Associazione Nazionale Nuova Colombia
JUAN MANUEL SANTOS CALDERON

L’attuale Ministro della Difesa colombiano è nato a Bogotá nel 1950. Si è diplomato come cadetto nella Scuola Navale di Cartagena. E’ economista e amministratore di impresa, studi compiuti presso l’Università del Kansas (USA). Ha svolto un master in Economia, Sviluppo Economico e Amministrazione Pubblica presso la Scuola di Economia di Londra e l’Università di Harvard. Dal 1913 la famiglia Santos è proprietaria del periodico El Tiempo, con il quale ha creato un vero e proprio monopolio dei mass media. Attualmente la Casa Editoriale di El Tiempo - CEET, al cui vertice vi è Luis Fernando Santos, possiede numerosi mezzi di comunicazione: i settimanali Llano 7 Días, Boyacá 7 Días e Tolima 7 Días, il periodico HOY, il canale televisivo Citytv,
URIBE, IL FEDELE PICCIOTTO DEL GRAN CAPITALE E DEL PADRONATO
di Darko Ramíres*
22 gennaio 2010
Da buon paramilitare al servizio della grande borghesia, Uribe, invece di assistere in questi giorni ai festeggiamenti per l’insediamento -all’insegna della continuità- del Presidente boliviano Evo Morales, si trova a Panama City per partecipare all’ennesimo incontro del ‘Consiglio Imprenditoriale dell’America Latina’.
In questa sede, una delle tante in cui le oligarchie nostrane pianificano insieme alla CIA ed alla Casa Bianca la “riconquista” totale dell’America Latina, il presidente narco-fascista ha tessuto ancora una volta le lodi del libero mercato, segnalando che “eliminare l’iniziativa privata vuol dire condannare i popoli a vivere nella povertá e nell’iniquitá” (sic!)
FARC-EP: SIAMO DISPOSTI ALL’INTERSCAMBIO!

Il Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP comunica che:
1. Liberando il sergente Pablo Moncayo ed il soldato Josué Daniel Calvo, e consegnando le spoglie mortali del colonnello Julián Guevara, abbiamo evidenziato in modo trasparente la nostra volontá e decisione di concordare col governo nazionale uno scambio dei prigionieri di guerra.
2. Nonostante il pronunciamento del Presidente, che ha espresso la sua disponibilitá allo scambio, sia stato fatto alla fine del suo mandato, essendo fallita la sua strategia di riscatto militare e nel bel mezzo di discorsi pieni zeppi di minacce di morte verso i comandanti della guerriglia, siamo pienamente disposti ad intercambiare opinioni e proposte per firmare accordi di scambio che rendano possibile la liberazione dei prigionieri di entrambe le parti ed aprano porte nella ricerca di accordi di pace.
DENUNCIAMO CON FORZA LA “OPERACIÓN EUROPA” DELLA POLIZIA POLITICA DI URIBE!

Contestualmente alla recentissima visita nel vecchio continente della senatrice colombiana Piedad Córdoba, leader del movimento dei “Colombiani per la Pace ”, è emersa con forza la denuncia di un altro gravissimo caso di aggressione extraterritoriale perpetrata dallo Stato colombiano. Si tratta della “Operación Europa”, ordinata dal governo Uribe ed eseguita dalla sua polizia politica, il famigerato DAS, già noto per intercettazioni illegali di magistrati, giornalisti e membri dell’opposizione politica in Colombia, nonché per la compilazione di liste nere di sindacalisti, oppositori, dirigenti sociali, i cui nominativi, indirizzi e schemi di movimento vengono passati ai paramilitari e ad altri apparati repressivi dello Stato che poi si incaricano di trucidarli.
IL GOVERNO SANTOS CHE VERRA’: CONTINUITA’ NARCO-PARAMILITARE E DEBOLEZZA STRUTTURALE

Quando, alle 21.00 circa di domenica 20 giugno, è stato reso pubblico l’esito del ballottaggio per la presidenza in Colombia, abbiamo avuto la conferma di una chiara tendenza delineatasi già al primo turno: da una parte, la schiacciante vittoria di Juan Manuel Santos (69,05% dei voti) contro il lituano Antanas Mockus (27,52%), e dall’altra l’incremento dell’astensionismo, superiore al 55% (quasi 5 punti in più rispetto al primo turno). Considerando che i suddetti dati sono scaturiti dal 99,91% dei seggi scrutinati, si possono prendere come definitivi.
Questi sono i due fattori chiave emersi dalla giornata elettorale, sic et simpliciter. Tuttavia, sarà opportuno analizzarne le premesse, le cause, gli effetti a breve e medio termine e la portata, al fine di non precipitare nel dirupo delle banalità e dei luoghi comuni che, in queste ultime settimane, hanno caratterizzato gli articoli dei più variegati “analisti”, “esperti”, “inviati speciali” e via discorrendo, alcuni dei quali purtroppo trovano spesso spazio anche su media alternativi o sedicenti tali.
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