Dopo mesi di ingiustificati silenzi sulla pretestuosa ed illegale cattura del cantautore rivoluzionario colombiano Julián Conrado, avvenuta il 31 maggio del 2011 nello stato venezuelano di Barinas, il Pubblico Ministero della Procura Generale del Venezuela, Luisa Ortega Díaz, si è pronunciato nel dicembre scorso per il non luogo a procedere della sua estradizione. Nel documento presentato dall’alta funzionaria venezuelana, vengono evidenziate le
inconsistenti ed incongruenti motivazioni dell’arresto di Julián, e svelano le fantasiose menzogne con cui il governo fascista presieduto da “Jena” Santos ha cercato e cerca di ottenere l’estradizione del cantautore. All’iniziale fasulla accusa di aver partecipato ad un combattimento nella località di Parranda Seca, mentre invece Julián si trovava a duemila chilometri di distanza, nel Caguán, il ridicolo quanto violento apparato repressivo colombiano ha poi aggiunto l’immaginaria accusa del canto usato per reclutare forzatamente giovani leve da incorporare nelle fila dell’insorgenza. Oltre ad aprire crepe nella montatura dell’illegale detenzione, la Procura ha disposto inoltre che al cantautore sia garantita una degna assistenza sanitaria adeguata alle sue cagionevoli condizioni di salute, aspetto più volte denunciato in diverse occasioni ed in maniera pubblica da una moltitudine di personalità e da collettivi di solidarietà venezuelani ed internazionali; un sostegno imprescindibile alla causa di Julián che è un sostegno alla causa di tutto il popolo colombiano, in lotta contro lo Stato terrorista e la sua internazionalizzazione della repressione. Un importante passo in avanti verso la verità è stato compiuto, e sarà ora il Tribunale Supremo di Giustizia venezuelano a doversi esprimere in maniera definitiva. La battaglia per la scarcerazione immediata di Julián e per la concessione, da parte del Venezuela, dell’asilo politico al cantautore rivoluzionario, è ad una svolta.
All’alba di ieri, 26 gennaio, le forze repressive della borghesia italiana, su mandato della “solerte” magistratura, hanno arrestato 26 compagni impegnati nella lotta contro il criminale megaprogetto della TAV in Val Susa. Altri sono oggetto di denuncie e misure restrittive di vario tipo. Si tratta di un attacco al Movimento NO TAV in qualche modo annunciato, ma non per questo meno inaccettabile e vergognoso. Un attacco che, in linea con l’escalation generalizzata della repressione
L’Associazione nazionale Nuova Colombia, che da anni denuncia all’opinione pubblica italiana le sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime oligarchico ai danni del popolo colombiano, e che si batte instancabilmente affinché si giunga ad una soluzione politica e pacifica del conflitto sociale e armato che insanguina la Colombia da oltre sessant’anni, apprendendo dagli organismi di stampa che lo scorso 14 gennaio Lei ha ricevuto il Vicepresidente della Colombia, Angelino Garzón, al Palazzo Civico di Torino,
Il 2012 sarà un anno chiave per la resistenza del popolo colombiano contro l’oligarchia cipaya* e il suo regime narcoparamilitare. Non possiamo resistere tutta la vita, anche se resistere è già un modo di vincere, dobbiamo ora passare all’offensiva. Il capitalismo vive oggi una delle sue crisi più dure, quindi o adesso o mai più. La decadenza morale ed etica del regime colombiano ha raggiunto limiti insostenibili per un popolo dignitoso come quello colombiano.
di Miguel Urbano Rodrigues* da www.odiario.info | Traduzione a cura di Marx21.it *Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano
Abbiamo ascoltato dall’oligarchia colombiana e dai suoi generali l’annuncio ufficiale della morte del Compagno e Comandante Alfonso Cano. Si sentono ancora le loro allegre sghignazzate ed i loro entusiasti brindisi, mentre tutte le voci dell’establishment concordano sul fatto che ciò significa il capolinea della lotta guerrigliera in Colombia.
L’unica realtà simboleggiata dalla morte in combattimento del Compagno Alfonso Cano è l’immortale resistenza del popolo colombiano,
Traduzione a cura dell'Associazione nazionale Nuova Colombia
Quanto dolore, quante lacrime, spoliazioni e sparizioni forzate, quanti prigionieri politici e quante torture mancano ancora affinché nel mondo cessi la complice compiacenza con il regime colombiano? Le cifre degli assassinati, torturati, incarcerati e “desaparecidos”, così come le leggi atte a garantire impunità al paramilitarismo, la svendita alle multinazionali e il saccheggio continuo, dimostrano chiaramente il carattere genocida del governo.