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CLAMORI DALLA COLOMBIA | |
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BOLLETTINO D’INFORMAZIONE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA tel.:
335 8059837 | |
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Cresce la povertà in Colombia |
Diffondiamo alcuni dati esemplificativi sulle condizioni di vita, che peggiorano giorno dopo giorno, del popolo colombiano.
Lo facciamo consapevoli che solo una trasformazione strutturale dell’assetto politico, sociale ed economico della società potrà garantire al popolo colombiano una vita dignitosa, in un paese sovrano, in pace e con giustizia sociale.
E naturalmente consapevoli del fatto che la vera pace non è quella dei “sepolcri”, del silenzio e della paralisi dei settori popolari in lotta, tanto cara al Pentagono e al Governo nazionale, bensì quella conseguente alla rimozione delle cause che storicamente hanno generato il conflitto sociale ed armato.
- Oltre 33 milioni di colombiani, dei 43 stimati, vivono tra la povertà e la miseria.
- Le cifre indicano che tra il 67 e il 68 % delle famiglie colombiane, vive al di sotto della soglia di povertà, il cui parametro è costituito da un reddito procapite non superiore ai 2.10 dollari.
- Il 20% dei colombiani vive in condizioni di miseria, in quanto ognuno di essi ha un reddito di 1 dollaro appena sufficiente a comprare una quantità di alimenti che gli permettono scarsamente di sopravvivere.
- Mentre nel 1990 il 10% dei ricchi guadagnava, in media quaranta volte
di più del 10% dei poveri, nel 2001 la medesima percentuale dei
ricchi, ha guadagnato, in media, sessanta volte di più dello stesso
numero di poveri.
Fonti : ultimi rapporti del Dane ( Dipartimento Amministrativo Nazionale
di Statistica ) e del Dipartimento Nazionale di Pianificazione (organismi
governativi, N.d.T.)
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Maccartizzazione dei contadini della valle del rio Cimitarra |
A causa della drammatica situazione di violazione dei diritti umani,
nella regione della Valle del Rio Cimitarra, per i continui operativi militari
e le loro azioni attuate sotto il travestimento paramilitare, le fumigazioni,
il blocco economico, i massacri, le sparizioni, gli assassini selettivi,
i posti di blocco paramilitari a circa 5 minuti dalla base della flotta
navale della Marina, la riscossione di imposte ad opera dei paramilitari
nei centri abitati dei municipi di Remedios e Yondo in Antioquia e Cantagallo
e San Pablo nel dipartimento di Bolivar, si è venuta a creare una
situazione di sfollamento forzato.
Ma noi abbiamo deciso di resistere allo sfollamento forzato cui ci
vuole costringere lo Stato colombiano, e ci siamo costituiti come Comunità
in resistenza allo sfollamento e per questa ragione noi contadini della
Valle del Rio Cimitarra ci siamo mobilitati ed abbiamo realizzato un concentramento
nella via che conduce a Bagre, per protestare contro le politiche di guerra
del presidente Pastrana contro i contadini.
A questo concentramento di migliaia di contadini, che si è
sviluppato per quindici giorni, sono intervenuti giornalisti, la Croce
Rossa Nazionale, la Croce Rossa Internazionale, tra le altre organizzazioni
che hanno transitato di qui, ma la cosa fondamentale è che abbiamo
sollecitato la Croce Rossa nazionale affinchè si occupasse dei nostri
problemi di salute. Inizialmente la Croce Rossa ha risposto positivamente
dicendoci che sarebbero tornati il giorno dopo con gli strumenti e i medicinali
necessari per assisterci.
Ma la nostra attesa non è ancora finita, la mobilitazione è
terminata e la Croce Rossa non si è più vista.
Abbiamo anche sollecitato l’attenzione della rete di solidarietà
sociale che, però, non ci ha degnati della minima considerazione.
Ma questo suo comportamento è comprensibile, visto che si tratta
di un’istituzione dello Stato, che è l’autore dell’aggressione nei
nostri confronti.
Intanto nella città di Barrancabermeja si è riunita l’ACNUR,
la Croce Rossa Nazionale e la Croce Rossa Internazionale; riunione in cui
queste organizzazioni hanno deciso di non fornire assistenza, secondo quanto
dichiarato dalla Croce Rossa, che ha affermato: “la concentrazione
nella via per Bagre del Valle del Rio Cimitarra è di carattere politico
e non rappresenta un’emergenza umanitaria”.
