Lo scorso 3 gennaio la Coalizione Nazionale e Internazionale per il Trattamento Dignitoso e la Libertà dei Prigionieri Politici, ha diffuso un appello rivolto alla società colombiana perché si pronunci chiaramente sulla crisi umanitaria che affligge il paese, e in particolare sulla necessità di approdare ad Accordi Umanitari che conducano a scenari di negoziazione fra il governo e l'insorgenza rivoluzionaria, mobilitandosi per il conseguimento di un'uscita
politica dalla guerra. L'Associazione lamenta la recente morte dei militari in potere delle FARC, avvenuta a causa dello sconsiderato gesto del governo per ottenere il riscatto manu militari dei prigionieri in procinto di essere liberati unilateralmente dalle FARC, ma anche la morte dei prigionieri politici rinchiusi nelle carceri colombiane, e la sorte di quelli torturati e vittime dei più crudeli, disumani e degradanti maltrattamenti. I circa 8000 prigionieri politici, così come i prigionieri di guerra in potere delle FARC, sono stati condannati dal regime colombiano a permanere nella loro condizione; “Jena” Santos, così come il suo predecessore narco-paramilitare Uribe, vuole perpetuare la guerra a vantaggio degli interessi e dei privilegi dell'oligarchia e delle imprese multinazionali, e tenta ogni mossa per sabotare quei passaggi tendenti a creare le condizioni per una soluzione politica del pluridecennale conflitto sociale ed armato che insanguina la Colombia.
All’alba di ieri, 26 gennaio, le forze repressive della borghesia italiana, su mandato della “solerte” magistratura, hanno arrestato 26 compagni impegnati nella lotta contro il criminale megaprogetto della TAV in Val Susa. Altri sono oggetto di denuncie e misure restrittive di vario tipo. Si tratta di un attacco al Movimento NO TAV in qualche modo annunciato, ma non per questo meno inaccettabile e vergognoso. Un attacco che, in linea con l’escalation generalizzata della repressione
L’Associazione nazionale Nuova Colombia, che da anni denuncia all’opinione pubblica italiana le sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime oligarchico ai danni del popolo colombiano, e che si batte instancabilmente affinché si giunga ad una soluzione politica e pacifica del conflitto sociale e armato che insanguina la Colombia da oltre sessant’anni, apprendendo dagli organismi di stampa che lo scorso 14 gennaio Lei ha ricevuto il Vicepresidente della Colombia, Angelino Garzón, al Palazzo Civico di Torino,
Il 2012 sarà un anno chiave per la resistenza del popolo colombiano contro l’oligarchia cipaya* e il suo regime narcoparamilitare. Non possiamo resistere tutta la vita, anche se resistere è già un modo di vincere, dobbiamo ora passare all’offensiva. Il capitalismo vive oggi una delle sue crisi più dure, quindi o adesso o mai più. La decadenza morale ed etica del regime colombiano ha raggiunto limiti insostenibili per un popolo dignitoso come quello colombiano.
di Miguel Urbano Rodrigues* da www.odiario.info | Traduzione a cura di Marx21.it *Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano
Abbiamo ascoltato dall’oligarchia colombiana e dai suoi generali l’annuncio ufficiale della morte del Compagno e Comandante Alfonso Cano. Si sentono ancora le loro allegre sghignazzate ed i loro entusiasti brindisi, mentre tutte le voci dell’establishment concordano sul fatto che ciò significa il capolinea della lotta guerrigliera in Colombia.
L’unica realtà simboleggiata dalla morte in combattimento del Compagno Alfonso Cano è l’immortale resistenza del popolo colombiano,
Traduzione a cura dell'Associazione nazionale Nuova Colombia
Quanto dolore, quante lacrime, spoliazioni e sparizioni forzate, quanti prigionieri politici e quante torture mancano ancora affinché nel mondo cessi la complice compiacenza con il regime colombiano? Le cifre degli assassinati, torturati, incarcerati e “desaparecidos”, così come le leggi atte a garantire impunità al paramilitarismo, la svendita alle multinazionali e il saccheggio continuo, dimostrano chiaramente il carattere genocida del governo.