Lo scorso 9 maggio la dirigente del movimento ‘Marcia Patriottica’, Piedad Córdoba, ha denunciato l’esistenza di un piano per assassinarla. Sulla base di successive informazioni più dettagliate, l’ex senatrice ha reso noto come persone di alto livello, appartenenti a settori molto potenti del regime oligarchico, abbiano offerto somme milionarie di denaro al paramilitarismo di Stato per assassinarla.
Il piano, che prevede anche l’utilizzo di tecnologia di punta per raggiungere con esattezza e precisione il suo obiettivo, dimostra la continuità del terrorismo di Stato per eliminare quanti lavorano per una soluzione politica al conflitto sociale e armato colombiano, e lottano per la pace con giustizia sociale. Piedad Córdoba, già vittima di illegali intercettazioni e montature da parte della polizia politica del DAS durante il governo del narco ex-presidente Uribe, ed inabilitata a ricoprire incarichi politici e parlamentari per diciott’anni dall’opusdeista e fanatico reazionario Procuratore Generale Ordoñez, nella sua denuncia focalizza l’attenzione su un punto centrale: il piano per assassinarla è stato organizzato proprio in un periodo in cui il movimento di cui è leader e portavoce, ‘Colombiani e Colombiane per la Pace’, ha compiuto una serie di importanti azioni, e la ‘Marcia Patriottica’ è stata lanciata a Bogotá con gran successo e la mobilitazione di oltre 100.000 persone. La sanguinaria oligarchia al potere, di cui il governo “Jena” Santos è espressione, dimostra di esser sempre pronta ad usare qualunque mezzo pur di far tacere chi ne denuncia l’essenza e le pratiche violente, antidemocratiche e guerrafondaie.
Il 16 aprile scorso un gruppo di sgherri del candidato della destra venezuelana Capriles ha aggredito la compagna Eva Golinger, che si trovava insieme a suo figlio di appena un anno di età.
L'Associazione Nuova Colombia esprime tutta la propria solidarietà a Eva, ed il più profondo disprezzo verso quest’ennesima prova di vigliaccheria fascista da parte dei golpisti filo-imperialisti che, come nel 2002 e nel 2003, stanno cercando di rovesciare il governo bolivariano per mezzo della violenza.
Nella giornata di ieri, 6 marzo 2013, una lunga e penosa malattia, le cui vere cause e responsabilità sono ancora da chiarire, ha strappato Hugo Chávez al popolo venezuelano. Mentre le oligarchie del continente e l’imperialismo si fregano le mani e sputano veleno, ansiose di arpionare nuovamente le enormi ricchezze -non solo petrolifere- che il Presidente Chávez aveva messo al servizio delle masse escluse, vilipendiate e massacrate da decenni di repressione e neoliberismo, il popolo venezuelano si mobilita in lungo e in largo per esprimere cordoglio e dolore, ma anche fermezza e determinazione nel portare avanti il processo rivoluzionario bolivariano.
Intervista a Jesús Santrich, dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
Tratto da http://confidencialcolombia.com
Confidencial Colombia: Il Governo afferma che il modello economico non è in discussione. Com’è possibile negoziare il tema della terra a partire da questa premessa?
Jesús Santrich: Il governo ha detto -e sicuramente continuerà a dire- molte cose nel quadro della sua offensiva mediatica volta a confondere le opinioni, a dare l'idea che l'insorgenza sarebbe arrivata al Tavolo dei Dialoghi non per
La delegazione di pace delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC-EP, gruppo ribelle che da più di due mesi porta avanti dialoghi con il governo colombiano all’Avana, Cuba, nel tentativo di ottenere la pace per questo paese sudamericano, parlando in esclusiva per il quotidiano Le Courrier, in Svizzera, ha detto “che il miglior contributo che può dare l’Unione Europea e la
I Partiti Comunisti e Operai sottofirmatari, nel quadro del XIV Incontro Internazionale di PC e PO tenutosi a Beirut, Libano, in merito alla situazione in Colombia esprimono quanto segue:
- I dialoghi sono possibili solo a patto che entrambe le parti li agevolino con un cessate il fuoco che consenta un’ampia partecipazione del popolo. Applaudiamo la decisione unilaterale delle FARC-EP in questo senso.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà e voce d’incoraggiamento al Presidente Hugo Chávez in questo bivio della sua vita. Nella nostra voce, siamo certi, sta il sentimento degli umili, dei poveri della terra comunarda che non smetteranno mai di benedire il suo magnanimo gesto di darci il suo cuore come contributo alla costruzione della pace in Colombia.