma la nostra attesa non è ancora finita, la mobilitazione è terminata e la Croce Rossa non si è più vista.
Abbiamo anche sollecitato l’attenzione della rete di solidarietà sociale che, però, non ci ha degnati della minima considerazione. Ma questo suo comportamento è comprensibile, visto che si tratta di un’istituzione dello Stato, che è l’autore dell’aggressione nei nostri confronti.
Intanto nella città di Barrancabermeja si è riunita l’ACNUR, la Croce Rossa Nazionale e la Croce Rossa Internazionale; riunione in cui queste organizzazioni hanno deciso di non fornire assistenza, secondo quanto dichiarato dalla Croce Rossa,  che  ha affermato: “la concentrazione nella via per Bagre del Valle del Rio Cimitarra è di carattere politico e non rappresenta un’emergenza umanitaria”.
Oggi denunciamo, con questo comunicato, all’opinione pubblica nazionale ed internazionale che il carattere di neutralità e di soccorso che prestano queste organizzazioni alle vittime della violenza  ufficiale è messo in discussione dalle loro stesse parole, poiché se la Valle del Rio Cimitarra non rappresenta un’emergenza umanitaria significa che queste organizzazioni non conoscono la realtà del Magdalena Medio, ignorandone i morti, le necessità della popolazione, le malattie causate dalle fumigazioni, i raccolti distrutti.
Ignorano tale situazione, costruendosi una propria idea della realtà e decidendo in base ai loro precetti quale regione è in emergenza umanitaria e quale no.
 Per questi motivi, la Regione della Valle del Rio Cimitarra non accetta che queste organizzazioni ci utilizzino  per i loro propositi, per poi disconoscere la nostra realtà.
Questo è il motivo per cui non le accetteremo nella nostra regione fino a quando continueranno ad offendere la nostra dignità.

Associazione Contadina della Valle del Rio Cimitarra
 

 


Fumigazioni continue:
La versione colombiana della lotta al terrorismo


Con il Plan Colombia, gli Stati Uniti in accordo con le oligarchie politiche ed economiche colombiane vogliono controllare le ingenti risorse del paese ( per es. la bio-diversità amazzonica ) attraverso una feroce repressione contro le organizzazioni popolari e l’attacco sistematico al difficile processo negoziale tra guerriglia e governo.
Lo strumento principale, spendibile con estrema facilità di fronte alle opinioni pubbliche occidentali, è la lotta al narcotraffico che si combina naturalmente con la lotta contro la rispettiva narcoguerriglia.
Argomento forte per giustificare le operazioni militari, a tal punto che anche nella sinistra italiana ha aperto varchi, talvolta in ambienti inaspettati.
Ma come sempre, la realtà è ben diversa. La criminalizzazione della guerriglia, la quale è presente in tutto il paese, se è un’operazione che può riuscire all’estero, non vale certo per il popolo colombiano che, negli ultimi anni, ha dato vita a varie forme  d’organizzazione politico-sociale, e si è avvicinato al movimento guerrigliero ed al processo di pace iniziato dalle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia-Esercito del Popolo. Anche per questo il Pentagono ha pianificato e  messo in atto il famigerato Plan Colombia, con l’obbiettivo chiaro di spegnere un focolaio pericolosissimo per gli interessi geo-strategici degli Usa nel continente. Uno dei mezzi più barbari di questo progetto è, appunto, quello delle fumigazioni aeree con prodotti chimici devastanti ( glifosato prodotto dalla Monsanto) non solo sui campi coltivati a coca e papavero da oppio ma anche sulle culture di sopravvivenza. Intere aree del paese, abitate da contadini poveri costretti a quelle produzioni dalla fame e dalla repressione, sono rese inabitabili distruggendone la biodiversità.
Contro l’avvelenamento di vite umane e la distruzione della natura si stanno mobilitando tantissime organizzazioni politiche, culturali, sociali ed ambientaliste a livello planetario.
Anche l’Associazione Nuova Colombia denuncia questa barbara strategia, insieme al massacro di contadini, sindacalisti, indigeni, esponenti della sinistra e comunisti da parte degli squadroni della morte, in totale sinergia con l’esercito colombiano e con gli “istruttori militari” yankee.
Lo facciamo in un momento particolarmente delicato della situazione internazionale e del processo di pace colombiano, che negli ultimi giorni è stato sul punto di rompersi definitivamente a causa della politica cieca e guerrafondaia del governo Pastrana.
L’11 settembre ha significato anche per la Colombia un profondo cambiamento del clima politico-militare: le oligarchie, contrarie al processo di pace, hanno inasprito la situazione colombiana imponendo maggiore esclusione, violenza e svendita della sovranità, in fedele osservanza ai dettami di Washington.
A livello internazionale infatti, la cosìdetta “guerra al terrorismo” rischia di oscurare le ragioni alla base delle lotte dei popoli. Un indebolimento anche per chi, come noi e tanti altri, pratica l’internazionalismo e la solidarietà.
Le leggi che sono passate in sordina anche in Italia ( sulla falsa riga delle leggi speciali anglo-americane ), rischiano di mettere in difficoltà questo lavoro di solidarietà, se il variegato movimento antiglobalizzazione italiano non riaffermerà la legittimità della resistenza popolare..
L’obbiettivo chiaro è di classificare ogni forma di resistenza alla stregua del terrorismo, per reprimere i movimenti anti-liberisti che si moltiplicano ( basti pensare alla situazione argentina ).
Per questo alla lotta contro il Plan Colombia e le micidiali fumigazioni, ed alla battaglia in sostegno del processo di pace, chiamiamo tutti alla vigilanza rispetto all’uso strumentale che potrà essere fatto della legislazione antiterrorismo, in Italia trasformata in legge (438 / 2001-Art 270 ter e quater) con l’applauso del centrosinistra.

