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CLAMORI DALLA COLOMBIA | |
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BOLLETTINO D’INFORMAZIONE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NUOVA COLOMBIA tel.:
335 8059837 | |
"Mentire,
mentire ed ancora mentire", è la parola d'ordine di Alvaro Uribe Vélez
e del suo governo, le cui politiche neoliberiste, fasciste e violatrici dei diritti
impediscono una vita dignitosa al popolo colombiano. Alvaro Uribe Vélez
mente quando grida ai quattro venti i vantaggi delle sue riforme. Va a vantaggio
del popolo colombiano allungare la giornata lavorativa senza aumenti salariali?
O eliminare la retribuzione delle ore di straordinario? O, ancora, aumentare le
tasse sui prodotti che sono alla base del paniere familiare, aumentare l'età
pensionabile e svendere il patrimonio nazionale alle multinazionali imperialiste?
Alvaro Uribe Vélez mente quando afferma di essere sensibile al tema
dello Scambio umanitario di prigionieri; e mente quando dispensa false notizie
su contatti con le FARC-EP su questo tema, evadendo le sue responsabilità
e delegando a tal fine le Nazioni Unite. Alvaro Uribe Vélez mente quando
afferma che il suo governo è disposto a cercare una soluzione politica
al conflitto sociale colombiano, mentre in realtà sviluppa la sua politica
di guerra con gli Stati Uniti, rafforza l'intelligence militare, crea la rete
dei delatori e cerca di legalizzare i paramilitari con i cosiddetti "soldati
contadini". Alvaro Uribe Vélez mente quando presenta il dialogo con
i paramilitaricome un passo in avanti verso la pace, dato che il suo reale intento
è di legittimare e coprire con l'impunità i massacri contro il popolo
colombiano, al fine di evitare il giusto castigo ai responsabili.
Alvaro Uribe
Vélez mente per bocca del suo Vicepresidente, che ripete come un pappagallo
il presunto impegno a rispettare i diritti umani ed il Diritto Internazionale
Umanitario, cosa impossibile fino a quando la Dottrina della Sicurezza Nazionale
ed il Terrorismo di Stato saranno politiche di Stato.
Alvaro Uribe Vélez
mente, unitamente alla Ministra della Difesa ed ai Generali, quando millanta incredibili
vittorie sulla guerriglia ed annuncia costanti passi in avanti verso la sconfitta
del movimento insorgente, falsando senza alcun pudore la realtà, che è
ben diversa ed evidente.
Ma la verità del popolo colombiano è
più forte che qualsiasi menzogna.
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L' "AGENTE VERDE" sulle Ande, ossia
la guerra alla droga secondo il dottor Mengele |
Mentre Bush lancia proclami contro il rischio rappresentato dalle armi didistruzione di massa ed i loro presunti possessori, la sua amministrazione si prepara a lanciare una nuova ondata di tossine contro la Colombia, tra le quali un pericoloso cocktail biologico che i suoi sostenitori definiscono come "composto da microerbicidi". Si tratta in realtà dell' "Agente Verde", così battezzato da Sunshine Project per le sue affinità con l' "Agente Arancione", utilizzato dagli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam e i cui effetti, noti a tutti, costrinsero gli Usa a firmare nel 1976 la Convenzione sulla Proibizione dell'Uso Militare o di qualsiasi altro Uso Ostile di Tecniche di Modificazione Ambientale (ENMOD). L'Agente Verde è un fungo patogeno costruito dall'ingegneria genetica, concepito dalla sperimentazione del Dipartimento di Agricoltura degli Usa e prodotto dall'Ag/Bio Company con finanziamenti statali. L'Agente Verde contiene due tipi di funghi (geneticamente modificati) assassini: il Fusarium Oxysporum ed il Pleospora Paveracea. Di fatto, le fumigazioni con questi funghi, già attuate in Colombia, rappresentano un'evidente violazione dell'ENMOD e della Convenzione sulle Armi Batteriologiche. Tali funghi sono assassini indiscriminati che minacciano la salute umana e le specie animali e vegetali, che non costituiscono il loro obbiettivo dichiarato. Inoltre, una volta polverizzati ed aspersi attraverso gli aerei del Plan Colombia, si genera una contaminazione di altre coltivazioni, allevamenti, falde acquifere. A ciò va aggiunta la devastazione ambientale dalla selva tropicale umida, già minacciata dallo sfruttamento minerario, del legname e dell'allevamento, che perde circa 2 milioni di acri (810.000 ettari) l'anno.
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Legislatori USA chiedono l'uso di armi biologiche in Colombia |
Mentre diversi congressisti come John Mica, l'ambasciatrice a Bogotá Anne Patterson ed il Sottosegretario di Stato per i narcotici, Rand Beers, minacciano nuovamente di utilizzare armi biologiche in Colombia, a dimostrazione della volontà di ripetere un vecchio trucco consistente nell'inserire l'obbligo di utilizzare armi biologiche come condizione per continuare a godere dei finanziamenti previsti dal Plan Colombia, gli stati confinanti con la Colombia denunciano pubblicamente i rischi derivanti a livello continentale dal loro impiego. Nonostante l'uso dell' "Agente Verde" fosse già stato preso in considerazione dall'amministrazione Clinton, i rischi per la salute pubblica e per l'ambiente l'avevano fatta desistere.
