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Vignetta della settimana

Leggi tutto... LA PAZ DE COLOMBIA  

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  • PRESENZA DI PARAMILITARI COLOMBIANI A MADRID
     




  • J.M. SANTOS NON CONOSCE L'INNO NAZIONALE!!!
     



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  • SANTOS CACCIATO DALL'UNIVERSITA'
     

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IL NUOVO VICE PRESIDENTE COLOMBIANO: ANGELINO GARZÓN





Angelino Garzón nasce a Buga, nel Dipartimento del Valle del Cauca, il 14 agosto 1950. Laureato in comunicazione sociale all’Università Jorge Tadeo Lozano di Bogotá, ha conseguito la specializzazione in Diritto Amministrativo all’Università di Salamanca,  in Spagna. Ha realizzato studi di Rapporti di Lavoro Comparati presso il Centro di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) di Torino.
E’ stato fondatore e presidente della Federazione Nazionale dei Lavoratori al servizio dello Stato, FENALTRACE, e funzionario della CSTC (sindacato che aggruppava settori di tendenza comunista), nonché segretario della CUT dal 1981 al 1990, per passare subito dopo a far parte dell’Assemblea Nazionale Costituente (inciucio tra la partitocrazia tradizionale, l’ultra liberista ex presidente César Gaviria ed alcune guerriglie minoritarie smobilitate e svendute dai loro dirigenti, come Petro, e cooptate dal regime).

 

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IL GOVERNO SANTOS CHE VERRA’: CONTINUITA’ NARCO-PARAMILITARE E DEBOLEZZA STRUTTURALE



Quando, alle 21.00 circa di domenica 20 giugno, è stato reso pubblico l’esito del ballottaggio per la presidenza in Colombia, abbiamo avuto la conferma di una chiara tendenza delineatasi già al primo turno: da una parte, la schiacciante vittoria di Juan Manuel Santos (69,05% dei voti) contro il lituano Antanas Mockus (27,52%), e dall’altra l’incremento dell’astensionismo, superiore al 55% (quasi 5 punti in più rispetto al primo turno). Considerando che i suddetti dati sono scaturiti dal 99,91% dei seggi scrutinati, si possono prendere come definitivi.

Questi sono i due fattori chiave emersi dalla giornata elettorale, sic et simpliciter. Tuttavia, sarà opportuno analizzarne le premesse, le cause, gli effetti a breve e medio termine e la portata, al fine di non precipitare nel dirupo delle banalità e dei luoghi comuni che, in queste ultime settimane, hanno caratterizzato gli articoli dei più variegati “analisti”, “esperti”, “inviati speciali” e via discorrendo, alcuni dei quali purtroppo trovano spesso spazio anche su media alternativi o sedicenti tali.

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DENUNCIAMO CON FORZA LA “OPERACIÓN EUROPA” DELLA POLIZIA POLITICA DI URIBE!



Contestualmente alla recentissima visita nel vecchio continente della senatrice colombiana Piedad Córdoba, leader del movimento dei “Colombiani per la Pace ”, è emersa con forza la denuncia di un altro gravissimo caso di aggressione extraterritoriale perpetrata dallo Stato colombiano. Si tratta della “Operación Europa”, ordinata dal governo Uribe ed eseguita dalla sua polizia politica, il famigerato DAS, già noto per intercettazioni illegali di magistrati, giornalisti e membri dell’opposizione politica in Colombia, nonché per la compilazione di liste nere di sindacalisti, oppositori, dirigenti sociali, i cui nominativi, indirizzi e schemi di movimento vengono passati ai paramilitari e ad altri apparati repressivi dello Stato che poi si incaricano di trucidarli.

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FARC-EP: SIAMO DISPOSTI ALL’INTERSCAMBIO!



Il Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP comunica che:
 
1.     Liberando il sergente Pablo Moncayo ed il soldato Josué Daniel Calvo, e consegnando le spoglie mortali del colonnello Julián Guevara, abbiamo evidenziato in modo trasparente la nostra volontá e decisione di concordare col governo nazionale uno scambio dei prigionieri di guerra.
 