- NO AL PLAN COLOMBIA !
     - NO ALLE  FUMIGAZIONI CHIMICHE ED ASSASSINE !
           - NO ALLE LEGGI LIBERTICIDE CONTRO LA SOLIDARIETA’  INTERNAZIONALISTA !
                - PER UNA PACE CON GIUSTIZIA SOCIALE  E SOVRANITA’ PER IL POPOLO COLOMBIANO !
 

 


Esercito, predatore dell'ambiente

Di questi tempi, in cui le autorità nazionali ed internazionali pubblicano numerosi studi in merito alla riduzione delle fonti d’acqua potabile del pianeta, con la minaccia di nuove e vaste siccità che colpiranno intere popolazioni nei prossimi 20 anni, l’esercito colombiano distrugge gradualmente una delle maggiori riserve idriche del paese.

Entro i prossimi 20 o 30 anni, 4200 milioni di esseri umani nel pianeta non avranno acqua potabile sufficiente per una dieta alimentare minima, per lavarsi e per placare la sete.
L’allarme è contenuto nell’ultimo rapporto del Fondo di Popolazione delle Nazioni Unite, FNUAP, che ha fatto un drammatico appello ai governi affinchè prendano misure urgenti per proteggere le attuali riserve idriche.
Già adesso esistono estensioni di terra dove non si trova una sola goccia d’acqua nei loro sconfinati orizzonti. Questo processo di desertificazione è aggravato dal fatto che le fonti d’acqua dolce si riducono ogni giorno a causa della contaminazione di scarichi industriali, acque nere, gas, residui tossici e sostanze chimiche immessi dalle industrie e dai centri urbani.
Questo panorama generale non è estraneo alla situazione che vive il nostro paese.
La Colombia è la quarta nazione più ricca al mondo di acqua potabile, ma le autorità preposte alla difesa dell’ambiente ammettono che anche qui potrà presentarsi scarsità del prezioso liquido, nelle prossime due decadi, se non verranno prese misure di protezione sufficientemente energiche.
Le autorità, in queste situazioni, puntano gli occhi sulle riserve idriche utilizzabili.
La Colombia ne possiede una delle più ricche, il Paramo de Sumapaz, considerato il più grande nel suo genere al mondo, con un estensione di 154 mila ettari, che funziona come una gigantesca spugna accumulando giornalmente milioni di metri cubi d’acqua.
Paradossalmente questa monumentale riserva è minacciata dall’Esercito colombiano, che agisce come principale predatore dell’ambiente nella regione.
Secondo il vice-direttore della qualità ambientale della Corporazione Autonoma Regionale di Cundinamarca, CAR, Ricardo Lopez Dulcey ( El Tiempo 2 Dicembre 2001 ), da più di un anno, il Paramo de Sumapaz è stato dichiarato dall’esercito come centro di azioni militari contro la guerrriglia.
Immediatamente, come parte della sua strategia, ha dato inizio alla creazione del battaglione d’alta montagna “ Mayor Hasbet Cogollo”, situato nella zona chiamata “el Alto de las Aguilas”, nella giurisdizione del Municipio di Cabrera.
L’alto Comando ha ignorato l’obbligo di richiedere previamente una licenza di costruzione, precedentemente ad uno studio di impatto ambientale della CAR.
Questa situazione ha obbligato l’organismo di vigilanza a sospendere le opere, già costruite per il 90%, affermando che i bagni, le mense e altre installazioni militari confinano con il fiume Sumapaz, dove vengono gettate le  scorie con enormi danni ambientali.
Con un vero e proprio atteggiamento mafioso, l’Esercito ha consigliato alla CAR di rilasciare le licenze ambientali, malgrado le cause dell’inquinamento continuino a presentarsi, lo studio sull’impatto ambientale non sia mai stato fatto, e secondo un rapporto di esperti della CAR esistano fenomeni di inquinamento come riversamenti di acque nere su fonti d’acqua d’uso pubblico,  cambiamenti nella conformazione del territorio, alterazione del paesaggio, rottura dell’orizzonte superficiale del suolo e rimozione della  vegetazione nativa dell’ecosistema che mai più potranno essere sanati.

Traduzione e diffusione a cura dell’Associazione Nazionale Nuova Colombia.

Per contatti: tel 3495835350