Ieri, 1 febbraio, il Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP ha diramato un comunicato nel quale annuncia la sospensione dell'operativo di liberazione di 6 prigionieri di guerra in potere dei guerriglieri, annunciato nel dicembre dello scorso anno. “L'area che abbiamo individuato per le liberazioni dei prigionieri di guerra”, afferma l'insorgenza rivoluzionaria colombiana, “è stata ingiustificatamente militarizzata dal governo
della Colombia, cosa che ci impone di posticipare la sua concretizzazione. Alcuni militari patrioti ci avevano avvertito dell'intenzione del governo Santos di effettuare a tutti i costi un riscatto a ferro e fuoco, incurante della possibilità di un esito luttuoso, come avvenuto lo scorso 26 novembre. Questo atteggiamento è in relazione con la recente decisione del governo di impedire la partecipazione internazionale umanitaria nelle annunciate liberazioni. Li vogliamo liberare vivi, ma sembra che il governo preferisca riconsegnarli ai loro familiari nelle bare”. Il comunicato precisa che appena le condizioni lo permetteranno, i prigionieri di guerra verrano rilasciati. Come sempre, il governo di “Jena” Santos -lungi dal voler facilitare soluzioni umanitarie propedeutiche a eventuali dialoghi di pace- cerca in tutti i modi di impedire il concretizzarsi di gesti di pace da parte dell'insorgenza, mettendo cinicamente a rischio la vita stessa dei propri uomini catturati in combattimento dalla guerriglia.
Il fiume Magdalena non è l’arteria idrica più lunga della Colombia, ma per le sue rilevanza strategica e portata è sicuramente il più importante. Lungo i suoi 1500 chilometri , di cui quasi due terzi sono navigabili, vivono decine di migliaia di famiglie la cui sussistenza economica dipende, direttamente o indirettamente, da questo gigante blu.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA Comitato Provinciale di Macerata
Macerata, li 25/04/2012
SOLIDARIETA’ ANTIFASCISTA AI PRIGIONIERI POLITICI COLOMBIANI
Nella ricorrenza del 25 aprile, giorno in cui l’Italia resistente commemora la Liberazione dall’oppressore nazifascista, esprimiamo, a nome di tutti quanti gli antifascisti che difendono l’universalità dei valori democratici di libertà, pace e giustizia sociale, piena
Il 16 aprile prossimo inizierà formalmente a Bogotá il processo farsa contro il giornalista Joaquín Pérez Becerra, direttore di Anncol. Ho creduto doveroso scrivere una lettera, che le arriverà’ anche via posta ordinaria, all’Ambasciatrice svedese in Italia, Sig.ra Ruth Jacoby. Joaquín e’ cittadino svedese dal 2000 eh ha diritto a tutto l’ appoggio del suo governo. Chiunque voglia (spero che siate in tanti) puo’ copiare il seguente testo e inviarlo all’ambasciata aggiungendo la sua firma, o scrivendone uno nuovo, se desidera. Questo il fax 06/441941 e questa la mail: ambassaden.rom@foreign.ministry.se
1. Comunichiamo al gruppo delle Donne del Mondo per la Pace, coordinato da Piedad Córdoba, e all’organizzazione Asfamipaz, che siamo pronti ad iniziare il processo di liberazione, in due giornate, di 10 prigionieri di guerra in nostro potere.
2. Manifestiamo il nostro consenso rispetto ai punti del protocollo di sicurezza. C’è però bisogno che il presidente Juan Manuel Santos permetta la visita umanitaria ai prigionieri politici e
“La Colombia è un paese dove fiumi d’oro si fondono con fiumi di sangue.” Eduardo Galeano.
Il conflitto interno in Colombia va avanti ormai da oltre 60 anni, diventando così uno dei più antichi del mondo insieme a quello in Palestina e in Kashmir. La popolazione civile ne rappresenta senza dubbio la prima vittima. Secondo le cifre fornite dalle organizzazioni dei diritti umani, nazionali e internazionali, ci sono oltre 60mila detenuti-scomparsi; 8mila prigionieri politici; centinaia di fosse comuni; 5 milioni di contadini,
All’alba di ieri, 26 gennaio, le forze repressive della borghesia italiana, su mandato della “solerte” magistratura, hanno arrestato 26 compagni impegnati nella lotta contro il criminale megaprogetto della TAV in Val Susa. Altri sono oggetto di denuncie e misure restrittive di vario tipo. Si tratta di un attacco al Movimento NO TAV in qualche modo annunciato, ma non per questo meno inaccettabile e vergognoso. Un attacco che, in linea con l’escalation generalizzata della repressione