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Associazione Nazionale Nuova Colombia

APPELLO URGENTE!

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Appello dall’Italia al Presidente della Repubblica Dominicana  Leonel Fernández affinché si attivi per proteggere l’incolumità di Narciso Isa Conde e della sua famiglia e perché impedisca la realizzazione del piano criminale colombiano-statunitense volto all’eliminazione del noto dirigente comunista dominicano.
 
Narciso Isa Conde, intellettuale e dirigente della sinistra rivoluzionaria dominicana, già Segretario Generale del Partito Comunista Dominicano, figura storica nel suo paese nella lotta contro l’imperialismo statunitense,  ha partecipato attivamente nel 1965 alla Rivoluzione di Aprile che aveva l’intento di  riportare al governo il presidente legittimo Juan Bosch, deposto da un colpo di Stato realizzato con l’intervento degli Stati Uniti a soli sette mesi dalla  sua elezione. Isa Conde ha sofferto per questa attiva partecipazione alla liberazione del suo paese il carcere,  la persecuzione e l’esilio.

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LETTERA DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE ADOLFO PÉREZ ESQUIVEL AL PRESIDENTE URIBE

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Buenos Aires, 22 ottobre 2008

Signor Presidente della Repubblica
Dott. Álvaro Uribe Vélez
Carrera 8 No. 7 – 26 Palacio de Nariño, Bogotà – Colombia

Quando alcuni mesi fa partecipai nel suo Paese al Tribunale dei Popoli, potei toccar con mano la terribile situazione di violenza ed intimidazione che soffrono la

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CHI E' L'EX GENERALE MARIO MONTOYA

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Il Generale Mario Montoya Uribe, nato nel 1949 a Buga, dipartimento del Valle del Cauca, titolare di un master in Alta Direzione, ex addetto militare presso l'Ambasciata colombiana a Londra, è stato Comadante dell'Esercito Nazionale della Colombia fino al 4 novembre 2008, quando ha dovuto dimettersi per via dello scandalo dei “falsi positivi”.
Nella carriera di Montoya i legami con i paramilitari iniziano presto.
Secondo un documento inviato nel 1979 dall'ambasciata di Washingtone a Bogotá, successivamente desecretato, “un battaglione d’intelligence dell'esercito colombiano legato a Montoya ha creato in segreto una unità clandestina terrorista fra il 1978 e il 1979”. Il gruppo, denominato AAA (Azione Americana Anticomunista), secondo quanto riferisce il giornalista Sean Donahue, aveva “preso parte ad una serie di bombardamenti effettuati nel 1978 e 1979. I bersagli dei bombardamenti includevano gli uffici del Partito Comunista, un giornale ed una rivista. Molti attivisti di spicco ed accademici furono sequestrati ed uccisi.  Un disertore raccontò successivamente ad uno dei principali quotidiani di Bogotá che l’AAA era comandata da ufficiali dell’esercito.”

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AL VERTICE DI UNASUR TRIONFANO I POMPIERI E L´OPPORTUNISMO

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A pochi giorni dalla fine del tanto atteso vertice dei dodici capi di stato dell´Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur), svoltosi nella cittá argentina di San Carlos de Bariloche lo scorso 28 agosto, é evidente l´assenza di risultati effettivi e conclusioni coerenti.

Il tema centrale oggetto di discussione di questo vertice, estensione di quello tenutosi a Quito (Ecuador) il 10 agosto scorso, non poteva che essere uno solo: l´accordo militare tra il regime mafioso colombiano e l´imperialismo USA targato Obama, che permetterá a quest´ultimo d´impiantare 7 basi militari in Colombia e di usare tutte le infrastrutture militari ivi esistenti. Inutile dirlo, sempre col pretesto della "guerra al terrorismo" e della "lotta al narcotraffico".

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COMPAGNO ALBERTO CESA: HASTA SIEMPRE!

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Come un guerriero a cavallo della ghironda ed impugnando la chitarra, é partito per sempre il nostro compagno ed amico Alberto Cesa.

La sua morte, avvenuta lo scorso mercoledí 6 gennaio all´ospedale  Martini di Torino in cui era ricoverato da domenica, e di cui abbiamo appreso solo poche ore fa, ci addolora e ci lascia un vuoto umano enorme.

 Alberto, fondatore nel 1974 dello storico gruppo folk Cantovivo, ha sempre fatto della propria coerenza politica non negoziabile, e di un modo di fare controcanto popolare non mercificabile, la sua pietra miliare.

Nel corso degli oltre trent´anni in cui ha espresso e plasmato per sempre la propria essenza, indissolubilmente legata alla musica, non ha mai smesso di stare con e dalla parte degli sfruttati, dei lavoratori, degli antifascisti e di chi, in tutte le latitudini e longitudini, lotta con ogni mezzo necessario per costruire un presente/futuro di giustizia ed uguaglianza sociale.

Alberto, a differenza di tanti cialtroni che a sprazzi hanno scimmiottato per interessi congiunturali o di "comodo" la musica popolare e di lotta, la creava, la sentiva e la faceva

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