2.     Nonostante il pronunciamento del Presidente, che ha espresso la sua disponibilitá allo scambio, sia stato fatto alla fine del suo mandato, essendo fallita la sua strategia di riscatto militare e nel bel mezzo di discorsi pieni zeppi di minacce di morte verso i comandanti della guerriglia, siamo pienamente disposti ad intercambiare opinioni e proposte per firmare accordi di scambio che rendano possibile la liberazione dei prigionieri di entrambe le parti ed aprano porte nella ricerca di accordi di pace.

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APPELLO URGENTE!



Appello dall’Italia al Presidente della Repubblica Dominicana  Leonel Fernández affinché si attivi per proteggere l’incolumità di Narciso Isa Conde e della sua famiglia e perché impedisca la realizzazione del piano criminale colombiano-statunitense volto all’eliminazione del noto dirigente comunista dominicano.
 
Narciso Isa Conde, intellettuale e dirigente della sinistra rivoluzionaria dominicana, già Segretario Generale del Partito Comunista Dominicano, figura storica nel suo paese nella lotta contro l’imperialismo statunitense,  ha partecipato attivamente nel 1965 alla Rivoluzione di Aprile che aveva l’intento di  riportare al governo il presidente legittimo Juan Bosch, deposto da un colpo di Stato realizzato con l’intervento degli Stati Uniti a soli sette mesi dalla  sua elezione. Isa Conde ha sofferto per questa attiva partecipazione alla liberazione del suo paese il carcere,  la persecuzione e l’esilio.

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ELEZIONI IN COLOMBIA: LA SOLITA FARSA!



Il 14 marzo si sono svolte in Colombia le elezioni per il parlamento; i voti, a 5 giorni dalla consultazione, non sono ancora stati conteggiati definitivamente.
Eppure, dalle rilevazioni del 94% delle schede, è già possibile ricavare alcune perle in merito alla “più antica democrazia d’America” (sic), secondo una nota e paradossale definizione del paese campione della violazione dei diritti umani.

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TANTI POPOLI, UN'UNICA LOTTA!

 

Sabato 20 febbraio migliaia di persone hanno dato vita a Milano (Italia) ad una manifestazione in solidarietà con le lotte antimperialiste dei popoli del mondo. Nel corteo internazionalista, aperto da uno striscione che recitava la significativa frase “Tanti popoli, un'unica lotta”, viene segnalata la grande presenza di uno spezzone dedicato alla solidarietà con la lotta antimperialista dei popoli latinoamericani. Questa parte del corteo era aperta da un grande striscione che su uno sfondo dipinto col tricolore bolivariano, portava la scritta “Por la Nueva Colombia, la Patria Grande y el Socialismo”. Dietro a questo si vedevano le bandiere di quei popoli e organizzazioni della nostra America che stanno all'avanguardia nella lotta per una seconda e definitiva indipendenza del continente latinoamericano. Colombia, Cuba, Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Ecuador, Salvador, Honduras.

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URIBE, IL FEDELE PICCIOTTO DEL GRAN CAPITALE E DEL PADRONATO

di Darko Ramíres*
22 gennaio 2010

 

       

 

Da buon paramilitare al servizio della grande borghesia, Uribe, invece di assistere in questi giorni ai festeggiamenti per l’insediamento -all’insegna della continuità- del Presidente boliviano Evo Morales, si trova a Panama City per partecipare all’ennesimo incontro del ‘Consiglio Imprenditoriale dell’America Latina’.
In questa sede, una delle tante in cui le oligarchie nostrane pianificano insieme alla CIA ed alla Casa Bianca la “riconquista” totale dell’America Latina, il presidente narco-fascista ha tessuto ancora una volta le lodi del libero mercato, segnalando che “eliminare l’iniziativa privata vuol dire condannare i popoli a vivere nella povertá e nell’iniquitá” (sic!)

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