Oggi denunciamo, con questo comunicato, all’opinione pubblica nazionale
ed internazionale che il carattere di neutralità e di soccorso che
prestano queste organizzazioni alle vittime della violenza ufficiale
è messo in discussione dalle loro stesse parole, poiché se
la Valle del Rio Cimitarra non rappresenta un’emergenza umanitaria significa
che queste organizzazioni non conoscono la realtà del Magdalena
Medio, ignorandone i morti, le necessità della popolazione, le malattie
causate dalle fumigazioni, i raccolti distrutti.
Ignorano tale situazione, costruendosi una propria idea della realtà
e decidendo in base ai loro precetti quale regione è in emergenza
umanitaria e quale no.
Per questi motivi, la Regione della Valle del Rio Cimitarra non
accetta che queste organizzazioni ci utilizzino per i loro propositi,
per poi disconoscere la nostra realtà.
Questo è il motivo per cui non le accetteremo nella nostra regione
fino a quando continueranno ad offendere la nostra dignità.
Associazione Contadina della Valle del Rio Cimitarra
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Fumigazioni continue:
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Con il Plan Colombia, gli Stati Uniti in accordo con le oligarchie politiche
ed economiche colombiane vogliono controllare le ingenti risorse del paese
( per es. la bio-diversità amazzonica ) attraverso una feroce repressione
contro le organizzazioni popolari e l’attacco sistematico al difficile
processo negoziale tra guerriglia e governo.
Lo strumento principale, spendibile con estrema facilità di
fronte alle opinioni pubbliche occidentali, è la lotta al narcotraffico
che si combina naturalmente con la lotta contro la rispettiva narcoguerriglia.
Argomento forte per giustificare le operazioni militari, a tal punto
che anche nella sinistra italiana ha aperto varchi, talvolta in ambienti
inaspettati.
Ma come sempre, la realtà è ben diversa. La criminalizzazione
della guerriglia, la quale è presente in tutto il paese, se è
un’operazione che può riuscire all’estero, non vale certo per il
popolo colombiano che, negli ultimi anni, ha dato vita a varie forme
d’organizzazione politico-sociale, e si è avvicinato al movimento
guerrigliero ed al processo di pace iniziato dalle Forze Armate Rivoluzionarie
di Colombia-Esercito del Popolo. Anche per questo il Pentagono ha pianificato
e messo in atto il famigerato Plan Colombia, con l’obbiettivo chiaro
di spegnere un focolaio pericolosissimo per gli interessi geo-strategici
degli Usa nel continente. Uno dei mezzi più barbari di questo progetto
è, appunto, quello delle fumigazioni aeree con prodotti chimici
devastanti ( glifosato prodotto dalla Monsanto) non solo sui campi coltivati
a coca e papavero da oppio ma anche sulle culture di sopravvivenza. Intere
aree del paese, abitate da contadini poveri costretti a quelle produzioni
dalla fame e dalla repressione, sono rese inabitabili distruggendone la
biodiversità.
Contro l’avvelenamento di vite umane e la distruzione della natura
si stanno mobilitando tantissime organizzazioni politiche, culturali, sociali
ed ambientaliste a livello planetario.
Anche l’Associazione Nuova Colombia denuncia questa barbara strategia,
insieme al massacro di contadini, sindacalisti, indigeni, esponenti della
sinistra e comunisti da parte degli squadroni della morte, in totale sinergia
con l’esercito colombiano e con gli “istruttori militari” yankee.
Lo facciamo in un momento particolarmente delicato della situazione
internazionale e del processo di pace colombiano, che negli ultimi giorni
è stato sul punto di rompersi definitivamente a causa della politica
cieca e guerrafondaia del governo Pastrana.
L’11 settembre ha significato anche per la Colombia un profondo cambiamento
del clima politico-militare: le oligarchie, contrarie al processo di pace,
hanno inasprito la situazione colombiana imponendo maggiore esclusione,
violenza e svendita della sovranità, in fedele osservanza ai dettami
di Washington.
A livello internazionale infatti, la cosìdetta “guerra al terrorismo”
rischia di oscurare le ragioni alla base delle lotte dei popoli. Un indebolimento
anche per chi, come noi e tanti altri, pratica l’internazionalismo e la
solidarietà.
Le leggi che sono passate in sordina anche in Italia ( sulla falsa
riga delle leggi speciali anglo-americane ), rischiano di mettere in difficoltà
questo lavoro di solidarietà, se il variegato movimento antiglobalizzazione
italiano non riaffermerà la legittimità della resistenza
popolare..
L’obbiettivo chiaro è di classificare ogni forma di resistenza
alla stregua del terrorismo, per reprimere i movimenti anti-liberisti che
si moltiplicano ( basti pensare alla situazione argentina ).
