La coordinatrice del movimento “Colombiani e Colombiane per la Pace”, Piedad Córdoba, ha affermato che tra 45 giorni circa potrebbe iniziare il processo di liberazione unilaterale dei sei prigionieri di guerra in potere delle FARC, e che sono già in corso i preparativi per la logistica. Uno degli incontri previsti per avanzare verso la concretizzazione dell’operazione sarà quello fra la portavoce dei “Colombiani per la Pace”,
Marleny Orjuela, ed il Comitato Internazionale della Croce Rossa, al fine di precisarne alcuni dettagli. Nel frattempo, il governo brasiliano ha messo a disposizione due elicotteri, con un equipaggio di 15 persone, per collaborare al processo di liberazione. A tal proposito, l'ex prigioniero Luis Eladio Pérez, liberato unilateralmente dalle FARC, ha dichiarato che il tentativo di riscatto a ferro e fuoco dei prigionieri da parte del governo metterebbe in serio rischio la vita dei prigionieri stessi. Il processo di liberazione era infatti stato interrotto dalle FARC lo scorso 1 febbraio, poiché l'area individuata era stata pesantemente militarizzata dal governo, con l'evidente intento di preparare una nuova trappola e sabotare le liberazioni decise dalla guerriglia rivoluzionaria colombiana. Ci auguriamo che stavolta i fantocci di Washington, di stanza al palazzo presidenziale di Bogotá, non ricorrano a nuove manovre per impedire le liberazioni, cercando di affossare un gesto unilaterale volto a creare un ambiente favorevole a dialoghi di pace.
Il 16 aprile scorso un gruppo di sgherri del candidato della destra venezuelana Capriles ha aggredito la compagna Eva Golinger, che si trovava insieme a suo figlio di appena un anno di età.
L'Associazione Nuova Colombia esprime tutta la propria solidarietà a Eva, ed il più profondo disprezzo verso quest’ennesima prova di vigliaccheria fascista da parte dei golpisti filo-imperialisti che, come nel 2002 e nel 2003, stanno cercando di rovesciare il governo bolivariano per mezzo della violenza.
Nella giornata di ieri, 6 marzo 2013, una lunga e penosa malattia, le cui vere cause e responsabilità sono ancora da chiarire, ha strappato Hugo Chávez al popolo venezuelano. Mentre le oligarchie del continente e l’imperialismo si fregano le mani e sputano veleno, ansiose di arpionare nuovamente le enormi ricchezze -non solo petrolifere- che il Presidente Chávez aveva messo al servizio delle masse escluse, vilipendiate e massacrate da decenni di repressione e neoliberismo, il popolo venezuelano si mobilita in lungo e in largo per esprimere cordoglio e dolore, ma anche fermezza e determinazione nel portare avanti il processo rivoluzionario bolivariano.
Intervista a Jesús Santrich, dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
Tratto da http://confidencialcolombia.com
Confidencial Colombia: Il Governo afferma che il modello economico non è in discussione. Com’è possibile negoziare il tema della terra a partire da questa premessa?
Jesús Santrich: Il governo ha detto -e sicuramente continuerà a dire- molte cose nel quadro della sua offensiva mediatica volta a confondere le opinioni, a dare l'idea che l'insorgenza sarebbe arrivata al Tavolo dei Dialoghi non per
La delegazione di pace delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC-EP, gruppo ribelle che da più di due mesi porta avanti dialoghi con il governo colombiano all’Avana, Cuba, nel tentativo di ottenere la pace per questo paese sudamericano, parlando in esclusiva per il quotidiano Le Courrier, in Svizzera, ha detto “che il miglior contributo che può dare l’Unione Europea e la
I Partiti Comunisti e Operai sottofirmatari, nel quadro del XIV Incontro Internazionale di PC e PO tenutosi a Beirut, Libano, in merito alla situazione in Colombia esprimono quanto segue:
- I dialoghi sono possibili solo a patto che entrambe le parti li agevolino con un cessate il fuoco che consenta un’ampia partecipazione del popolo. Applaudiamo la decisione unilaterale delle FARC-EP in questo senso.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà e voce d’incoraggiamento al Presidente Hugo Chávez in questo bivio della sua vita. Nella nostra voce, siamo certi, sta il sentimento degli umili, dei poveri della terra comunarda che non smetteranno mai di benedire il suo magnanimo gesto di darci il suo cuore come contributo alla costruzione della pace in Colombia.