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CLAMORI DALLA COLOMBIA | |
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BOLLETTINO D’INFORMAZIONE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA tel.:
335 8059837 | |
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I
fatti valgono più di mille bugie!!! |
Nonostante i
mass-media ripetano quotidianamente le menzogne del presidente Alvaro Uribe Vélez,
nessuna bugia, per quanto grande e ben congegnata e ripetuta migliaia di volte,
può coprire i reali fallimenti della sua amministrazione. Infatti, durante
l’ultimo decennio i disastri delle politiche neoliberiste, già avviate dal
signor Gaviria e implementate da Uribe Vélez con il referendum, la “politica
di sicurezza”, la rete di delatori, i “soldati contadini”, le zone di
guerra e la legalizzazione delle strutture terroriste paramilitari di Carlos
Castaño, si sono rivelati in tutta la loro tragicità per l’immensa
maggioranza del popolo colombiano, che ha visto privatizzare e svendere le
risorse e i beni pubblici, flessibilizzare il mercato del lavoro, tagliare
le pensioni, congelare i salari, imporre continui aggiustamenti fiscali (le
eternamente inconcluse riforme del sistema fiscale), e applicare riforme
finanziarie e dello Stato che si sono trasformate in maggior fame ed esclusione
sociale per più di 35 milioni di colombiani.
Alcuni indicatori
di questa realtà sono: la deindustrializzazione, lo smantellamento
dell’agricoltura a detrimento dell’autosufficienza alimentare, lo strapotere
dei gruppi finanziari e bancari, la disoccupazione permanente per 10 milioni di
colombiani, la chiusura delle scuole e degli ospedali, l’aumento spropositato
della violenza urbana, l’emigrazione di più di 6 milioni di colombiani verso
paesi stranieri, tre milioni di sfollati, il 70% della popolazione sotto la
soglia della povertà, la corruzione politica, lo Stato clientelare, la
violazione sistematica dei diritti umani mediante assassini, sparizioni,
massacri e crescita del paramilitarismo e del narcotraffico, ed il crollo delle
istituzioni a causa di un’élite politica illegittima (il 35% dei senatori
colombiani sono sostenuti da gruppi paramilitari) che si appropria dei beni
pubblici mediante un esercizio immorale della gestione statale. La riforma del
lavoro legalizza il lavoro nero e sottrae ai lavoratori colombiani, ogni anno,
sei trilioni di pesos per effetto della diminuzione del costo del lavoro, la
protesta sociale continua ad essere criminalizzata e il “Piano di Sviluppo”
pone le basi per lo “stato minimo” che rappresenta il sogno e la massima
aspirazione della dittatura neoliberista.
Questi sono i
fatti, questa è la realtà colombiana fatta dal volto di milioni di persone
che, quotidianamente, cercano di sopravvivere lottando contro la fame, la povertà
e il terrorismo di Stato. Ed è di questi colombiani che vi portiamo la voce,
per smentire le menzogne del governo di Uribe Vélez, ma soprattutto per farvi
giungere il grido di speranza con cui il popolo colombiano reclama la Nuova
Colombia che merita.
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Sospesi
i mandati di cattura per i capi paramilitari |
Il Tribunale
Supremo ha annunciato che congelerà i mandati di cattura contro i capi
paramilitari per facilitare il “dialogo” e i “negoziati” tra questi ed
il Governo.
"Se c’è
una legge che lo prevede, dobbiamo rispettarla", ha affermato il magistrato
responsabile della questione, Guillermo Mendoza Diago.
Il capo
paramilitare Carlos Castaño aveva annunciato nel novembre del 2002 che si
sarebbe consegnato alle autorità nordamericane per difendersi dalle
accuse di narcotraffico. Ma adesso, con la decisione del governo Uribe
d’iniziare i negoziati con i paramilitari, gli ordini di cattura contro
Carlos Castaño e Salvatore Mancuso saranno sospesi.
La sospensione
dei mandati di cattura contro Castaño e Mancuso, i massimi esponenti dei
paramilitari, permetterà loro di muoversi liberamente per la Colombia, mentre
si svilupperanno i “dialoghi” fra governo e paramilitari.
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La
guerra nell’anno 2003 |
Secondo gli
analisti del conflitto armato, il governo deve continuamente mostrare risultati
militari sul campo, e sempre più velocemente, per non perdere credibilità di
fronte all’opinione pubblica.
Uribe mostra di sé
l’immagine di chi lavora 20 ore al giorno ed ha un controllo politico totale,
tanto sul Congresso quanto dello Stato. Le Forze Armate vedono in lui il loro
uomo.
Ed è da quando
c’è Uribe che i mass-media non affermano più che il conflitto in Colombia è
“sociale ed armato”, cosa che invece riconoscevano l’ex presidente
Pastrana e diversi conservatori quando parlavano delle radici di una guerra
lunga oltre 38 anni.