Per questo alla lotta contro il Plan Colombia e le micidiali fumigazioni,
ed alla battaglia in sostegno del processo di pace, chiamiamo tutti alla
vigilanza rispetto all’uso strumentale che potrà essere fatto della
legislazione antiterrorismo, in Italia trasformata in legge (438 / 2001-Art
270 ter e quater) con l’applauso del centrosinistra.
- NO AL PLAN COLOMBIA !
- NO ALLE FUMIGAZIONI CHIMICHE ED ASSASSINE
!
- NO ALLE
LEGGI LIBERTICIDE CONTRO LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA !
- PER UNA PACE CON GIUSTIZIA SOCIALE E SOVRANITA’ PER IL POPOLO COLOMBIANO
!
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Esercito, predatore dell'ambiente |
Di questi tempi, in cui le autorità nazionali ed internazionali pubblicano numerosi studi in merito alla riduzione delle fonti d’acqua potabile del pianeta, con la minaccia di nuove e vaste siccità che colpiranno intere popolazioni nei prossimi 20 anni, l’esercito colombiano distrugge gradualmente una delle maggiori riserve idriche del paese.
Entro i prossimi 20 o 30 anni, 4200 milioni di esseri umani nel pianeta
non avranno acqua potabile sufficiente per una dieta alimentare minima,
per lavarsi e per placare la sete.
L’allarme è contenuto nell’ultimo rapporto del Fondo di Popolazione
delle Nazioni Unite, FNUAP, che ha fatto un drammatico appello ai governi
affinchè prendano misure urgenti per proteggere le attuali riserve
idriche.
Già adesso esistono estensioni di terra dove non si trova una
sola goccia d’acqua nei loro sconfinati orizzonti. Questo processo di desertificazione
è aggravato dal fatto che le fonti d’acqua dolce si riducono ogni
giorno a causa della contaminazione di scarichi industriali, acque nere,
gas, residui tossici e sostanze chimiche immessi dalle industrie e dai
centri urbani.
Questo panorama generale non è estraneo alla situazione che
vive il nostro paese.
La Colombia è la quarta nazione più ricca al mondo di
acqua potabile, ma le autorità preposte alla difesa dell’ambiente
ammettono che anche qui potrà presentarsi scarsità del prezioso
liquido, nelle prossime due decadi, se non verranno prese misure di protezione
sufficientemente energiche.
Le autorità, in queste situazioni, puntano gli occhi sulle riserve
idriche utilizzabili.
La Colombia ne possiede una delle più ricche, il Paramo de Sumapaz,
considerato il più grande nel suo genere al mondo, con un estensione
di 154 mila ettari, che funziona come una gigantesca spugna accumulando
giornalmente milioni di metri cubi d’acqua.
Paradossalmente questa monumentale riserva è minacciata dall’Esercito
colombiano, che agisce come principale predatore dell’ambiente nella regione.
Secondo il vice-direttore della qualità ambientale della Corporazione
Autonoma Regionale di Cundinamarca, CAR, Ricardo Lopez Dulcey ( El Tiempo
2 Dicembre 2001 ), da più di un anno, il Paramo de Sumapaz è
stato dichiarato dall’esercito come centro di azioni militari contro la
guerrriglia.
Immediatamente, come parte della sua strategia, ha dato inizio alla
creazione del battaglione d’alta montagna “ Mayor Hasbet Cogollo”, situato
nella zona chiamata “el Alto de las Aguilas”, nella giurisdizione del Municipio
di Cabrera.
L’alto Comando ha ignorato l’obbligo di richiedere previamente una
licenza di costruzione, precedentemente ad uno studio di impatto ambientale
della CAR.
Questa situazione ha obbligato l’organismo di vigilanza a sospendere
le opere, già costruite per il 90%, affermando che i bagni, le mense
e altre installazioni militari confinano con il fiume Sumapaz, dove vengono
gettate le scorie con enormi danni ambientali.
Con un vero e proprio atteggiamento mafioso, l’Esercito ha consigliato
alla CAR di rilasciare le licenze ambientali, malgrado le cause dell’inquinamento
continuino a presentarsi, lo studio sull’impatto ambientale non sia mai
stato fatto, e secondo un rapporto di esperti della CAR esistano fenomeni
di inquinamento come riversamenti di acque nere su fonti d’acqua d’uso
pubblico, cambiamenti nella conformazione del territorio, alterazione
del paesaggio, rottura dell’orizzonte superficiale del suolo e rimozione
della vegetazione nativa dell’ecosistema che mai più potranno
essere sanati.
Traduzione e diffusione a cura dell’Associazione Nazionale Nuova Colombia.
Per contatti: tel 3495835350