Inoltre, nonostante le dichiarazioni di personaggi del calibro di Rand Beers, secondo il quale la maggior parte delle coltivazioni della coca sarebbero diminuite in soli tre anni grazie alle fumigazioni, la verità è sotto gli occhi di tutti: la politica di eliminazione delle coltivazioni ha completamente fallito nei suoi obbiettivi. Migliaia di milioni di dollari di "aiuti" USA sono stati dispensati, e migliaia di litri di pesticidi chimici sono stati aspersi sulla Colombia senza considerevoli effetti sulla produzione della coca, che aumenta a ritmo accelerato. Negli ultimi 5 anni 40.000 ettari sono stati bombardati con pesticidi ed erbicidi e trasformati in terra bruciata; eppure, nello stesso periodo la produzione della coca in Colombia è triplicata e, dal 2000, la produzione di oppio è aumentata del 60%.
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Cosa si nasconde dietro la presunta volontà di pace dei paramilitari? |
Lunedì
23 dicembre del 2002 il Presidente Alvaro Uribe Vélez ha annunciato la
creazione di una "Commissione di Esplorazione", incaricata di negoziare
con i paramilitari delle AUC il loro inserimento nella società civile.
Di questa commissione fa parte anche Carlos Franco, ex membro della guerriglia
dell'EPL (Esercito Popolare di Liberazione) e del Partito Speranza, Pace e Libertà,
che nella regione di Urabá aveva dato vita ad un gruppo paramilitare noto
come "Comandos populares", autore di numerosi assassinii come i caduti
dell'Unión Patriotica e del Partito Comunista Colombiano dimostrano.
La
domanda sorge spontanea: "cosa intende fare il signor Presidente con questi
gruppi di "taglia-teste"? Vorrà forse inserirli nella rete di
delatori e di "soldati contadini", prevista dal regime di Commozione
Interna? Perché il signor Presidente permette ai paramilitari, che come
riconosciuto anche da Amnesty International e da Human Right Watch sono stati
creati e protetti dallo Stato colombiano, di negoziare sul territorio nazionale
mentre vuol costringere l'insorgenza a parlare di pace all'estero?
Quale sarà
il premio che il signor Presidente ha in mente per il capo delle AUC, Carlos Castaño,
che ha ammesso pubblicamente che le AUC stesse si finanziano per un 70% con
i proventi del narcotraffico e che aveva annunciato che si sarebbe consegnato
alla giustizia nordamericana?
Aspettiamo una risposta, comunque scontata!
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La doppia morale del cardinal Rubiano |
La chiesa cattolica deve pronunciarsi
con chiarezza e dire se appoggia o meno la proposta di un accordo umanitario di
Scambio dei prigionieri, presentata dalle FARC-EP e sostenuta da importanti settori
della società come i familiari dei prigionieri di guerra, ed indirizzata
a risolvere la situazione di centinaia di ufficiali e sottufficiali prigionieri
della guerriglia e dimenticati dallo Stato colombiano, e dei guerriglieri nelle
carceri colombiane i cui diritti umani vengono violati.
La posizione di
Rubiano,
alla pari di quella di altri vescovi, è all'insegna di una doppia morale.
Quando avvenne la detenzione del Vescovo Jiménez, il Cardinale si pronunciò
a favore dello Scambio Umanitario, sul quale non si era ancora espresso con chiarezza
nonostante le reiterate dichiarazioni dei portavoce del Vaticano in questo senso.
Poi, un volta appresa la fine della detenzione stessa, il vescovo ha lanciato
diversi appelli affinché lo Stato ricorresse alla forza delle armi per
"liberare tutti i sequestrati"!
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La Marina USA riceve l'ordine di entrare in Colombia nel Febbraio 2003 |
Due
battaglioni delle Forze Speciali della Marina degli Stati Uniti hanno ricevuto
l'ordine di prepararsi ad entrare in Colombia, nel febbraio del 2003. I battaglioni,
composti da circa 1100 uomini, attraverseranno continuamente la frontiera sud
della Colombia con l'ordine di eliminare tutti gli alti comandi delle FARC-EP.
Secondo
fonti attendibili, l'offensiva sarà guidata dalle Forze Armate colombiane
che cercheranno di spingere le FARC verso sud, dove li aspettano i Marines.
Con
questa gravissima e allo stesso tempo prevedibile decisione, l'amministrazione
Bush si sta preparando a lanciare un'offensiva che causerà la morte di
migliaia di vittime innocenti, di intere etnie indigene e di contadini colombiani.
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Sciopero del Sindacato USO contro le privatizzazioni di Barrancabermeja |
In
questi giorni il sindacato dei lavoratori del settore petrolifero della Colombia,
l'Unione Sindacale Operaia (USO), sta preparando uno sciopero per resistere all'offensiva
del Governo Uribe e di Isaac Yanovich indirizzata a privatizzare l'impresa statale
Ecopetrol, nata grazie alle lotte degli operai di Barrancabermeja. Da 25 anni
gli operai resistono all'assalto contro Ecopetrol, pagando un prezzo molto alto:
100 dirigenti ed attivisti sindacali assassinati (4 durante il 2002, anno durante
il quale sono stati assassinati oltre 160 sindacalisti in Colombia), 2 sparizioni,
10 sequestrati, 31 detenuti (di cui 6 ancora in prigione) e 250 costretti a
fuggire
per salvare la loro vita e quella dei loro cari. E' in queste condizioni tanto
difficili che gli operai colombiani preparano lo sciopero per il mese di gennaio.
La riuscita dipenderà dal blocco della produzione, per effettuare il quale
gli operai intendono coinvolgere anche gli ingegneri ed i supervisori. Qualora
questi ultimi non partecipassero allo sciopero, gli operai si vedrebbero costretti
a bloccare le pompe, cosa che significa affrontare la repressione militare che
nel 1971 uccise a fucilate l'operaio Fermin Amaya mentre si apprestava a chiudere
le pompe.