Adesso, tutti i mezzi di comunicazione non fanno che ripetere che lo scopo del governo è vincere la guerra e farla finita per sempre con i “violenti”. Tuttavia, lo sconforto per il fallimento attuale dei loro progetti li costringe ad affermare, in tutta fretta, che “i risultati non sono garantiti”.
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La
ricetta di Uribe per la pace: 51.400 soldati in più! |
Secondo quanto riportato
da El Tiempo, “Allo scadere di quest’anno gli effettivi della Polizia
aumenteranno di 16.400 unità, ossia poco più del 10% degli attuali. Mentre per
le Forze Armate l’aumento previsto è del 20 % degli attuali effettivi,
cioè 35.000 soldati in più”.
Sempre secondo
fonti governative e/o filogovernative, nel caso dell’Esercito inizieranno la
loro attività i 10.000 “soldati contadini” arruolati tra Novembre e
Dicembre.
Intanto, le
organizzazioni di difesa dei Diritti Umani, da quelle colombiane fino ad Amnesty
International, accusano il governo Uribe di incorporare i paramilitari nelle
fila di questi “soldati contadini” per poter continuare ad applicare
la pratica del Terrorismo di Stato, ma sotto il manto della legalità.
In più, per la
metà di giugno, come affermato dal Ministro della Difesa, dovranno essere
incorporati 10.000 soldati volontari e regolari per un totale di 30.000. Queste
truppe saranno destinate alla formazione di quattro nuove brigate.
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La
“pace” di Uribe Vélez… |
Mentre Uribe Vélez parla di pace, il suo governo prepara la guerra.
Mentre la
popolazione colombiana vive sul ciglio del baratro della povertà, la Ministra
Martha Lucía Ramírez annuncia un aumento del numero dei soldati di 51.400 unità
in più, non esclude l’acquisto di nuovi aeroplani, la creazione di undici
brigate mobili e di quattro battaglioni di “Alta Montagna”. Grazie a queste
misure, la Colombia può sicuramente aspirare ad entrare di diritto nel Guinnes
dei Primati come il paese che possiede un’enorme potenza bellica con la minor
quantità di investimenti sociali. Uribe Vélez lancia il sasso e nasconde la
mano: parla di pace, di voler iniziare dialoghi di pace con le FARC-EP e
l’ELN, di voler risolvere la situazione dei prigionieri di guerra con uno
scambio umanitario, e intanto fa bombardare intensamente il sud del paese, nel
Guaviare, nel Putumayo e nell’antica zona smilitarizzata del Caguán. “Siamo
tutti in pericolo, le bombe cadono nei pressi delle nostre case”, dichiarano i
contadini al giornale Voz e a varie Ong. Le denunce di questa doppia morale del
governo, che parla di pace mentre utilizza metodi militari da terra bruciata per
tentare di liberare i prigionieri di guerra in potere delle FARC-EP, mettendone
in reale pericolo la sicurezza, sono eloquenti e chiarissime.
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Bambini
vittime del terrorismo di Stato della polizia di Uribe Vélez |
Gli sfollati
provenienti da varie comunità nei pressi delle zone suburbane e marginali del
Distretto di Aguablanca, a Cali (dove vivevano da oltre quattro anni), giovedì
2 gennaio hanno dato vita all’occupazione della zona denominata El Ejido per
protestare contro lo stato di abbandono e disinteresse da parte delle autorità,
in cui versano. Reclamano aiuti umanitari cui hanno diritto per legge, anche
perché in quattro anni non è stato ancora risolto il problema della loro
ubicazione urbana o del ritorno in condizioni di sicurezza nelle loro zone
d’origine. Per questi motivi 700 persone, bambini, anziani, uomini e
donne, hanno occupato il terreno di El Ejido reclamando il diritto ad
un’abitazione. Verso le 16.00 dello stesso giorno sono stati attaccati
violentemente dai reparti della forza pubblica, che hanno utilizzato
indiscriminatamente manganelli, gas lacrimogeni e proiettili di gomma,
causando ai bambini Sara Farinango di 1 anno, Heidi Patricia Vallecilla di 3
anni, Maria Eugenia Torres, Angie Paola Castaño di 4 anni, Erinson Palomino di
8 anni, Edwin y Jonatan Castaño rispettivamente di 10 e 7 anni, Loyda
Yuneth Perea Bonilla di 17 anni, Juan Camayo di 5 anni e mezzo e Jefferson
Torres, provocandogli gravi problemi di salute e ferite varie. Inoltre agenti di
polizia hanno bruciato gli effetti personali e le stoviglie degli sfollati.
La “democrazia
colombiana” non esiste, è un mito da raccontare ad uso e consumo di chi
riconosce il Governo Uribe come legittimo rappresentante del paese, da chi ha
mire e piani neocoloniali per succhiare le risorse di uno dei paesi più ricchi
della Terra, e di chi ha la faccia tosta di condannare la ribellione di un
popolo -chiamandola “terrorismo”- contro un regime narcofascista e
fatiscente!
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Minacce
e persecuzioni contro il movimento sindacale da parte del
governo di Alvaro Uribe Vélez |
La Centrale Unitaria dei
Lavoratori della Colombia, CUT, denuncia all’opinione pubblica nazionale ed
internazionale il comportamento persecutorio, da parte del governo di Alvaro
Uribe Vélez, nei confronti del movimento sindacale.
Caso specifico è
l’accanimento penale contro i dirigenti dell’Unione Sindacale Operaia, USO
(dei petrolchimici). Il 15 gennaio, infatti, la Magistratura Generale della
Nazione ha deciso di adottare misure di detenzione cautelare nei confronti del
dirigente Hernando Hernández, Segretario per le Questioni
Internazionali della USO. Ricordiamo che il compagno Hernando è stato in
passato membro del Comitato Esecutivo della CUT e suo Primo
Vicepresidente.
Inoltre,
denunciamo le minacce contro il compagno Rodolfo Gutiérrez, Presidente
Nazionale della USO, e contro il compagno Edgar Mojica, Dirigente Nazionale di
questo sindacato.
Tutto questo
succede nel mezzo di un conflitto sindacale, riguardante la vertenza per le
rivendicazioni presentate dai lavoratori e la risposta dell’impresa Ecopetrol,
che finora è consistita solamente nella cacciata di dirigenti sindacali e nella
militarizzazione delle raffinerie.
Importante
viaggio a Caracas della “Carovana Bolivariana
della Solidarietà”
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“PER IL RISPETTO DELLA GOVERNABILITA’ DEMOCRATICA |
Bogotá - Caracas – Bogotá, 13 - 18 GENNAIO 2003
Per manifestare un sentimento di solidarietà al governo del Presidente Hugo Chávez Frías, una carovana proveniente da Bogotá, guidata da dirigenti sindacali e di organizzazioni sociali colombiane e da membri del Partito Comunista Colombiano, si è recata lo scorso 16 gennaio a Caracas. Al riguardo, il Segretario del Partito Comunista Colombiano, Jorge Caicedo, unitamente al leader della Unión Obrera, Jorge Gamboa, ha espresso gli scopi di questa manifestazione popolare, affermando che si tratta di un’iniziativa nata di comune accordo da differenti forze sociali, politiche e sindacali della Colombia. Questi osservatori, insieme a 300 delegati delle principali organizzazioni progressiste della Colombia, che rappresentano, sono andati in Venezuela per manifestare il proprio appoggio al suo popolo: “siamo ben consapevoli che il trionfo della rivoluzione democratica del Presidente Hugo Chávez rappresenta il trionfo della speranza per i popoli oppressi dell’America Latina, e che il suo fallimento sarebbe un colpo ai desideri di una vita migliore di questo continente”, hanno affermato i partecipanti alla carovana.
La carovana, che oltre a dover attraversare aree montagnose, selvatiche ed insalubri ha superato con determinazione alcune provocazioni di “escualidos” venezuelani (i filogolpisti), è giunta nella capitale caraqueña con una fitta agenda di iniziative di solidarietà ed incontri con importanti personalità come il Sindaco di Caracas, Freddy Bernal, ed il Segretario della OEA (Organizzazione degli Stati Americani), César Gaviria, che hanno espresso il loro plauso a questa iniziativa.
La solidarietà del popolo colombiano, che sta lottando contro un regime fascista ed un intervento militare diretto degli USA, al processo rivoluzionario ed al popolo venezuelani, ha dimostrato e dimostra ancora una volta che mai come oggi è di piena valenza ed attualità lo slogan che, tanto ad ovest quanto ad ovest del Rio Orinoco, rimbomba nelle mobilitazioni popolari: “Alerta, alerta, alerta que camina la espada de Bolívar por América Latina!”
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Equipaggio nordamericano di aereo-spia catturato dalla guerriglia |
Secondo fonti
ufficiali, tanto del governo colombiano quanto degli Stati Uniti, un aereo
d’intelligence (un Cessna 208) con a bordo un sergente colombiano dei servizi
segreti dell’Esercito e cinque statunitensi sarebbe stato abbattuto dai
guerriglieri delle FARC-EP in un’aerea del sudest della Colombia (nel Caquetá),
non lontana dalla base militare di Tres Esquinas, già in passato distrutta
dalle FARC e recentemente ricostruita nell’ambito del Plan Colombia made in
USA (il cui progetto prevede di farla diventare la più equipaggiata di
apparecchiature satellitari dell’America Latina).
Il militare
colombiano ed uno dei gringos sono stati trovati morti, mentre viene dato per
molto probabile che i restanti tre statunitensi siano stati catturati dalle
FARC-EP.
Il Segretario
della Difesa degli Stati Uniti, Donald Rumsfeld, ha dichiarato a Washington di
sentirsi “estremamente frustrato”.
Si tratta del
secondo aereo nordamericano che cade nelle selve colombiane; il primo era caduto
nel 1999 nel dipartimento del Putumayo, confinante con l’Ecuador.
Secondo abitanti
della zona, prima di precipitare il Cessna sarebbe stato colpito da presunti
guerriglieri del Fronte 15 delle FARC.